Caserta, monsignor Raffaele Nogaro Vescovo emerito: simbolo di un territorio. La biografia

A cura di Michele Schioppa

CASERTA – Mons. Raffaele Nogaro[1] è il mio Vescovo, nel senso che è il Vescovo che mi ha accolto e che ha seguito il mio percorso vocazionale nel Seminario Vescovile di Caserta[2].

Perché parlare solo oggi di don Raffaele Nogaro e non nei numeri precedenti? È stata una scelta per certi versi casuale però me ne rallegrò perché quest’anno ricorre l’85° (1933-2018) anno di vita dell’Uomo, il 60° anniversario del Sacerdote (1958-2018) e il 35° anniversario del Vescovo. Tutto in sordina come lui stesso chiede, come le sue opere e iniziative dove si fa fatica a rintracciare la presenza del suo stemma episcopale a suggello della paternità dell’opere fatte.

Mons. Raffaele Nogaro nasce a Gradisca di Sedegliano (UD) il 31 dicembre 1933 da Giacomo e da Irene, che diedero vita a un’umile famiglia di contadini dedicata al lavoro dei campi e alla professione dei valori evangelici[3]. Forte è la sua passione per il laicato al punto tale che il suo vescovo gli ricordava «Tu hai lo spirito di un laico, ma non di un credente», ed è proprio il suo spirito laicale che lo ha fatto da sempre apprezzare per la sua missione nel popolo di Dio[4].

Dopo la formazione iniziale nel luogo natio per le scuole medie entra in Seminario a Udine[5].

Qui dunque nel seminario di Udine frequentò le scuole medie e tra la quarta e la quinta ginnasiale gli venne una crisi, aveva circa 16 anni, e confidandosi con il rettore questi lo esortò a lasciare perché la sua strada probabilmente non era quella del sacerdozio[6]. Alla notizia ci fu dispiacere per la mamma e contentezza per il papà al di là del senso di vergogna per l’abbandono e quindi ci fu l’iscrizione al Liceo pubblico esterno. Alla fine del terzo liceo andò per un saluto al suo rettore e ai suoi vecchi compagni di studi e passando prima per la chiesa del Seminario, parlando con il Signore, scoprì il senso della sua Vocazione e decise, aveva appena compiuto 18 anni, che quella sarebbe dovuta essere la sua missione: il sacerdozio. Così fu riaccolto in seminario, non senza aver pregato ancora per comprendere la sua vocazione su sollecitazione del suo rettore, dove completò i suoi studi.

Completò gli studi filosofici teologici a Roma, dove si è laureato in Teologia Dogmatica – Storia della Teologia nell’Università lateranense di Roma, salvo dopo qualche tempo prendere la seconda laurea a Padova in Lettere.

Fu Ordinato sacerdote nella sua chiesa Cattedrale il 29 giugno 1958 dal suo Vescovo.

Subito dopo il sacerdozio sarà incaricato da subito presso il Seminario di Udine come Insegnante di Lettere del ginnasio per circa quindici anni, anche se il suo desiderio era quello di andare in parrocchia per stare vicino alla gente e, infatti, in due parrocchie dove svolgeva la funzione di supporto al parroco.

Ciò fino agli inizi degli anni settanta, infatti, all’arrivo in diocesi di Udine di mons. Alfredo Battisti (la cui guida dell’arcidiocesi avverrà tra il 13 dicembre 1972 e il 28 ottobre 2000), subentrando all’arcivescovo di Udine mons. Giuseppe Zaffonato alla guida della Diocesi dal 31 gennaio 1956 al 29 settembre 1972, le cose cambiarono.

Nogaro chiese a mons. Battisti di poter svolgere il ministero parrocchiale e dopo qualche mese ciò inizio a concretizzarsi, inizialmente con la nomina a delegato diocesano dei laici che gli importò un lavoro oneroso con relativa conoscenza di tutta la diocesi e relativa popolazione. In questo modo riesce a conoscere i problemi della diocesi e dei bisognosi. Intanto viene a mancare il parroco della cattedrale e don Raffaele, intraprendente e giovane, viene eletto dagli altri sacerdoti come successore dell’arciprete della chiesa metropolita e quindi dopo un anno o poco più lascia l’incarico diocesano e per otto anni, fino alla nomina a Vescovo. In questo periodo sarà la guida della chiesa Cattedrale di Udine. Dopo i periodi di praticantato della conoscenza del popolo di Dio in Diocesi nel suo incarico parrocchiale, e poi in futuro in quello episcopale, riuscì ad adoperarsi per i bisogni pastorali e socio materiali della propria comunità. Circa la chiamata episcopale questa arriverà con la comunicazione del suo vescovo del 28 agosto 1982. Da questa comunicazione don Raffaele era combattuto anche perché con la mamma gravemente malata e assistita solo dalla sorella, per cui non se la sentiva in prima istanza di trasferirsi in una città lontana, ma alla fine prevalse la “chiamata” e il 25 ottobre 1982 accolse la nomina definitiva che lo portò il 18 febbraio 1983 a fare il suo ingresso nella sede vescovile[7] di Sessa Aurunca.

