Caserta, la Cassazione respinge il ricorso di Cosentino. Si farà la causa

CASERTA – La prima sezione penale della Cassazione ha respinto oggi il ricorso contro il provvedimento di arresto firmato dalla magistratura di Napoli nei confronti di Nicola Cosentino, deputato del centrodestra e sottosegretario all’Economia, accusato dalla procura di Napoli di concorso esterno in associazione mafiosa.

Il procuratore generale della Cassazione Vito Monetti, porpio oggi, nella sua discussione, ne aveva sollecitato il rigetto. Cosentino non subirà limitazioni della libertà personale dato che la Camera dei deputati aveva respinto lo scorso dicembre la richiesta di arresto nei suoi confronti, votando no anche alle mozioni di sfiducia presentate dall’opposizione che ne chiedevano le dimissioni.

A chiedere l’arresto di Cosentino è stata la procura di Napoli, secondo cui il sottosegretario avrebbe avuto contatti con il clan camorristico dei Casalesi, il cui potere avrebbe anche contribuito a rafforzare, almeno dagli anni 90. Cosentino ha sempre respinto ogni addebito. La procura partenopea si basa sulle dichiarazioni di pentiti che dice di avere verificato.

La difesa: ora faremo causa

“Speriamo di fare il processo il più rapidamente possibile per fare in modo di superare i limiti di segretezza degli atti e far cadere tutte le accuse”. Cosi’ l’avvocato Stefano Montone, difensore, assieme al collega Agostino De Caro, del sottosegretario Nicola Cosentino,
commenta la decisione della Cassazione di confermare l’ordinanza di arresto per il suo assistito.

“Prendiamo atto della decisione della Corte, che evidentemente ha ritenuto il provvedimento giudiziario del gip privo di vizi formali – rileva il legale – vedremo le motivazioni”.

Compagna sostiene Cosentino

“Da parte degli amici di Nicola Cosentino c’e’ sempre stato il massimo rispetto per le prerogative della Corte di Cassazione. Di qui, il pieno diritto di ritenerle al momento interlocutorie e tutt’altro che definitive”. Così il senatore Luigi Compagna è intervenuto per difendere il sottosegretario Nicola Cosentino.

C’e poi, sotto un profilo politico, il diritto-dovere di contrastare la bassezza civile di chi pretenderebbe ora da Cosentino dimissioni dal consesso umano. Esse, in democrazia liberale, non sono neanche pensabili”.