L’Onorevole Camilla Sgambato si prepara a guidare il Partito Democratico nella sfida regionale. L’abbiamo raggiunta telefonicamente per un confronto diretto sui problemi che attraversano la Campania: dai trasporti in affanno alla sanità in difficoltà, dalle scuole che rischiano di svuotarsi ai giovani che lasciano il Sud. Un dialogo che restituisce un quadro netto delle sue idee e della visione politica che intende portare in Regione.
Onorevole Sgambato, cosa rappresenta per lei questa candidatura a capogruppo regionale? Una responsabilità, una sfida o un atto di militanza?
“Essere capolista del Partito Democratico alle Regionali è per me innanzitutto una grande responsabilità. È la testimonianza della fiducia che il partito ha voluto accordarmi in un momento decisivo per la Campania e per la nostra provincia. Lo considero un segno di cambiamento: la possibilità di rimettere al centro il merito, la competenza e il lavoro sui territori. È una sfida collettiva, che il PD deve affrontare con coraggio e unità per tornare a essere riferimento credibile delle comunità locali.”
Cosa non ha funzionato negli anni scorsi e va assolutamente cambiato?
“Sicuramente va riconosciuto il grande lavoro svolto dal presidente De Luca ma bisogna passare a una visione più collegiale, basata sul confronto e il dialogo tra le forze politiche e con i territori. Credo, al riguardo, che vadano istituiti assessorati in settori cruciali come la sanità e i trasporti. Mi auguro che le scelte tengano conto delle competenze specifiche e non si trasformino in una semplice spartizione di poltrone. La provincia di Caserta e la città capoluogo dispongono di professionalità qualificate che devono poter assumere il ruolo centrale che meritano all’interno della Regione Campania.”
Quali sono, oggi, le battaglie identitarie del Partito Democratico in Campania?
“La debolezza della classe politica casertana degli ultimi anni ha trasformato la nostra provincia nella Cenerentola della Campania e nella stanza di compensazione dei problemi di altri. È il momento che il territorio torni ad avere una rappresentanza autorevole dentro le istituzioni. Il PD sarà la prima lista della coalizione e deve tornare ad assumere il ruolo di guida del centrosinistra campano e casertano. Bisogna ricostruire la nostra casa democratica, partendo dai circoli sui territori e superando le logiche personalistiche che hanno allontanato molti dalla nostra comunità democratica che non è più disposta ad accettare scelte calate dall’alto. “
La sanità campana è in affanno. Che posizione ha sul tema delle liste d’attesa e sul ruolo della sanità privata convenzionata?
“La sanità è un fronte urgente. Non partiamo da zero ma serve accelerare su alcune criticità: le lunghe liste d’attesa e il fenomeno della migrazione sanitaria sono inaccettabili. Servono più personale, più trasparenza nella gestione e un piano serio per la medicina territoriale, con presidi di prossimità che funzionino davvero. In questo contesto la sanità privata deve servire a implementare i servizi, non sostituire le mancanze del sistema sanitario pubblico. I cittadini devono scegliere di rivolgersi al privato, non esserne costretti.”
Lei viene da una lunga esperienza sui temi dell’istruzione: cosa manca oggi alla scuola campana?
“Bisogna difendere la presenza della scuola pubblica nei territori. Sul dimensionamento scolastico va tenuta presente l’ultima sentenza del Tar Campania che ne impone una revisione. Esso, inoltre, penalizza i comuni più piccoli e le aree interne. Le scuole non si chiudono, ma al contrario si rafforzano perché senza istruzione non c’è coesione. Mi sono sempre occupata della battaglia della diffusione degli asili nido che nella nostra regione sono lontani non solo dagli standard europei ma anche dalle regioni del nord. Anche il PNRR in questo senso si rivela un boomerang assegnando fondi sulla base dei progetti presentati dai comuni e non sul reale fabbisogno delle comunità. Si rischia che quei territori, come molti del casertano, che hanno zero posti negli asili continuino ad averne zero.”
Che politiche giovanili servono per evitare la fuga dei ragazzi verso il Nord o all’estero?