Naturalmente con la nomina del 25 ottobre 1982[8] ne seguì l’ordinazione a Vescovo il 9 gennaio 1983 per le mani dell’Arcivescovo Alfredo Battisti, Arcivescovo di Udine e dai Co-consacranti dai Vescovi Emilio Pizzoni di Iulium Carnicum e da Vittorio Maria Costantini, OFM Conv., emerito di Sessa Aurunca.

Di lì a poco il trasferimento alla guida della Diocesi di Caserta[9] il 20 ottobre 1990[10] qui subentrando all’Arcivescovo Francesco Cuccarese che fu Vescovo di Caserta dal 6 giugno 1987 al- 21 aprile 1990. Nogaro giunge a Caserta il 16 dicembre 1990. Fin da suo arrivo nella Diocesi di Caserta si contraddistingue per denunciare la presenza ancora esistente di un substrato culturale camorristico (al punto da potersi mettere su una “letteratura” giornalistica, in particolare con la visita del Santo Padre due anni più tardi, alla luce dei tanti articoli e commenti editi) che non gli poterà poche pene tra cui poco celati inviti alle alte sfere vaticane per chiederne l’allontanamento. Intanto, sia per i suoi interventi che per le sue pubblicazioni, talvolta in contro tendenza, Nogaro è molto conosciuto, stimato e sostenuto[11].

Una figura la sua di “peso” culturale, umano, empatico e mediatico capace di orientare il “suo popolo di Dio” il che gli porterà ad essere destinatario di premi, encomi, riconoscimenti vari e in genere. In particolare a mons. Raffaele Nogaro a inizio secolo gli viene conferito il prestigioso premio “Campania per la pace e i diritti umani” istituito dalla Regione Campania con la Legge Regionale 12/2000 (7 aprile 2000 a firma del Presidente Andrea Losco), da assegnarsi a persone e istituzioni che si distinguono nella promozione e diffusione dell´educazione alla pace e al rispetto dei diritti umani. E, per l’edizione del 2000, la prima, questo premio viene concesso a Nelson Mandela, Raffaele Nogaro e Daisaku Ikeda, in quanto si riconosce in essi una pluralità di pensieri e pratiche iniziative per la mediazione e la solidarietà come da atto deliberativo regionale n.7288 del 29 dicembre 2000[12].

Nel corso della sua presenza la Diocesi di Caserta[13] ebbe una svolta[14] missionaria e di risveglio culturale, tutela ambientale[15], accolse San Giovanni Paolo II il 23 e 24 maggio 1992 (che incontrò oltre che a un “mare” di gente della diocesi e no anche un “oceano” di “giovani” che con la loro “Missione Giovani” per anni hanno svolto un’azione di evangelizzazione in ogni dove, scuole e associazioni, e luoghi di lavoro compresi) in concomitanza con la strage di Capaci e avvio marce per la Pace e momenti di confronto e preghiera interreligiosa[16] quest’ultima avendo anche la collaborazione del Pastore Giovanni Traettino.

Dal Bollettino della Sala Stampa N. 0275 del 25 aprile 2009 si apprende la presentazione della rinuncia alla guida della Diocesi e nomina del suo storico vicario generale poi vescovo di Alife Caiazzo (16 febbraio 1999 – 25 aprile 2009) mons. Pietro Farina che resterà in carica fino alla Nascita al Cielo (25 aprile 2009 – 24 settembre 2013).

Divenuto vescovo emerito, si è ritirato a vivere a Caserta nei presso del palazzo vescovile, nello stabile della chiesetta del Redentore in via Redentore ove di solito il giovedì si tengono anche presentazione di libri e dove comunque continua la sua presenza sul vasto territorio casertano e no con la partecipazione a celebrazioni, ricorrenze ed eventi socio culturali di cui talvolta è promotore [17].

Circa il rapporto con la Conferenza Episcopale Italiana va detto che ha avuto il coraggio di portare la sua visione di critica in più occasione anche attraverso i mezzi di comunicazione di massa e, lo stesso Nogaro, ricorda che quando il cardinale Dionigi Tettamanzi era segretario generale CEI per due volte lo convocò a Roma per rimproverarlo circa i rapporti con i politici salvo poi …, ricorda Nogaro in un’intervista del 2009, «appena mi incontrava, mi tirava in disparte e mi sollecitava a continuare nella mia scelta pastorale».

