CASERTA – Nel primo pomeriggio di oggi 6 gennaio 2026 è nato al Cielo Padre Raffaele Nogaro, vescovo emerito della Chiesa di Caserta di cui è stato ordinario per tanti anni dopo la guida della Chiesa di Sessa Aurunca.

La biografia di padre Raffaele Nogaro è raggiungibile al seguente link: Caserta, monsignor Raffaele Nogaro Vescovo emerito: simbolo di un territorio. La biografia.
PADRE RAFFAELE
Padre Raffaelle, così da decenni chiede essere chiamato chiedendo di mettere da parte i titoli, ha vissuto periodi altalenanti per la salute e puntualmente si riprendeva. L’ultimo periodo febbrile e dolorante notevole è stato quello di settembre (ancor prima a giugno aveva avuto la bronchite e la voce era flebile), mi reputo fortunato ad avere avuto la possibilità ad agosto, come ogni estate che torno a Caserta, d’incontrarlo con la mia famiglia.

Quest’ultima estate due volte, la prima l’indomani della morte di mamma allorquando con mia sorella e qualche altro famigliare celebrò con noi una messa in suo suffragio, del mio papà e dei suoi genitori per la sua “canonica” il 21 luglio.
LA MESSA IN CANONICA
Nei giorni scorsi la celebrazione della messa, presso la canonica della chiesa del Redentore, in piazza Alfonso Ruggiero, sua residenza, non è stata sempre confermata. Cosa che invece avvenne per il Santo Natale e il primo dell’Anno. Tra le altre cose, il 31 dicembre era il suo compleanno ed era affaticato così da non rispondere ai tanti auguri telefonici che comunque gli sono giunti per il tramite dei collaboratori. Il mio per il tramite dell’immancabile Lucia Villano. Presenze sante soprattutto dopo che suor Concettina, sua storica collaboratrice e ucciditrice, dopo una caduta ha dovuto anch’essa ritirarsi a riposo.

Anche ieri sera nella chat dei partecipanti alla Celebrazione Eucaristica si è rimandato a stamani la conferma. Conferma non avvenuta perché padre Raffaele aveva bisogno di riposo.
LA MESSA DEL 4 GENNAIO
L’ultima celebrazione partecipata è stata quella di domenica mattina 4 gennaio in cui ha letto il Prologo del Vangelo di Giovanni definendo la più bella pagina del Vangelo. In quell’occasione ha richiamato anche il pensiero di Francesco il quale affermava che “la nostra non è un epoca di cambiamento ma un cambiamento d’epoca” proseguendo, sempre con il pensiero del Pontefice: che “occorrono oggi persone di Vangelo che escono nella Notte del mondo, avvicinano e toccano le ferite che sono di tutti dando conforto e anche gioia agli umani ormai dissestati”.

L’ULTIMA OMELIA DI PADRE RAFFAELE DEL 4 GENNAIO
“La Chiesa dell’impero universale, la Chiesa della teologia, la Chiesa padrona delle coscienze ormai è finita! […]”.
“Deve tornare la Gioia del Vangelo […] la Gioia del Vangelo Amore, del Vangelo Dono, del Vangelo Servizio, del Vangelo che demolisce i capitalismi e gli imperi con le viscere materne della Misericordia per tutti”.
“Solo l’Amore […] è Onnipotente, solo quello ricordiamoci”.
“Oggi nonostante le infauste apparenze si rende sempre più presente nella storia […] l’inno di inizio del Vangelo di Giovanni indica la gioia come primizia dell’essere comunicando l’Amore infinito dell’Abba Madre che rende la vita, la seduzione suprema in una beatitudine sempre superiore nella continua – e di questo io ne sono convinto – trasfigurazione dell’umano nell’Abba Madre”.

