Maddaloni, celebra e riscopre il «santo» ruolo di padre Francesco Mercorio

MADDALONI (Caserta) – La chiesa Maria Santissima Immacolata, già nota come chiesa degli OMI e prima ancora dei francescani Cappuccini, per la presenza dei due ordini religiosi nel tempo, è particolarmente legata alla figura del Servo di Dio p. Francesco Mercorio. Tra pochi giorni, sabato 18 ottobre 2025 alle ore 18:30 ci sarà la Solenne Celebrazione per il Servo di Dio Padre Francesco Mercorio da Maddaloni (1722-1807).

Nel corso della cerimonia un volontario leggerà le deposizioni rese da P. Pietro da Saviano e P. Felice da Grumo nel 1850 per l’istruzione della causa di beatificazione. La documentazione in questione proviene dall’Archivio diocesano di Caserta.

I testi che saranno letti sono inediti e sono stati decifrati e trascritti per l’occasione da Clemente Sparaco e Assunta De Santis, già autori di una ricerca e pubblicazione su Giovan Battista Vico di origini maddalonesi.

La documentazione è datata 1850 e fa parte delle deposizioni che furono fatte allora per l’istruzione del processo di beatificazione.

Il prof. Sparaco riferisce che le letture sono parte delle 6 deposizioni rese nel 1850 per istruire (probabilmente) la causa di beatificazione.

Leggerà i testi (sono uno stralcio da due deposizioni di confratelli testimoni oculari) Antonio Natale che già rivestì, in occasione di una recente rivisitazione di una commedia sacra storico maddalonese (Quis ut Deus? su San Michele Arcangelo),  il ruolo di Lucifero con ottima bravura scenica.

In questi atti, ad esempio, anticipa sempre il prof. Sparaco, vi si riferisce del corpo che a distanza di decine di giorni dalla morte continuava a grondare sangue dalla gota Sinistra e restava flessibile, nonché di almeno due miracoli che si ebbero all’atto di esporlo alla folla convenuta alla notizia.

Il primo miracolo riguarderebbe un bambino di otto anni che cieco tornò a vedere e di un dodicenne con una gamba ritratta che riacquistò la piena efficienza dell’arto.

Questa celebrazione nasce dal desiderio di don Edoardo Santo che così intende rilanciare il processo di canonizzazione e rilanciare la devozione per il Servo di Dio P. Francesco Mercorio.

Infatti, sempre il parroco don Edoardo Santo, proprio per onorare la memoria del Servo di Dio padre Francesco Mercorio, celebrerà una Messa in memoria del frate ogni 18 del mese, in ricordo della sua nascita al celo avvenuta il 18 gennaio 1807.

A tal proposito, vale la pena ricordare che già il 17 dicembre 2022 nella medesima chiesa si tenne un convegno dal titolo “Padre Francesco Mercorio” volto al celebrare il trecentesimo anniversario della nascita avvenuta nel 1722, organizzato dal  Rotary Club Maddaloni Valle di Suessola.

L’evento fu introdotto da don Edoardo Santo, parroco della chiesa e promotore anche dell’evento del 18 ottobre 2025.

A seguire ci furono i saluti istituzionali di Rosanna De Lucia (Presidente Club Rotary Maddaloni Valle di Suessola), Andrea De Filippo (Sindaco di Maddaloni) e Padre Gianluca Savarese (Ministro Provinciale dei Padri Cappuccini). Fu dunque la volta delle relazioni: Rosaria Rienzo (storica e già Direttore del Museo Civico di Maddaloni) che parlo su “Francesco Mercorio: un figlio di Maddaloni”; Padre Leonardo Izzo (già Ministro Provinciale OFMCap) che relazionò su “Inquadramento storico della figura di Padre Mercorio”; Padre Massimiliano Noviello (Postulatore delle Cause dei Santi) che relazionò su “Spiritualità di Padre Francesco Mercorio”.

La conclusione venne affidata al Vescovo di Caserta mons. Pietro Lagnese, mentre il convegno fu moderato da Raffale Petrone.

Cerchiamo, in chiusura, di capire chi è stato padre Francesco Mercorio.

Il frate di origine maddalonese è morto in concetto di santità il giorno 18 gennaio 1807. Parto dalla data di morte perché è quella che segna per certi aspetti il percorso per portarlo agli onori degli altari.

Venendo, invece, agli elementi biografici va detto che  Padre Francesco Mercorio da Maddaloni, ovvero Felice Mercorio, nasce il 20 ottobre del 1722 diventando cristiano con il battesimo avvenuto nella chiesa di Santa Margherita Vergine e Martire, dal parroco pro tempore don Antonio Monaco. All’atto del battesimo gli furono conferiti  tre nomi: Felice, Angelo, Lelio. Sappiamo, dalla documentazione d’archivio, che gli fa da padrino il chierico Giuseppe Delli Paoli.

