CASERTA – Il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo, che sta raccontando ai magistrati della Dda di Napoli i retroscena di 20 anni di smaltimento illegale di rifiuti tossici, chiama in causa anche alcuni politici: lo sostiene il settimanale L’Espresso, in un articolo che sarà pubblicato sul numero di domani, facendo il nome del parlamentare campano Nicola Cosentino (Fi), attuale sottosegretario all’Economia.
Cosentino – ripetutamente attaccato da l’Espresso inq euste ultime settimane – da parte sua respinge le accuse e annuncia di aver dato mandato ai suoi legali per querelare il giornale e “gli autori di tali assunti calunniosi”.
“Respingo con sdegno le accuse infamanti e assolutamente false – dice Cosentino – tese ad infangare la mia persona. La mia storia politica e personale parla da sola.
Le dichiarazioni di Vassallo sono state alla base di un maxisequestro avvenuto a giugno in provincia di Caserta: beni per 40 milioni di euro, appartenenti alla famiglia del pentito. L’imprenditore ha confessato, chiamando in causa i suoi 10 fratelli, di aver gestito per vent’anni lo smaltimento illegale di rifiuti, anche tossici, provenienti da varie regioni italiane, che finivano in aree agricole coltivate oppure in discariche già sature e prive dei requisiti di legge.