“L’unigenito Dio è Gesù di Nazareth, il quale continuamente assume la mia carne, la mia identità umana, usando verso ognuno di noi le viscere materne della Misericordia dell’Abba Madre”.
“L’unigenito Dio Gesù è ame congiunto continuamente, mi manifesta l’Abba, la fecondità della vita, la bellezza della Vita, l’immortalità della vita: «Chi vive e crede in me non muore in eterno»”.
”Noi ancora ingolfati nella materia non riusciamo a trascendere, però è tutta qui la verità della vita dell’uomo: «Chi vive e crede in me non muore in eterno»”.
”Gesù è l’essere dell’altruismo, anzi Gesù è ogni altrui. Ogni donna e ogni uomo che incontro questo è Gesù per me”.

“Nella piena solidarietà con ogni umano, per poterlo integralmente servire, – ecco Gesù dice «Io sono venuto per servire, non per essere servito e per dare la mia vita in riscatto per tutti»”.
Gesù “non accetta nessuna pressione di potere, si piega bensì davanti a ogni forma di dolore e di sofferenza, benevolo con tutti arrendevole con nessuno, si trova in contrasto con i cittadini, con gli stessi famigliari, con le autorità nazione, soprattutto con le autorità religiose, ma non è un sovversivo”.
Gesù “parla liberamente e mai di nascosto. Ecco la fede in Gesù pertanto non è una adesione a un sistema dottrinale o l’accettazione di alcune formule teologiche. Gesù non è un maestro di pensiero ma è la sorgente della Vita”.
“Ci terrei a dire questo perché sono tanti anche tra voi che leggono Mancuso, e Mancuso che pure era un prete fa di Gesù il più grande maestro di pensiero: Gesù non è un maestro di pensiero ma la Sorgente della Vita. È la Sorgente d’Acqua Viva e zampilla per la Vita Eterna”.
“Vedo sempre il Signore Gesù accanto a me, Egli sta alla mia destra per sostenermi, per questo si rallegra il mio cuore e le mie parole sono piene di Letizia, anche la mia carne riposa al sicuro perché Tu non abbandonerai la mia vita negli inferi ne permetterai che il tuo fedele veda la corruzione.
Mi fai conoscere tutte le strade della Vita e mi colmi di gioia nella continua trasfigurazione in Te. Amen”.
IL CROCIFISSO
In tutte le occasioni in cui ho avuto il piacere di incontrare e trattenermi con il mio vescovo Padre Raffaele non è mai mancata alla mia vista il “crocifisso” nelle sue mani e lo sguardo a lui rivolto.
Da queste parole emerge il pensiero e la vita, l’eredità di Padre Raffaele.
La stessa umanità e “santità” che in lui tanti da tempo hanno riconosciuto come ha fatto in più occasioni Papa Francesco.
PAPA FRANCESCO
Due occasioni in particolare ricordo: la prima quando incontrando padre Raffaele nel Clero in occasione della visita della visita pastorale a Caserta del 26 luglio 2014 lo riconobbe mettendogli la croce al collo tolta per umiltà.
Il secondo episodio coinvolge un amico comune, il pastore Giovanni Traettino, che andando a visitare il pontefice a seguito del suo ricovero, un paio di giorni prima della sua nascita al Cielo, volle rivolgere delle parole di saluto e gratitudine verso padre Nogaro chiedendo all’amico pastore Giovanni di riferirgliele.

MONS. DOMENICO BATTAGLIA
Padre Raffaele è, non era, un punto saldo di riferimento per il nostro territorio, oltre i confini diocesani e comunque in modo intenso in quelli regionali ma non solo, se il neo Vescovo di Napoli, mons. Domenico Battaglia non manca di fare la sua uscita da guida della Chiesa di Napoli, andando ad abbracciare e a farsi benedire da Padre Raffaele il 9 dicembre 2024.

Padre Raffaele è il vescovo dei casertani, non sto qui a raccontare la sua storia (con il Maestro Antonio Barchetta, nel 2024 abbiamo scritto e pubblicato “Padre Nogaro 90 anni per Cristo” edito dall’Associazione “A. Barchetta” con distribuzione libera e lì è possibile trovare il dettaglio della sua vita sintetizzato in circa 200 pagine) ed è questo il motivo per il quale, pur avendo promesso al papà di tornare nel suo Friuli dopo la morte, ha scelto di comprare un pezzo di terreno nel cimitero di Caserta per essere seppellito tra i suoi casertani.

