CASERTA – Nelle prime ore di questa mattina, personale della squadra mobile della questura, diretta dal vice questore dr. rodolfo ruperti, dando esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere n. 22637/07 r. g. p. m., n. 18349/08 r. g. i. p. e n. 73/09 o. c. c. c., emessa dal tribunale di napoli – ufficio g. i. p. su richiesta della procura distrettuale di napoli, ha tratto in arresto per associazione a delinquere finalizzata all’acquisto ed alla vendita di stupefacenti:
1. feola francesco, nato a santa maria capua vetere (caserta) il 9.10.1943, pregiudicato;
2. pimpinella iolanda, nata a napoli il 29.6.1979;
3. rezzuti erica, nata a napoli il 15.12.1983, pregiudicata;
4. manzoni maurizio, nato a santa maria capua vetere (caserta) il 28.1.1983, pregiudicato;
5. kananaj ifraim, nato in albania il 27.6.1979, pregiudicato;
6. feola antonio, nato santa maria capua vetere (caserta) il 31.07.1974, pregiudicato.
Le indagini svolte dalla polizia di stato, anche attraverso la intercettazione di numerose utenze telefoniche utilizzate dagli arrestati, permettevano di accertare come questi avessero costituito una collaudata ed efficiente organizzazione dedita all’acquisto di droga, in particolare cocaina ed eroina, che poi veniva venduta al dettaglio nella zona di santa maria capua vetere, casapulla e comuni limitrofi.
Promotore ed organizzatore del gruppo era feola francesco, pregiudicato, sorvegliato speciale con precedenti per armi, estorsione, associazione a delinquere di stampo mafioso, ritenuto contiguo al clan “belforte†di marcianise, in passato piu’ volte arrestato per “stupefacenti†dalla stessa squadra mobile di caserta.
L’uomo, in particolare, si avvaleva di persone apparentemente insospettabili, tra le quali appunto rezzuti erica, studentessa universitaria, e pimpinella iolanda, impiegata, per il procacciamento, il trasporto e la vendita al dettaglio dello stupefacente.
Le indagini hanno permesso di accertare che lo stupefacente veniva acquistato sulla piazza napoletana, prevalentemente a “scampiaâ€, ove le donne si recavano su indicazione dello stesso feola francesco che, evidentemente, manteneva i contatti con i “grossisti†napoletani.
La cocaina, occultata anche nelle parti intime, veniva poi trasportata in auto dalla rezzuti e dalla pimpinella, all’epoca entrambe incensurate, in modo da non destare sospetti in caso di eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine.
Le intercettazioni ed i numerosi servizi di pedinamento ed osservazione effettuati dalla squadra mobile hanno permesso di accertare la diffusa ed intensa attivita’ di vendita al minuto svolta dal sodalizio svelando anche le “tecniche†utilizzate per sottrarsi ad eventuali controlli delle forze dell’ordine.
Talvolta gli acquirenti si recavano presso la dimora del feola francesco che, contattato telefonicamente, consegnava le dosi lanciandole dalla finestra dell’abitazione. le richieste relative avvenivano ricorrendo ad un gergo vario e fantasioso che avrebbe dovuto dissimulare il riferimento allo stupefacente ed alle relative “transazioniâ€: “cd, panino, belle cose, pane, caffe’, camicie, andare a mangiare, masterizzareâ€.
Il feola francesco, pregiudicato contiguo al clan belforte di marcianise, peraltro, non disdegnava di richiedere ad alcune sue abituali clienti favori sessuali in cambio delle dosi.
