Trent’anni tra studi legali, tribunali, fascicoli da interpretare e fragilità da accompagnare.
L’avvocato Maria Orlando, candidata nella lista Cirielli alle prossime Regionali, racconta il suo percorso con semplicità e coerenza:
“La stessa vocazione che mi ha spinto a fare l’avvocato mi ha portato a stare tra la gente e per la gente. La mia evoluzione politica è stata un’evoluzione naturale”.
Dall’avvocatura alla politica: “Un’evoluzione naturale”
“Sono trent’anni che faccio l’avvocato, mi sono sempre occupata con passione dei casi che mi venivano sottoposti. Guardandomi indietro, posso dire che la mia evoluzione politica è stata naturale: è la stessa spinta che mi ha portato nella professione da avvocato”
L’episodio che cambia tutto arriva con il Covid:
“Il nostro lavoro è diventato più telematico, stiamo più tempo allo studio e meno tempo al tribunale tra la gente. Questo snaturare il lavoro, mi ha portato a trovare strade nuove per trovare spazio ed empatia per la gente. Ho presupposto che da trent’anni faccio politica senza saperlo: è una vocazione profondamente umana, io sono proprio alla ricerca dell’uomo, del rapporto sociale”.
Sanità, burocrazia e lentezze: “Le persone cercano un interprete dei loro bisogni”
Esiste un caso o una situazione vissuta in tribunale che le ha mostrato chiaramente quali sono le mancanze della nostra Regione?
“La sanità, sicuramente e poi l’eccesso di burocrazia. La gente si rivolge all’avvocato perché sia interprete dei suoi bisogni, perché lo aiuti a trovare soluzioni e soprattuto nello sbrigare una burocrazia spesso cosi complicata. Qui tutto va un po’ più a rilento rispetto al Nord: sanità, viabilità, trasporti… sono questioni che nella nostra regione saltano subito agli occhi”.
Il bagaglio più prezioso, però, viene dalle persone:
“L’umiltà, l’onestà..il bisogno delle relazioni umane.
Questa esperienza politica mi ha emozionato perché ho riscoperto quanto le persone ricercano l’uomo. Vorrei una politica più a dimensione umana, che ricerca la gente”.
Emergenze sociali: “Nessuno deve rimanere indietro”
Le priorità sono chiare e urgenti:
“Sicurezza, sanità, bisogni sociali, povertà crescente, disabilità. Pensiamo a un anziano solo o a una persona fragile: come fa ad orientarsi? Nessuno deve rimanere indietro, tutti devono avere la propria possibilità anche il mio lavoro l’ho sempre svolto con questi principi, e poi essere liberi senza mai scendere a compromessi ti da libertà”.
Perché la lista Cirielli
“Sono figlia di un militare, Cirielli è un generale in pensione, Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in lui ho visto concretezza, una struttura. La Campania ha bisogno di un impatto organizzativo serio, perché oggettivamente ci sono tante cose da fare. Ci vuole tempo ed una persona competente ed in lui ho notato il riscontro di queste competenze”.
E aggiunge:
“È una lista fatta di persone per bene, che hanno tanta voglia di fare. Una bella squadra di tecnici. La politica non è un lavoro ma una missione, la deve fare chi nella vita ha già una sua collocazione e non cerca altro”.

Donne e pari opportunità: “Stesse possibilità, senza rinunciare a niente”
“C’è ancora molto da fare, anche facendo politica mi rendo conto gli steriotipi che ci sono. La donna deve avere le stesse possibilità degli uomini e deve poter collocare e coniugare i propri bisogni professionali senza dover rinunciare a qualcosa. Bisogna sostenere i finanziamenti per la pre-imprenditoria femminile e creare una politica che dia delle opportunità alle donne di mettere nelle stesse condizioni dell’uomo”.
Gli errori da non ripetere: “Non siamo un fanalino di coda”
“Non voglio più vedere la Campania come fanalino di coda. Abbiamo un patrimonio enorme: artistico, culturale, gastronomico. Non partiamo da zero, partiamo da tre – per citare Troisi. Bisogna ascoltare il territorio, vorrei una politica che sta davvero tra la gente, secondo le tipizzazioni del territorio individuare quali siano i bisogni. Con le competenze giuste possiamo arrivare a dieci”.
Ritrovare fiducia nella politica: “Portare le persone con me”
“Ci vorrebbe un rinnovamento, vedo tante persone che sono sfiduciate. Molti pensano che il voto non serva a niente ma così si rinuncia ai diritti: è un autogol. Bisogna rendere i cittadini partecipi della macchina amministrativa, il mio sogno è di portare le persone con me dove andrò. Se partecipano, si emozionano, diventano parte, forse dobbiamo farli riappassionare ai valori civili e alla vita democratica”.
Astensionismo: “È una sconfitta in partenza”
“L’astensionismo è la prova che finora qualcosa non ha funzionato. La gente non si sente rappresentata. Ma pensare che sia tutto inutile ci danneggia e fa andare avanti gli altri. Serve un rinnovamento, persone nuove, un corso nuovo. Tutti insieme è possibile”.
La Campania tra cinque anni
“Mi immagino una Campania di cui essere orgogliosi. Integrata in Italia e in Europa. Dove i cittadini si sentano tutelati e meno scoraggiati. Una sanità più accessibile, una gestione dei rifiuti più sana, una riscoperta del nostro patrimonio : mozzarella, vini, cultura. Vorrei una Campania che guardi al futuro con più ottimismo, non più ultima ma al centro della politica”.
Davanti alla fuga dalle urne e alla crescente sfiducia dei cittadini, Maria Orlando, insieme a Edmondo Cirielli, Presidente della lista, rivendica l’idea di una politica che riapra le porte, invece di chiuderle. Il resto spetta agli elettori ma il messaggio è chiaro: la Campania potrà davvero ripartire solo quando tornerà a credere nel valore del voto e chi si candida avrà il dovere di dimostrarlo con i fatti, non con gli slogan.