“La formazione, ovviamente, e il lavoro sono le uniche due strade per trattenere i nostri ragazzi qui. Per farlo bisogna rimettere al centro le imprese. In queste settimane di campagna elettorale ho incontrato imprenditori e imprenditrici che mi hanno manifestato le tante criticità che vivono quotidianamente. Servono istituzioni più semplici, snelle e vicine alle esigenze del mondo produttivo. È necessario alleggerire la burocrazia e favorire chi crea economia e posti di lavoro. I ragazzi hanno capito che il loro futuro è ora, vivono nel presente e chiedono luoghi di aggregazione e spazi di confronto da dove poter incidere sull’agenda politica.”
Mezzi insufficienti, ritardi, collegamenti deboli: cosa non va nel sistema dei trasporti campano?
“Ci sono territori completamente esclusi dal sistema di trasporto pubblico su ferro e su gomma. Il completamento della metropolitana regionale fino ad Afragola deve essere una priorità assoluta. Collegherebbe finalmente Caserta e il suo territorio con l’alta velocità e con l’area metropolitana di Napoli, creando nuove opportunità di lavoro, studio e sviluppo. E poi la valorizzazione dell’aeroporto di Grazzanise, l’interporto, la stazione di Gricignano, per non parlare della tratta attualmente vergognosa tra Napoli e Piedimonte. “
Anche in Campania l’astensionismo cresce: perché, secondo lei, le persone non votano più?
“Non possiamo dare la colpa ai cittadini che non votano ma la classe politica deve fare una sana autocritica. Vivo vicino a una sede della Caritas e ogni giorno non vedo solo i clochard ma anche cittadini e famiglie del cosiddetto ceto medio che vivono sotto la soglia di povertà. Come ho ribadito più volte nel corso di questa campagna elettorale, se la politica non torna ad occuparsi dei bisogni delle persone allora diventa inutile. “
Come si riconquista fiducia in una politica vista come distante e autoreferenziale?
“Dobbiamo tornare a essere credibili con l’onestà e la coerenza. Le persone non chiedono miracoli, ma serietà, presenza, rispetto delle promesse. La politica non può essere solo un messaggio social o un comizio: deve essere relazione e responsabilità. Se i cittadini vedono che la politica mantiene gli impegni, che risolve problemi concreti, torneranno a votare, perché sentiranno di contare davvero.”

Qual è la differenza politica più profonda che rivendica rispetto al centrodestra?
“Il centrodestra parla della sanità campana ma non approva l’uscita dal piano di rientro tenendola di fatto in ostaggio fino alla sentenza del Tar che ha ribaltato la decisione del governo; le destre sostengono un provvedimento come l’autonomia differenziata che penalizza fortemente il Sud; il governo di centrodestra esclude la Campania dai fondi di sviluppo e coesione per la bonifica dei siti inquinati. Non so con quale faccia riescono a presentarsi ai cittadini.”
Perché i campani dovrebbero scegliere lei come consigliere regionale?
“Mi faccia fare una precisazione. Il voto alla lista non va anche alla capolista e quindi quanti vorranno esprimermi la loro fiducia dovranno scrivere il mio nome sulla scheda. Fatta questa doverosa premessa, la risposta è per la mia storia. Io sono sempre stata dalla stessa parte, con coerenza e spirito di militanza, portando avanti le battaglie che ritenevo giuste, come quella degli allevatori bufalini, anche se scomode e fuori dalle istituzioni. In questi giorni è iniziato un percorso di dialogo e di confronto con i territori e le persone. Io sarò presente sempre, con il cuore e con l’impegno di ogni giorno. “
Di fronte a una partecipazione che crolla e a una politica percepita come distante, Sgambato rivendica l’idea di un centrosinistra che torni a parlare ai territori con onestà e coerenza. Saranno gli elettori a decidere se la sua voce riuscirà a trasformarsi in guida, ma il messaggio è chiaro: senza competenza, ascolto e presenza reale sui territori, nessuna rinascita sarà possibile. Le urne diranno se questa visione potrà diventare progetto.
