Caserta, associazioni propongono il Vademecum a difesa dell’acqua pubblica

CASERTA – L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti.

Sono questi i punti cardine del Forum Italiano del Movimento per l’Acqua, che trova a Caserta nel Comitato Acqua Pubblica presieduto dalla professoressa Mena Moretta uno dei più attivi movimenti del panorama nazionale, che ha elaborato un Vademecum a difesa dell’acqua pubblica, i cui punti fondamentali sono:

1) una campagna rivolta a tutti i Comuni, attraverso la predisposizione di delibere d’iniziativa popolare (che dunque richiedano le firme di un certo numero di cittadini), che chiedano a ciascun Consiglio Comunale l’approvazione di :

– la dichiarazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e la definizione del servizio idrico integrato come privo di rilevanza economica (da inserire nello Statuto Comunale);

– l’adesione e il sostegno alla legge d’iniziativa popolare;

– l’adesione al Coordinamento nazionale degli enti locali per la ripubblicizzazione dell’acqua;

2) una campagna sul sistema tariffario, da effettuare territorialmente con le diverse specificità: contro gli aumenti in corso, contro gli aumenti illegittimi e illegali, sulla depurazione (unendo la battaglia per la restituzione del maltolto con la pressione perché si facciano gli impianti laddove non esistono) etc., in modo da saldare la battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua con gli elementi di protezione sociale che un servizio pubblico dovrebbe garantire;

– il 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua, come appuntamento da far vivere in tutti i territori con azioni e mobilitazioni, anche in collegamento con il contemporaneo controforum di Istanbul;

– una settimana di maggio, durante la quale realizzare carovane per la ripubblicizzazione dell’acqua e per la difesa dei beni comuni in ogni regione, toccando tutti i territori sensibili e convergendo a Roma in una giornata conclusiva di festa, performance e concerti. Le carovane regionali potranno anche essere l’occasione per “irrompere” con i contenuti dell’acqua e dei beni comuni sulla campagna elettorale che, tra elezioni europee ed amministrative, sarà allora in corso in tutti i territori; sarà inoltre l’occasione, in ciascun territorio e a seconda delle condizioni ivi maturate, per rafforzare la sinergia con gli altri movimenti per i beni comuni con i quali già dal Forum di Aprilia abbiamo avviato un’importante interlocuzione.

In particolare:

– una proposta di delibera comunale “tipo”, ovviamente modificabile e adattabile alle esigenze locali. Tale proposta può essere direttamente promossa dalla Giunta Comunale o dal Consiglio Comunale.

– una proposta di delibera comunale d’iniziativa popolare, per la quale si devono raccogliere le firme e presentarle al Comune affinchè venga discussa. Per chiunque volesse intraprendere questo percorso è necessario prendere visione dello Statuto Comunale per conoscere quali sono le modalità con cui viene disciplinata la materia.

– una proposta di modifica/integrazione dello Statuto Comunale. Tale proposta dovrà raggiungere una maggioranza pari ai 2/3 del Consiglio Comunale.