Non posso dimenticare come, e in più occasioni, mi ha chiesto di ribadire questa sua ferma volontà all’indomani della sua morte. Non nella Cripta della Cattedrale vuole essere sepolto ma nel cimitero di Caserta tra i suoi fedeli e amici, perché è diventato casertano e di questo ne era orgoglioso.
FUNERALI
In funzione di questa volontà, che si spera sia rispettata dalla Chiesa di Caserta, dopo i funerali delle ore 10 di venerdì 9 gennaio 2026 presso la chiesa Cattedrale di Caserta in piazza Duomo, venga sepolto.
SEPOLTURA
Tra le altre cose, per questa sua decisione e volontà, il comune di Caserta il 30 novembre 2024 ha approvato il nuovo regolamento della polizia mortuaria dove c’è l’integrazione dell’articolo 57Bis che prevede “onori funebri per i cittadini illustri e benemeriti” che riprende anche una volontà dello stesso Nogaro verso altri meritevoli casertani.
Padre Raffaele Nogaro, vescovo e teologo, scrittore e saggista, è nato al Cielo nella sua Caserta il 6 gennaio 2026 poco dopo le ore 15 e dopo un paio d’ore le sue spoglie, per l’omaggio della sua Chiesa, avvisata dal Vescovo di Caserta Pietro Lagnese a decesso avvenuto, sono state portate nella chiesa Cattedrale di Caserta. Qui il Vescovo Lagnese ha celebrato una messa appena giunta la salma.

BIOGRAFIA
Padre Raffaele Nogaro era nato Gradisca di Sedegliano (UD) il 31 dicembre 1933 da Giacomo e da Irene Venier, che diedero vita a un’umile famiglia di contadini dedicata al lavoro dei campi e alla professione dei valori evangelici.
FORMAZIONE E ORDINAZIONE
Dopo la formazione iniziale nel luogo natìo per le scuole medie entra in Seminario a Udine.
Completò gli studi filosofici teologici a Roma, dove si è laureato in Teologia Dogmatica – Storia della Teologia nell’Università Lateranense di Roma, salvo dopo qualche tempo prendere la seconda laurea a Padova in Lettere. Fu Ordinato sacerdote nella sua chiesa Cattedrale il 29 giugno 1958 dal suo Vescovo, l’arcivescovo metropolita di Udine mons. Giuseppe Zaffonato.
SEMINARIO
Subito dopo il sacerdozio sarà incaricato da subito presso il Seminario di Udine come insegnante di Lettere del ginnasio per circa quindici anni (ha insegnato presso il Seminario di Udine Italiano, Latino e Greco), anche se il suo desiderio era quello di andare in parrocchia per stare vicino alla gente.
PARROCO DELLA CATTEDRALE
Ciò fino agli inizi degli anni Settanta, infatti, all’arrivo in diocesi di Udine di mons. Alfredo Battisti nel dicembre 1972 padre Raffaele chiede di poter andare nelle parrocchie. Intanto viene a mancare il parroco della cattedrale e dopo i primi mesi del 1973 padre Raffaele intraprendente e giovane, viene eletto dagli altri sacerdoti come successore dell’arciprete della chiesa metropolita e quindi dopo un anno o poco più lascia l’incarico diocesano e per otto anni, fino alla nomina a Vescovo.

La chiamata episcopale questa arriverà con la comunicazione del suo vescovo del 28 agosto 1982.
NOMINA A VESCOVO
Il 25 ottobre 1982 accolse la nomina definitiva che lo portò il 18 febbraio 1983 a fare il suo ingresso nella sede vescovile di Sessa Aurunca e l’ordinazione a Vescovo avvenne il 9 gennaio 1983.