Per il suo impegno a favore degli immigrati è nominato membro della Commissione Episcopale per le Migrazioni, e qui è da sottolineare l’azione della Caritas diocesana che con l’apporto di Nogaro ha avviato una serie di attività e progetti tra cui quello della “Tenda di Abramo” in Caserta città nel 1997.

Mons. Raffaele Nogaro è Amico e sostenitore degli ideali di don Giuseppe Diana barbaramente ucciso dalla camorra e conosciuto attraverso il vescovo di Aversa, mons. Giovanni Gazza[18], “uomo del Nord” come Nogaro e frequentato fin dai tempi del trasferimento a Sessa Aurunca. Intenso il legame e la testimonianza che porta a toni alti Nogaro del martirio di don Giuseppe Diana (Casal di Principe, 4 luglio 1958 – Casal di Principe, 19 marzo 1994(18)[19]) per il quale dice: «Per Don Peppino Diana, morto martire per l’amore del suo popolo, vorrei il pronunciamento ufficiale della Chiesa». E ancora si aggiunga che lo stesso Nogaro[20], per fermare e cancellare l’ondata di accuse farneticanti contro il sacerdote, orchestrate dalla malavita, il 19 novembre 1997 celebrò una messa nella chiesa parrocchiale di don Peppe Diana in Casal di Principe.

In conclusione mons. Raffaele Nogaro non è noto[21] solo per la “La lotta contro la camorra”[22], l’accoglienza ai migranti[23], e per la pace[24], ma anche per aver operato nel nostro territorio diocesano con l’impegno culturale[25], pastorale e spirituale e ancora altro.

Circa la sua visione di Chiesa ha affermato: «Non penso a una Chiesa ideale, penso a una Chiesa del “popolo di Dio”, secondo le indicazioni del Concilio vaticano II. Guardo con vivo trasporto l’amore del Cristo prepasquale. Mi riferisco al Cristo “Figlio dell’Uomo”, pieno di compassione, di misericordia e di persone, che si propone a una Chiesa che vinca le tentazioni del potere, della ricchezza e del prestigio».

Avviandomi verso la chiusura di questa estremamente sintetica bozza biografica della figura di mons. Raffaele Nogaro, devo riconoscere che lo studia della sua Persona merita tanti approfondimenti anche alla luce delle diverse peculiarità della sua essenza poliedrica[26].

Se dovessi citare degli aspetti di approfondimento sulla sua figura indicherei:

  • La cura delle Vocazioni[27];
  • La pastorale Giovanile[28];
  • La Formazione, religiosa e universitaria, partendo dalla Scuola dei Ministeri [29], passando per l’Istituto Superiore di Scienze Religiose (a Caserta [30] come già fatto a Sessa Aurunca [31]) fino all’Università di e in Caserta;
  • Il rispetto dell’Uomo, l’Identità [32], e quindi la condanna alle forme di offesa come la criminalità, l’inquinamento (rifiuti, anche tossici), lo sfruttamento anche delle risorse ambientali (cave), il diritto alla vita e ad avere un luogo in cui vivere e non essere discriminati per razza o religiose;
  • La Pace[33];
  • Il Dialogo interreligioso[34];
  • Il Sinodo[35];
  • La Caritas[36].

Va detto che nei mesi scorsi, cercando di approcciare un’analisi della sua figura ho maturato l’idea che sono talmente tanti i contributi, gli spunti, le tematiche in qualche modo rimandabili a Nogaro che sarà non facile nel tempo, e comunque un lavoro immane, definire in modo lineare per temi, cronologia, contesti il suo operato a cui ha messo mano da tempo don Nicola Lombardi(36)[37] che sta curando la catalogazione del “fondo” documentale dedicato al vescovo con tutta la produzione che lo riguarda, dopo aver sistemato la parte costituende il fondo librario che Nogaro ha donato nel 2009 alla Biblioteca del Seminario. Biblioteca che grazie al suo avvento ha avuto una riscoperta, potenziamento, nonché si è posta quale “cuore” della promozione culturale, in senso religioso e laicale, storico e antropologico, sociale e della corretta informazione in Caserta città e provincia[38]. Personaggi di notevole spessore si susseguono e tra questi un “casertano d’adozione” potremmo dire, il filosofo Massimo Cacciari che dalla sua prima visita [non vorrei sbagliarmi, credo che corrisponda al 40° anniversario sacerdotale del Vescovo] viene in città con una certa frequenza.

In chiusura, a don Raffaele Nogaro auguri per la terna di anniversari che lo riguardano per il 2018 di cui in premessa.

