
SAN LEUCIO (Caserta) – Nella splendida cornice del Real Sito del Belvedere di San Leucio, lunedì 6 novembre hanno avuto inizio i lavori della ottava settimana del benessere psicologico in Campania. L’evento è organizzato dall’Ordine degli Psicologi Campani in collaborazione con l’Associazione Comuni italiani ed è realizzato su tutto il territorio regionale con la partecipazione attiva delle “Città Amiche” del benessere psicologico. Con l’ottava edizione si inaugura anche “Scuole amiche del benessere psicologico”, una iniziativa organizzata con l’Ufficio scolastico regionale e l’assessorato regionale alle politiche sociali, iniziativa che richiede la partecipazione attiva delle scuole presenti sul territorio.
Per tale ragione l’Istituto Comprensivo Francesco Collecini-Giovanni XXIII di Caserta e Castel Morrone, venerdì 10 novembre, prenderà parte al tavolo dei lavori e ci si confronterà sul delicatissimo tema del bullismo nelle scuole e sul modo di affrontare e gestire un problema che oggi sempre più serpeggia dannosamente nel mondo degli adolescenti.
L’argomento sarà affrontato e dibattuto da un ventaglio di personalità con specifiche e differenti competenze rispetto al tema; l’obiettivo è quello di comprendere e confrontarsi sui vari aspetti del problema, sviscerare le dinamiche comportamentali–relazionali da cui nasce, far luce sul ruolo della famiglia, della scuola e avanzare ipotesi di lavoro di collaborazione tra esse e ogni Ente o Istituzione interessata.
Interverranno al dibattito Silvio Marco Guarriello, sostituto Procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Salerno; Marianna Adanti, direttore del carcere di Benevento; Luca Supino Di Lorenzo, esperto in diritto sanitario e responsabilità medica; Antonella Bozzaotra, presidente dell’Ordine degli Psicologi; Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania; Carlo Marino, sindaco di Caserta; Gianfranco Della Valle, sindaco di Castel Morrone. I relatori saranno Angelina Di Nardo, dirigente scolastico, e Marianna Riello, psicologa e psicoterapeuta.
L’Opinione della Preside Angelina Di Nardo
A mio avviso tutti i componenti della società devono essere coinvolti nella gestione e risoluzione della spinosa e moderna problematica del bullismo. Ormai e’ diventato sempre di piu un problema serio e frequente e sia la scuola che la famiglia e la società devono intervenire in maniera attiva.
Il problema va affrontato dalla più giovane età e tenuto regolarmente sotto controllo in modo tale che ognuno possa capire il problema senza sottovalutarlo o inquadrarlo come uno scherzo tra ragazzi. Ecco perché e’ importante il ruolo dell’istituzione scolastica in sinergia con la famiglia.
L’unica arma per risolvere questo problema e’ la prevenzione. Nella mia carriera di dirigente scolastico precedente al momento attuale che mi vede in una scuola abbastanza “tranquilla” (l’istituto comprensivo “Collecini/Giovanni XXIII” di Caserta/Castelmorrone) ho gestito situazioni davvero complesse di bullismo: basti pensare al Rione Berlingieri di Secondigliano. Spesso si sottovalutano i primi segnali: una lamentela da parte di un genitore o atteggiamenti di bullismo tra ragazzi, è bene organizzare immediatamente una riunione del corpo insegnante sull’argomento con l’obiettivo di risolvere il problema o comunque di affrontarlo subito. A questo proposito si possono organizzare delle attività e delle riflessioni su cos’è il bullismo, sulle azioni che concretizzano comportamenti da bullo, sui sentimenti di isolamento e insicurezza che si insinuano nella vittima del bullismo e sui sentimenti e sulle azioni dell’oppressore e quindi sulle varie soluzioni che possano servire a fermare il bullismo. E c’è da ricordare che spesso la vittima del bullismo tende a nascondere l’atto di inciviltà che ha subito per paura di future rappresaglie e per sentimenti di estrema insicurezza.
La scuola è la prima vera istituzione sociale dove gli studenti devono essere incoraggiati a denunciare episodi di bullismo per un pronto intervento di autorità. In tal senso è molto importante la fiducia che i ragazzi devono avere nelle istituzioni, ricordate la fiducia deve essere meritata. Genitori e istituzioni sono chiamati per primi alla responsabilità che il loro ruolo comporta.
I ragazzi chiedono di essere gratificati, ma anche puniti se è necessario. Un comportamento giustamente punito tutela tutti forti, deboli, bulli e non.
I ragazzi chiedono agli adulti di essere adulti responsabili, anche quando questo li danneggia. Un adulto responsabile e coerente, ecco cosa chiedono.