Di lì a poco il trasferimento alla guida della Diocesi di Caserta il 20 ottobre 1990 (divenendo emerito dal 5 luglio 2009) qui subentrando all’Arcivescovo Francesco Cuccarese che fu Vescovo di Caserta dal 6 giugno 1987 al 21 aprile 1990.
ARRIVO A CASERTA
Nogaro giunge a Caserta il 16 dicembre 1990 e fu accolto dal sindaco di Caserta Gasparin con tanto di consegna delle chiavi della “città”, anche se Nogaro aveva espresso il desiderio di destinare i costi della sua accoglienza a opere sociali. Nogaro, alla platea che lo accolse dichiarò:






“Sarò il vostro umile compagno di viaggio per lavorare per il progresso e la crescita dello spirito e dei valori ideali”. Aggiungendo: “Vi prometto presenza e impegno, visto che tutti hanno fiducia nella mia persona”.
E ancora, “lavoreremo insieme per creare una “casa elevata” per tutti. Caserta deriva da Casa Hirta, cioè casa eretta, quindi una casa diritta ed elevata, che significa ascensione verso i valori morali, ponendo alla base del patrimonio della comunità onestà e giustizia sociale”.

A Caserta come a Sessa Aurunca il ruolo di Nogaro è stato quello di spronare la coscienza sociale proiettando il cittadino l’uomo al suo riscatto, risvegliando e alimentando quella parte “rivoluzionaria” che riconosce all’uomo del Sud.
RUOLO GUIDA
Ogni azione, denuncia, sollecito è stato per la libertà e per il futuro, additando e spronando una classe politica talvolta assuefatta a meccanismi che mettevano in secondo piano l’uomo, al punto da dichiarare: “Sarò un po’ matto, ma in cima alle mie cose metto la libertà e poi la fede, perché senza la libertà non ci può essere fede”.
A tal proposito si consideri il suo pensiero nel libro “La vocazione sociale: orientamenti di spiritualità politica”, per le Edizioni del Duomo Sessa Aurunca edito giusto dieci anni prima dell’arrivo a Caserta nel 1989.
DON GIUSEPPE DIANA
Di lui dirà don Giuseppe Diana, suo amico e vittima della camorra: “Questo vescovo in prima fila con i disoccupati in lotta, con gli extracomunitari, contro la corruzione, è per noi un modello dal quale attingere entusiasmo e valori”.
Ed ancora di lui si dirà “Questo vescovo che gira per le strade senza scorta di polizia sogna la sua diocesi trasformata dallo Spirito, uno Spirito di lotta sociale in cui ogni cittadino diventa “rivoluzionario” per la giustizia. […] Questo vescovo che predica bene e razzola meglio ha dalla sua parte l’apprezzamento di tutta una città che in lui e con lui spera per una Caserta veramente capace di resurrezione”.
Padre Raffale ha puntato molto sul suo ruolo dell’informazione e anche della Storia, favorendo il convegno della traslazione della sede della diocesi e la Civitas Casertana istituita da don Valentino Picazio con il mio supporto da “factotum” per i primi anni. Lì nacque la mia passione per la ricerca storica che padre Raffaele ha sempre apprezzato e incentivato chiedendomi di fare un libro in cui raccogliere le memorie di tutti i sacerdoti.
PUBBLICAIZONI
Ampio e variegato il suo repertorio monografico che si è andato incentivando anche negli ultimi anni con pubblicazioni a stampe e non ultime raccolte delle sue omelie nella “canonica” del Redentore.
Innumerevoli e continui anche nell’ultimo periodo i riconoscimenti.
ALCUNI EVENTI RILEVANTI
Padre Raffaele accolse San Giovanni Paolo II il 23 e 24 maggio 1992 e con l’occasione diede vita a una serie di iniziative come la Missione Giovani e ancora fu promotore della Caserta Città di Pace e diede una svolta incisiva al progetto di dare a Caserta la sua Università.