Il piccolo felice nel quartiere pedemontano, tra la zona di San Giovanni e Santa Margherita cresce in spirito e corpo e già ragazzetto viene destinato ad apprende un mestiere. Da qui il giovane Felice è affidato all’arte del calzolaio (Sola Pianelli) anche se desiderio dei genitori è che avesse una istruzione. Probabilmente lo spirito in loro stava portando frutti visto che il piccolo Felice, già da fanciullo, anche per il clima di preghiera e santa vita cristiana,  maturava il desiderio vocazionale vivendo a pieno l’esperienza della comunità parrocchiale e poi, sentito il desiderio più forte, si trasferì in quella dei cappuccini di Vallefredda nel quartiere dei Mulini e qui a 18 anni, il giovane Felice, pronunziò il suo sì al Signore nel convento di Santa Maria a Cappella, adiacente al convento, per chiedere a quei frati di far parte della loro famiglia. Emise i voti religiosi il giorno 6 ottobre 1741.

Da questo momento muove Felice e nasce fra Francesco. Il giovane fra Francesco eccelleva nello studio, nella preghiera, nella pietà e nella virtù dimostrando queste doti nei conventi di mezza Italia dove era stato.

Fu poi ordinato sacerdote verso il 1750 e a seguire come lettore abitò il convento dei Cappuccini di Arienzo dal 1790 al 1803. Solo nel 1804 poté tornare al convento maddalonese e all’età di 85 anni patì tante sofferenze stando a letto avendo anche una gamba in cancrena. Quando il medico lo informò che si avvicinava la fine della vita terrena, dopo oramai 69 anni di vita consacrata, padre Francesco Mercorio usò le parole di San Paolo: Cuoio dissolvi etess cum Christo. A questo punto ebbe a ricevere i sacramenti. Poco prima di morire desiderò chiedere perdono a tutta la fraternità e desiderò ed ebbe la benedizione del Vescovo della Diocesi di Caserta mons. Rogadei, che era nella sede curiale di Falciano. A ciò è legato un avvenimento miracoloso. Mentre padre Mercorio era nel letto e il Vescovo nella sua sede, l’Ordinario Diocesano se lo vide alla sua presenza per chiedere e ottenere la Benedizione. Nel frattempo, a Maddaloni, per un certo momento il frate sembrava scomparso per pochi minuti, salvo poi ritrovarlo al suo posto e morto. Il Vescovo saputo dell’accaduto si precipitò a Maddaloni e scoprì che padre Francesco era morto nello stesso tempo che era da lui a Falciano per la Benedizione. Da qui si comprese la presenza miracolosa. Questo accadde per l’appunto il 18 gennaio 1807.

Naturalmente una morte così eccezionale richiamò nella città delle due torri gente religiosi e funzionari da tutto il Regno al fine di poter ottenere qualche reliquia magari tagliando qualche pezzo del suo saio.

Per preservare la salma, suo nipote, canonico della collegiata di San Pietro in Maddaloni, fece in modo subito di far ritrarre le spoglie di Padre Francesco. Negli spostamenti, essendo il frate oramai già morto da tempo, successe che una tavola colpì la fronte della salma e da qui ne uscì sangue vivo. Altro fatto miracoloso. Prontamente fu chiamato il postulatore della causa di beatificazione per accertare i fatti e registrare tutto quanto necessario. Altro elemento che desta segno di santità è quello che dopo 46 giorni dalla morte terrena, il corpo era fresco e flessibile e grondante di sangue dalla testa e dalla piaga del piede. Anche questo prodigio rese ancor più partecipato il coinvolgimento del popolo che ancora di più accorse per vedere e tastare il cadavere e dunque anche per chiedere per avere la grazia. La salma fu posta nella sacrestia della chiesa ospitante. Una traslazione del corpo è avvenuta a distanza di un secolo dalla sepoltura ovvero circa 90 anni fa. Infatti, nel 1935 i padri Oblati di Maria Immacolata, che da un trentennio erano custodi della chiesa, trasferirono la salma dalla sacrestia al transetto sinistro per darle una sepoltura più degna al Servo di Dio. Naturalmente ci si aspettava di trovare, dopo un secolo le poche ossa e non come accadde trovarono la salma intera, quasi da far pensare a una persona che stesse dormendo e non a un uomo morto circa cento trenta anni prima. Anche da quest’ultimo episodio e tanti altri che sarebbe qui troppo lungo raccontare, prosegue lo studio della santità e la promozione della causa di canonizzazione del Servo Di Dio Padre Francesco Mercorio da Maddaloni. Una santità che sarà ancora più facile percepire dalla lettura che sarà sabato 18 ottobre 2025 presso la chiesa di Maria Santissima Immacolata, sita in via Roma a Maddaloni, dalle ore 18.30.