CASERTA – Secondo appuntamento del segmento dedicato alla musica etnica al Leuciana Festival, dopo Lino Cannavacciuolo, con Consiglia Licciardi. Un percorso tra memoria e modernità per un’interprete singolare. Lo spettacolo rilegge alcune villanelle e canzoni popolari napoletane in chiave medioevale o celtica. E’ questa di Consiglia Licciardi una rappresentazione molto suggestiva e di grande richiamo, capace di coniugare in una sola prospettiva rinnovamento morale ed elevazione spirituale della musica più antica campana. L’iter parte dalle Canzoni popolare più antiche e rivede le villanelle più conosciute e quelle meno conosciute rielaborate con gli arrangiamenti curati dallo stesso gruppo che suona, denominato “an arpecâ€.
In scena un quartetto d’arpa (due celtiche e due classiche), composto da Gianluca Rovinello, Adriana Cioffi, Antonella Labriola e Mirella Cozzi quattro arpe ed un set di percussioni suonate con leggiadria da Pasquale Benincasa, la mandola del fedele Peppe Licciardi, tutti chiamati a sostenere la linea ritmico melodica dell’ originale performance. La cantante napoletana rilegge, per questo concerto e per la parallela produzione discografica, brani come, ad esempio, “Michelemmà â€, “Cicerenellaâ€, “Sì tu nennaâ€, “Villanella che all’acqua vaiâ€, “Stu core mioâ€, “Lu cardilloâ€, “’O matrimonio d’ ‘o guarracino†e “Reginellaâ€, contaminandole con ritmi medievali e rinascimentali.
Diplomata in canto lirico, in oltre venticinque anni di carriera Consiglia Licciardi dedica un intenso lavoro di ricerca musicale alla canzone napoletana, divenendone uno dei massimi esponenti. Una sensibilità musicale non comune, le consente di sviluppare uno stile canoro personale. Nel corso del concerto la cantante ha ricordato le tappe del suo percorso musicale, che l’ha portata, con il fratello Peppe Licciardi, suo compositore e arrangiatore, alla collaborazione con i Gipsy King in “Alma latina†e poi “Ariammoreâ€, world music con sonorità e stili mediterranei. Le collaborazioni con Roberto Murolo (con il quale ha registrato diversi album), Frank Sinatra, e con un’icona del Fado, Nuno da Camara Pereira, per lo spettacolo “La Voce di Napoli – A Voz de Lisboa”. Infine, il ritorno alle origini classiche, con “Torna maggioâ€.
“Consiglia Licciardi – sottolinea Nunzio Areni, direttore del Leuciana Festival – è, senza dubbio, un’artista di grande spessore, capace con il suo lavoro di reinventare frammenti precisi della nostra cultura musicale e dare ad essi nuova linfa vitaleâ€.E’ questo, in effetti, il senso di questo progetto musicale qui presentato. I brani celebri sono reinventati con l’accompagnamento delle arpe e, a volte, bisogna aspettare che Consiglia inizi a cantare per riconoscerli, in una veste, potremmo dire, eterea. Questo è sicuramente un aspetto interessante, come gradevoli sono stati i brani solo strumentali. Ma la voce a volte indugia un po’ troppo su canoni stereotipati, con il risultato di un amalgama sonoro non perfettamente equilibrato.
Il tutto, complice anche gli strumenti utilizzati, è risultato come sussurrato.
Ci vorrebbe forse un po’ più di coraggio nello spingere questo esperimento fino in fondo. In finale, bis (come da programma) con “Io te vurria vasà †e “O sole mioâ€. La simpatia di Consiglia ha comunque coinvolto il pubblico presente, anche scherzando sul freddo della serata che congelava le dita del fratello Peppe e lei che “stava nella correnteâ€, perché il palcoscenico era aperto sul fondo per permettere al cortile dei Serici di fare da sfondo naturale. Ma anche considerando le “avverse†condizioni atmosferiche fa specie vedere la platea vuota quasi a metà per un’artista di questo calibro.
Avevamo già notato qualcosa, anche se di meno, con Lino Cannavacciuolo, ma l’avevamo imputato ad una conoscenza dell’artista più limitata agli appassionati. Avremo la controprova stasera, con i ritmi di Grande Sud, con Eugenio Bennato, tempo permettendo. Intanto, proprio a causa del maltempo, rinviato a lunedì 16 giugno il concerto previsto per ieri del gruppo Pietrarsa e Mimmo Maglionico.
