Caserta, arrestato pusher a Pozzovetere sul quartiere di Casertavecchia

CASOLA (Caserta) – Nell’ambito delle consuete attivita’ di contrasto al traffico ed allo spaccio di stupefacenti condotte dalla squadra mobile diretta dal vice questore dr. rodolfo ruperti, nel corso della serata di ieri, la polizia ha arrestato per detenzione ai fini di spaccio un giovane incensurato, tammaro giovanni, nato a firenze nel 1970 e domiciliato a caserta, fraz. casola.

In particolare, i poliziotti nel corso dei frequenti controlli nei paraggi dei luoghi di ritrovo del capoluogo, nel transitare davanti ad una sala giochi di via Iadevaia a Pozzovetere, frazione di caserta, vicino Casertavecchia; notavano un giovane pusher che, a bordo di una moto, con atteggiamento circospetto, scambiava una breve conversazione con alcuni coetanei all’esterno del locale.

Gli investigatori, sospettando che si trattasse di un incontro finalizzato a una transazione di stupefacenti, seguivano discretamente il motociclista, poi identificato per il tammaro giovanni.

A breve distanza dalla sua abitazione l’uomo veniva fermato per un controllo, destando subito sospetto negli agenti che notavano una inspiegabile apprensione. gli investigatori, pertanto, decidevano di estendere la perquisizione anche alla vicina abitazione, sebbene il sospetto tentasse con una scusa di evitarla.

I sospetti dei poliziotti si rivelavano fondati, una volta entrati nell’appartamento, infatti, rinvenivano in un cassetto della cucina alcune dosi di hashisc, gia’ divise in piccole stecchette, per un peso di quasi 34 grammi, tre piccoli ovuli termosigillati contenenti complessivamente 3 grammi di cocaina, oltre ad un bilancino digitale e materiale plastico, in parte ritagliato, utilizzato evidentemente per il confezionamento delle dosi.

Tammaro, pertanto, benché incensurato, veniva tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e tradotto al carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Secondo il racconto delle persone di Casola e Pozzovetere e di tutto il borgo il Tammaro aveva frequenti rapporti con molti giovani, del posto ma soprattutto di fuori. Pare che la giustificazione per le tantissime relazioni con giovani fosse che il Tammaro eseguiva tatuaggi a prezzi molto bassi. Se fosse così, avrebbe potuto essere un modo per coprire la vera attività di spaccio di stupefacenti.