CASERTA – «Non si voterà a giugno per l’elezione del presidente della Provincia di Caserta, dopo lo scioglimento del Consiglio per le dimissioni del presidente Sandro De Francisciis».
Lo ha detto rispondendo alla domanda di un giornalista a Caserta, dove è venuto per la quarta volta in circa un anno, il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Dimostrazione del grande impegno del ministro Maroni. Forse se non fosse stato un leghista tutta questa lotta, vera, alla camorra non ci sarebbe stata.
«Per votare a giugno – ha detto il titolare del Viminale – ci vorrebbe un decreto legge. Ma un provvedimento di urgenza si può fare solo se c’è il consenso unanime di tutte le forze politiche, che per adesso non c’è. Ho interpellato tutti, ma per ora non c’è unanimità . Per votare a giugno il provvedimento dovrebbe essere varato prima di Pasqua. In caso contrario si voterà l’anno prossimo».
La responsabilità del mancato voto si scarica dunque sul Pd, che si oppone, e non si capisce perché visto che è stato proprio de Franciscis suo rappresentante a dimettersi. O forse si capisce con il fatto che il Pd non ha un candidato adatto per la competizione, che sarbbe immediato appannaggio del Pdl.
Rimangono i militari in provincia di Caserta
L’Esercito sarà impegnato nel contrasto alla criminalità organizzata anche oltre la scadenza fissata a giugno. Lo ha annunciato il ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, al termine di un vertice nella Prefettura di Caserta. La decisione è stata concordata con il titolare della Difesa, Ignazio La Russa. Sono 300 i soldati impegnati in provincia di Caserta.
Stazione unica appaltante
Ora però per dare il colpo di grazia alla camorra serve la stazione unica appaltante, ovvero gli appalti concessi per tutta la provincia da un solo ente o istituzione. Motivo su cui ci fu grande scontro alla Provincia nei mesi scorsi, che ora si è sciolta.
