NAPOLI – Il Teatro Nuovo di Napoli inaugurerà il 20 ottobre 2008 alle ore 21:00 un ciclo di sei appuntamenti denominato “Odio il lunedì†per “sfatare†il falso mito del lunedì come giorno non teatrale. Per sei lunedì si metteranno in discussione tutti i riposi degli operatori dello spettacolo. Così fino a maggio 2009 ci saranno letture, performance, dj set con lo scopo di creare nuove occasioni di intrattenimento metropolitano. “Odio il lunedì†comprenderà sei proposte originali che tenteranno di esplorare nuovi linguaggi scenici, ma anche di offrire un luogo di incontro a chi, il lunedì appunto, vuole riconquistare il proprio tempo libero.
Il primo appuntamento è fissato per lunedì 20 ottobre, con una discussione de “ Il Vicario†di Rolf Hochhuth, un testo che sarà uno spunto per interrogarsi sul silenzio della chiesa, e in particolare di Pio XII, di fronte agli orrori nazisti e alle deportazioni degli ebrei. Sarà una riflessione sulla storia più recente, e sui temi universali come la posizione dell’uomo nei confronti della storia, il coraggio, il sacrificio.Il testo è riproposto, sotto forma di lettura scenica, da un gruppo di attori, Matteo Caccia, Marco Foschi, Enrico Roccaforte, Cinzia Spanò, Nicola Stravalaci, Rosario Tedesco, quest’ultimo anche regista e adattatore del testo, che si sono conosciuti lavorando con il regista Antonio Latella.
Il secondo appuntamento di Odio il lunedì, in programma il 19 gennaio 2009, sarà con Transformations ‘scavandosi l’anima con il martello pneumatico’, performance di e con Cristina Donadio, accompagnata alla chitarra da Francesco Forni. L’allestimento è un’incursione nell’ â€universo Sextonâ€, partendo dalla sua raccolta di poemetti che “trasformano†i racconti dei fratelli Grimm, tra cui Cenerentola, Biancaneve e i sette nani, La bella addormentata nel bosco, Hansel e Gretel, in altrettante favole distorte e sbilenche, dominate da un’atmosfera da “risata macabraâ€. Una sorta di omaggio alla follia, accompagnato da frammenti proiettati di cartoni animati e da un blues ininterrotto.
Il 23 febbraio, per il terzo appuntamento, saranno in scena le letture sceniche di Extracandoni, teatri in rete per la promozione, la produzione e la diffusione della nuova drammaturgia. Accomunati dal marchio ExtraCandoni, sei teatri italiani hanno unito vocazioni e impegno in un’innovativa serie di azioni propulsive della nuova drammaturgia. I teatri coinvolti sono CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Teatro Kismet OperA Teatro Stabile di Innovazione di Bari, Nuovo Teatro Nuovo – Teatro stabile di innovazione di Napoli, Teatro Litta Teatro Stabile di innovazione di Milano, Teatro Eliseo di Roma e Arca Azzurra Teatro di S. Casciano (Firenze).
Il quarto appuntamento per Odio il Lunedì è fissato per il 23 marzo 2009 con Radio Quartieri Spagnoli, un progetto a cura di Soundabbast e del musicista Marco Messina, ultimamente impegnato in esperimenti di commistione audio visiva, in bilico tra visual art e cinema in diretta.
Lunedì 27 aprile 2009, per il quinto appuntamento, “Face à Face – Parole di Francia per scene d’Italia / Parole d’Italia per scene di Francia -Terza edizione 2009†presenta “Questo figlio†di Joel Pommerat, lettura scenica a cura di Tommaso Tuzzoli. Face à Face – Parole di Francia per scene d’Italia è un progetto, promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia, si iscrive nel programma Teri (Traduction, Edition, Représentation en Italie) e ha avuto due edizioni di grande successo nel 2007 e nel 2008. Ha come obiettivo primario quello di promuovere gli autori di teatro francesi in Italia e d’interessare alla drammaturgia contemporanea francese il sistema teatrale italiano.
L’appuntamento conclusivo di Odio il lunedì, programmato dal 30 aprile al 10 maggio 2009 a Palazzo Bagnara, Piazza Dante, Napoli, sarà con Andromaca#2, opera neoplatonica per giardino ricreativo di Domenico Mennillo da Jean Racine, presentata da lunGrabbe in collaborazione con Fondazione Morra e E-Marts. Andromaca è l’opera che consente alla raffinata ed elitaria comunità “salottiera†sei-settecentesca l’accesso emotivo allo spazio delle passioni più irruente e irrazionali dell’animo umano, raffigurate esemplarmente nella tragedia racineana dalle vicende in cui Oreste, Ermione, Pirro e Andromaca consumano la loro presenza nella vita.
