
CALABRICITO (Acerra) – Rav party illegale alle sorgenti del Riullo ad Acerra tra la notte di Pasqua e quella del lunedì in albis. Una scelta infelice per gli organizzatori, perché i rave si fanno normalmente in posti lontani dalla civiltà, nelle foreste o nelle grandi aree industriali, nelle zone dismesse o abbandonate. Non per altro, per essere clementi con le persone normali che non riescono a reggere 24 ore di filato di musica.
Invece ad Acerra, giusto al confine con San Felice a Cancello, non si è riuscito a dormire per un giorno intero e le forze dell’ordine – mobilitate dalla popolazione – hanno evitato di entrare in conflitto con i ravers, il popolo del rave, un migliaio di persone, per lo più campano, ma provenienti anche da altre regioni. Con il normale corollario di droghe leggere e pesanti e tanto altro. Ecco, se l’avessero fatto in luogo veramente solitario, non avrebbero infastidito le persone e non si sarebbe scoperto tutto.
Quello che stupisce è l’impossibilità delle forze dell’ordine di intervenire – come hanno risposto ai normali cittadini, come l’ingegnere Michele Affinita, che ha sollecitato più volte polizia e carabinieri. “I carabinieri di Maddaloni mi hanno risposto, ma hanno detto che in sole due persone contro un migliaio di ravers non possono fare nulla”.
La musica dura
Circa 25 kilowatt di musica elettronica a tutto volume al ritmo di 150 battiti al minuto, in piena notte si sono abbattuti sulle aree residenziali periferiche di Maddaloni (area via Cancello) e Cancello Scalo (zona limitrofa allo stabilimento ex Gela).
Sono state una Pasqua e una Pasquetta decisamente rumorose e soprattutto insonni per quanti vivono o sono confinanti con «località Calabricito» perchè sulla vasta area di confine con il territorio di Acerra, è arrivata l’inaspettata onda d’urto sonora del «Pasquatek», tradizionale rave party del lungo week-end pasquale, che si è tenuto vicino alle sorgenti del Riullo, nell’area demaniale del parco archeologico dell’antica Suessola, con il rischio di distruggere luoghi votati alla tutela.
Poco più di un migliaio di ragazzi, provenienti da ogni angolo d’Italia (secondo le stime dei carabinieri e dei residenti al massimo 1500 persone) hanno occupato gli spazi e i campi addossati all’autostrada Caserta-Salerno. È stato un evento inatteso e non annunciato da alcuna forma ufficiale di organizzazione.
La gente arrabbiata
«Oltre al frastuono notturno – testimonia Fabrizio Crisci (Comitato civico Abc di Maddaloni) – ci siamo accorti della presenza dei tanti giovani all’alba, quando abbiamo scoperto che l’area delle sorgenti era stata trasformata in un vasto parcheggio con annesso campeggio dominati da un muro di altoparlanti, detto in gergo sound, eretto sotto i ponti dell’A30».
Più che una notte di sorpresa è stata una notte di protesta. «Poiché la matematica non è un’ opinione –spiega l’ingegnere Michele Affinito, residente a Cancello Scalo- stando alle indicazioni dei carabinieri della compagnia di Maddaloni, che hanno raccolto le segnalazioni dei residenti ed eseguito controlli, la richiesta di far cessare il frastuono e ottenere uno sgombero d’autorità avrebbe richiesto un dispiegamento enorme di forze dell’ordine».
Nessun intervento
Le forze dell’ordine hanno gestito il fenomeno lasciando che rimanesse circoscritto, in attesa della smobilitazione. ma il rav party doveva esser bloccato, perché gli abitanti della zona non hanno potuto dormire per due giorni praticamente.