La sua stessa vita e impegno a 360° sui problemi delle fasce deboli costituisce un impegno e riconoscimento oltre i confini diocesani, e gli attacchi che non sono mancati, anche da alte cariche, alla sua persona, ne sono una chiara dimostrazione.
Padre Raffaele Nogaro non è noto solo per la “La lotta contro la camorra”, l’accoglienza ai migranti, per la pace, ma anche per aver operato nel nostro territorio diocesano con l’impegno culturale, pastorale e spirituale e la nascita della Scuola dei Ministeri ne è stato un chiaro esempio.
Circa la sua visione di Chiesa ha affermato: «Non penso a una Chiesa ideale, penso a una Chiesa del “popolo di Dio”, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II.
Guardo con vivo trasporto l’amore del Cristo prepasquale. Mi riferisco al Cristo “Figlio dell’Uomo”, pieno di compassione, di misericordia e di persone, che si propone a una Chiesa che vinca le tentazioni del potere, della ricchezza e del prestigio».
PUNTI CHIAVE DEL MANDATO
Punti chiave della sua azione sono stati:
- la cura delle Vocazioni;
- la pastorale Giovanile;
- la Formazione, religiosa e universitaria, partendo dalla Scuola dei Ministeri (un discorso particolare va fatto per i diaconi permanenti), passando per l’Istituto Superiore di Scienze Religiose (a Caserta come già fatto a Sessa Aurunca) fino all’Università di e in Caserta;
- il rispetto dell’Uomo, l’Identità, e quindi la condanna alle forme di offesa come la criminalità, l’inquinamento (rifiuti75, anche tossici), lo sfruttamento anche delle risorse ambientali (cave), il diritto alla vita e ad avere un luogo in cui vivere e non essere discriminati per razza o religiose;
- la Pace;
- il Dialogo interreligioso;
- il Sinodo;
- la Caritas.

Padre Raffaele ha scritto: “Il Vangelo che ho scelto come strada maestra della mia vita mi chiede di essere testimone dei suoi insegnamenti. La donna e l’uomo che soffrono devono vedere la Chiesa schierata per dar soccorso. Ci vorrebbero molti sacerdoti impegnati nel sociale. […] La Chiesa deve essere accoglienza, inserimento, integrazione pane e speranza.
Deve assistere gli indigenti, quelli che non hanno riparo né speranza per sé e per i propri familiari. Grazie al volontariato riusciamo a raggiungere chi è in cerca di asilo. Ogni uomo ha gli stessi diritti, qualsiasi sia la sua provenienza, la sua collocazione sociale e il suo ruolo”.
MISSIONE SOCIALE
Padre Nogaro ha aggiunto “non sopporto che si dica che la pace è solo una questione politica. La pace è il nome laico del Vangelo e io devo testimoniarlo. È il valore assoluto della vita ed esclude qualsiasi forma di violenza. La pace è la parola che annuncia la gioiosa notizia di poter vivere, qualsiasi cosa vada contro la pace afferma l’aberrazione dell’uomo, la sua mercificazione e rappresenta il fallimento della nostra storia. Hanno messo la civiltà occidentale e quella araba di fronte a un confronto destabilizzante: se lasciassero invece a queste due civiltà la possibilità di confrontarsi sui valori autentici della loro fede si avrebbe un grande sviluppo permanente”.
CONSIDERAZIONI FINALI
Da maddalonese e casertano potrei aprire tanti altri temi e argomenti, a iniziare dal Macrico a finire al Villaggio dei Ragazzi, ma non è questo il momento e comunque per tutti i da considerare il prezioso, anche postumo, intervento di padre Raffaele Nogaro.
Sono orgoglioso che un altro maddalonese, don Nicola Lombardi, sia l’erede del pensiero di padre Raffaele e fautore e promotore del fondo Nogaro.
I casertani possono omaggiare la salma di Padre Raffale presso la chiesa casertana questa sera fino alle ore 22 mentre domani, 7 gennaio 2026 l’apertura della chiesa Cattedrale inizia alle ore 7.30 e resterà aperta fino alle ore 21.30.
Si ricorda che i funerali si terranno il giorno 9 gennaio 2026 alle ore 10 presso la stessa chiesa Cattedrale.

Ecco le parole del Vescovo Pietro nella comunicazione ufficiale della Diocesi di Caserta:

