Maddaloni, le Parole che uccidono conquistano il Liceo Scientifico De Sivo

MADDALONI  (Caserta) – Un libro di successo e una folta partecipazione di studenti del Liceo Scientifico Giacinto De Sivo di Maddaloni del Villaggio dei Ragazzi alla presentazione del saggio “Le parole che uccidono” di Luigi Ferraiuolo, tenutasi sabato 5 marzo nell’aula magna del Liceo.

L’autore ha colto l’invito per un confronto con gli alunni del Liceo Scientifico sullo star system dei mass media e per un uso critico degli stessi, temi al centro del suo volume, formato a mo’ di abbecedario composto da una oltre quaranta lemmi.

L’incontro è stato moderato con attenzione e bravura dal professor Fausto Greco, docente di lettere del Liceo e si è snodato attraverso il libro in maniera trasversale. Dalla necessità di maggiore preparazione per i giornalisti nell’affrontare spesso temi nuovi e scottanti, al funzionamento della sala stampa della santa sede, alla questione palestinese vista attraverso i giornali anglosassoni, all’eutanasia: problema da affrontare secondo il giusto e non puntando al conforto della maggioranza; a come promuovere il dialogo inter religioso; all’Italia e al fenomeno immigratorio negli Usa visto attraverso Hollywood.

Il dibattito, diviso in tre parti dal professor Greco, ha poi puntato l’attenzione sull’Aids e agli abusi dei media che attaccano in maniera preconcetta il Papa; al Berlusconismo come fenomeno politico e mediatico; ai luoghi comuni metropolitani: dal complotto ebraico a quello dei Templari ai coccodrilli nelle fogne; alla bufala del mercato degli organi; alla censura; alla questione, non solo linguistica, su camorra e casalesi; al termine velina.

Un viaggio alternativo attraverso il libro che ha coinvolto i tantissimi studenti presenti: da Eduardo a Marco, Rino, Caterina, Sara, Alessandra, Antonio, Michele, Gianni e tanti altri, e i loro stessi docenti, che li hanno preparati, facendo leggere e spiegando il volume nelle settimane precedenti.

“Per molti italiani, a causa delle semplificazioni dei media – ha detto Luigi Ferraiuolo, parlando della voce Casalesi – essere casertani significa appartenere alla terra di Casale. Ovvero essere camorristi. E’ uno degli obbrobri nati in questi ultimi anni, dopo il gran battage mass mediatico sul Casertano, che per raccontare gli orrori di un clan criminale violento e assassino ha anche stesso un velo sull’intera provincia, facendola in qualche modo sparire dal contesto nazionale. E’ ora di far ripartire la tessitura di una nuova rete sociale e mediatica che parta dagli esempi positivi, come don Peppe Diana, che per le sue parole, per aver levato alto la testa, è stato ucciso dalla camorra. Ma che oggi, invece, a dispetto delle intenzioni degli assassini, è più vivo che mai nella nostra terra e nel ricordo di tutti”.

Luigi Ferraiuolo, redattore di Tv2000, la più innovativa delle televisioni presenti oggi sul digitale, ha anche ricordato i suoi trascorsi al Villaggio dei Ragazzi, quando da docente all’Istituto tecnico aeronautico – l’unico del Sud, all’epoca, che forma piloti e controllori di volo ancora oggi – si confrontava già con la stampa nazionale come corrispondente delle maggiori testate italiane.

Le conclusioni dell’interessante incontro – dibattito sono state affidate al professor Claudio Petrone, coordinatore del liceo, che sta mettendo in campo un’iniziativa editoriale, con l’appoggio della Fondazione, che partirà proprio dal Liceo Scientifico. “Al di là della redazione giornalistica della scuola, a settembre si partirà con un progetto innovativo sulla comunicazione. Il giornalismo scolastico – conclude l’ingegner Petrone – grazie al Villaggio darà agli alunni l’opportunità di ampliare la loro offerta formativa. Formeremo giornalisti in erba, che saranno seguiti dal Villaggio in un percorso che li porterà a diventare veri e propri professionisti nel comunicare”.

Al termine dell’incontro è intervenuto anche il giovane Pasquale Albano, 18enne, da poco divenuto giornalista pubblicista, il più giovane d’Italia, grazie alla sua passione per lo sport, che lo ha portato a calcare i campi di tutta la Campania fin da ragazzino grazie a una radio. Un percorso che lo ha portato a diventare, giovanissimo, pubblicista.