CASERTA – Nei giorni immediatamente successivi all’approvazione, da parte della Regione Campania, del nuovo piano ospedaliero, è necessario che la politica, evitando improprie e nocive invasioni di campo, si faccia promotrice di un’azione forte e, soprattutto, qualificata, perché questi imprescindibili servizi, essenziali per la vita di ogni cittadino, diventino, anche nella nostra provincia e nella città capoluogo all’altezza di quelli di un territorio sviluppato protagonista dei propri processi di sviluppo.
E’ nata da questa volontà l’idea della segreteria cittadina del Partito Socialista di riunire stamani nella sala congressi dell’hotel Europa, in via Roma, a Caserta, un’autorevole rappresentanza dei medici casertani, che di qui a un paio di settimane, saranno protagonisti, nella veste di candidati o nella veste di elettori, delle votazioni che rinnoveranno gli organismi dirigenti del proprio Ordine professionale.
Di questi candidati, alcuni erano presenti stamattina all’hotel Europa e quasi tutti non hanno fatto mancare il contributo del proprio pensiero e della propria proposta in un confronto che il Partito socialista si sta sforzando di concentrare solo ed esclusivamente sulle idee, sulla volontà di migliorare strutture e servizi sanitari.
“Abbiamo preso l’occasione al volo – ha spiegato il neo segretario cittadino del Partito socialista Pasquale Corvino, che di professione fa proprio il medico – delle elezioni per il rinnovo dell’ente di rappresentanza dei medici per provare a far capire a tutti che è perfettamente inutile lottare per una posizione di potere se le proprie legittime ambizioni non si vanno prima a sposare con progetti chiari, in grado di affrontare le tante criticità che affliggono la sanità in questa provincia su un piano collettivo, finalizzato agli interessi non di semplici gruppi o di aree territoriali, ma dell’intero settore, attraverso una ricerca spasmodica, impegnata quanto impegnativa di un equilibrio degli interventi e dei contenuti della tabella delle priorità . E va detto – ha concluso Corvino – che il Partito Socialista, grazie all’azione infaticabile del consigliere regionale Gennaro Oliviero, ha inaugurato questo metodo nuovo. Aprirsi, confrontarsi, concertare, a partire da un nuovo protagonismo dei medici di base, che sono la spina dorsale della sanità e dalla cui partecipazione alla stesura di contenuti e programmi non ci si può permettere di prescindere.â€
Ed è stato proprio l’on. Gennaro Oliviero, brillantemente sollecitato dal moderatore Antonio Pianelli, giornalista napoletano e responsabile regionale Sanità del Partito Socialista, a tirare le somme del dibattito. “Il piano ospedaliero – ha dichiarato – è solo un punto di partenza. In quella che è stata un’operazione di profonda rivisitazione dei costi e dei servizi della sanità campana, possiamo dire di essere riusciti a rendere neutro l’impatto dei provvedimenti sulla quantità e sulla qualità dei servizi garantiti dalle strutture ospedaliere locali. Fortunatamente, siamo riusciti a far passare l’idea evidente che i 500 posti letto del nuovo Policlinico sono ancora molto di là da venire e dunque gli stessi non potevano già essere computati. Certo – ha ammesso Oliviero -, restano aperti problemi importanti, come quelli relativi alla distribuzione dei posti letto, concentrati per due terzi nella fascia che va da Castelvolturno a Maddaloni e solo per un terzo nelle aree sidicina, matesina e sessana, che sono pur sempre rappresentative dei due terzi del territorio.
Bene, rispetto a questa esigenza di equilibrata perequazione dovremo concentrare i nostri sforzi. Ma ancora di più dovremo operare e impegnarci per innalzare il livello dell’offerta dei servizi di albergo e di ospitalità dei nostri ospedali pubblici, ormai superati di gran lunga dalle cliniche private, che, non a caso contano, caso unico nelle cinque province campane, un numero di posti letto pari a quello degli ospedali pubblici, segno tangibile della preferenza netta che i pazienti hanno per l’assistenza e i servizi offerti da questo tipo di strutture. Ci sono ospedali ormai obsoleti, assolutamente inadeguati, e va riconosciuto che la Regione ha perso l’occasione di incamerare e dedicare all’edilizia sanitaria ottocento milioni di euro (tagliati dalla finanziaria), che ora, anche a causa delle ristrettezze economiche del momento, sarà , praticamente, impossibile recuperare.
Ora bisogna ripartire e ripartire da un’azione istituzionale e politica forte, che coinvolga i sindaci della provincia di Caserta e i rappresentanti della stessa nell’istituzione regionale, affinché non vada persa la grande possibilità offerta dai Por. Io – ha concluso Oliviero – sono pronto, prontissimo a fare la mia parte.â€
