AVERSA – Tutto pronto per il grande debutto della Compagnia Malatheatre ad Aversa che porterà in scena il Tableaux Vivants di Caravaggio: “La Conversione di un Cavallo”.
All’imperdibile appuntamento, fissato per venerdì 10 novembre, prenderanno parte 500 ospiti che potranno, così, assistere alla rappresentazione vivente delle tele di Caravaggio. Gli spettacoli, della durata di 45 minuti ciascuno, andranno in scena alle 19:30, alle 20:30 e alle 21.30.
La Compagnia teatrale fondata dalla nota attrice, regista e drammaturga Ludovica Rambelli – scomparsa nell’aprile scorso – presenterà per la prima volta all’abbazia San Lorenzo di Aversa i suoi celebri e suggestivi Tableaux Vivants, durante una serata di arte e cultura promossa dall’Associazione culturale AversaDonna e la Fondazione Mario Diana Onlus, in collaborazione con la Diocesi di Aversa.
Gli otto attori coinvolti sulla scena, Andrea Fersula, Serena Ferone, Ivano Ilardi, Laura Lisanti, Chiara Kija, Antonella Mauro, Paolo Salvatore e Claudio Pisani, con la regia di Dora De Maio, dovranno riprodurre – per mezzo di oggetti comuni e stoffe drappeggiate – ben 23 tele di Caravaggio, trasportando i fortunati spettatori in un ambiente magico e senza tempo.
I cambi d’abito avverranno in scena e saranno scanditi dalle musiche di Mozart, Bach, Vivaldi e Sibelius.
«Siamo veramente grati alla Fondazione Diana e ad AversaDonna – ha dichiarato il vescovo della Diocesi di Aversa, S. E. Mons. Angelo Spinillo – per tutto quello che ci propongono e continuano a offrire alla cittadinanza, donandole la fortuna di poter partecipare. Sono due realtà che rappresentano un segno forte di vita sul nostro territorio perché propongono iniziative di grande ricchezza. Non possiamo che ammirarle, stimarle e speriamo di poter continuare a collaborare insieme».
Si rinnova così la partnership tra la Fondazione Maria Diana e AversaDonna, grazie a “La Conversione di un Cavallo”, che segue la presentazione della meditazione teatrale “La Misercordia” dell’autrice e regista fiorentina Lucilla Giagnon.
L’unione culturale è tesa alla valorizzazione dei beni architettonici e culturali del nostro territorio nonché al riconoscimento del ruolo della cultura e delle arti.