A cura di Michele Schioppa #cronistoricomaddalonese


[1]Le occasioni in cui su L’Eco di Caserta ho riferito di mons. Raffaele Nogaro sono tante, a titolo esemplificativo si rimanda a:

Caserta, Festa a San Benedetto per il mese mariano e il 20° anniversario di don Antonio Di Nardo,

Caserta, morto don Mimì Vozza: il padre dell’Azione cattolica casertana,

Caserta, Mons. Pietro De Felice una Vita per la diocesi prossimo alle 60 candeline,

Caserta, a San Vitaliano con CantEremo si ricorda mons. Mario Vallarelli prossimo al centenario,

Maddaloni, la storia di Ferdinando Imposimato nel ricordi di Luca Ugo Tramontano,

Caserta, il ricordo di don Mimì, il sacerdote Buono, a un mese dalla Nascita al Cielo, oggi S. Messa,

Maddaloni, la comunità di via Napoli celebra il terzo anniversario della consacrazione della chiesa,

Maddaloni, ricordare don Salvatore Izzo a 90 anni dalla nascita: nascita, vocazione e formazione,

Caserta, festeggiamenti e cultura a San Benedetto fino al 10,

Maddaloni, don Salvatore Izzo: il buon sacerdote ricordato a 40 anni dalla Nascita al Cielo,

Maddaloni, la comunità di Sant’Aniello Abate saluta il nuovo parroco don Enzo (Vincenzo) Carnevale,

Maddaloni, Ricordare don Salvatore d’Angelo … nel racconto di Luca Ugo Tramontano,

Maddaloni, 250 esimo anniversario dell’altare vanvitelliano della Basilica Minore del Corpus Domini,

Maddaloni, il cav. Giuseppe De Lucia 82 anni ma non li dimostra, oggi Presidente onorario U.N.A.C.,

Maddaloni, ricordare don Salvatore d’Angelo a 15 anni dalla Nascita al Cielo… l’inizio,

Maddaloni, mons. Raffaele Nogaro Vescovo emerito e suor Rita con gli studenti al Convitto il 6 e tanti altri ancora.

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[2] Dal 1991 al 1995 ho vissuto pienamente le attività diocesane e da seminaristi ho partecipato alla vita diocesana caratterizzata dalla presenza del Vescovo, dalle liturgie, agli incontri, all’amministrazione dei sacramenti nelle chiese parrocchiali piuttosto che le cerimonie in Cattedrale e così via. Ho avuto la possibilità spesso di parlare da solo con lui, qualche volta anche accompagnandolo a piedi per Caserta, ho avuto da lui diversi testi, tutti letti e custodisco gelosamente. Grazie anche al suo impulso dato alla Diocesi, ho avuto modo di appassionarmi allo studio delle origini, valorizzazione dell’identità che via via nel tempo mi portano da qualche anno a dedicarmi allo studio e alla promozione di personaggi caratterizzanti il territorio e mons. Nogaro è sicuramente un simbolo del territorio.

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[3] Motore fervente della famiglia fu mamma Irene che avvicinò alla Chiesa anche papà Giacomo che comunque era contrario alla scelta sacerdotale.

Va detto che mons. Nogaro, come riferirà il 31 dicembre 2008 nel corso del Te Deum nella Chiesa Cattedrale di Caserta (“L’ultimo Te Deum di Nogaro” https://youtu.be/LXmmDKjbkgY), che da giovane non sentiva la vocazione sacerdotale, anzi, visto il suo legame allo zio Pietro fratello del padre, socialista e seguace di Filippo Turati, zio d’America, anarchico e mangiapreti, che fu determinante nella sua formazione per avergli insegnato i diritti e il rispetto per le persone quali cose più importanti della vita, era per tutt’altra scelta di vita. Provvidenzialmente lo stesso zio Pietro gli pagherà studi in seminario.

[4]Nella stessa occasione riferì come arrivando a Sessa Aurunca ha trovato lo spirito vero dell’uomo del Mezzogiorno che si pone nella condizione del riscatto. Ricordò l’annuncio alla guida episcopale riferendo: «Mi ricordo che quando il vescovo di Udine mi parlò di questa destinazione io non avevo mai sentito neppure parlare di Sessa Aurunca, né riuscii a individuarla sull’atlante. Ma accettai con gioia per servire il mio spirito missionario». E da qui a Sessa Aurunca come a Caserta, ha sostenuto i bisogni dei più deboli, i lavoratori, gli studenti, gli immigrati, i poveri, i diseredati, tutelando i diritti alla Salute, al lavoro, allo studio, alla sicurezza, alla dignità non temendo per questo di atti “forti” come il dormire di notte con gli operai in fabbriche occupate, o mettersi alla guida di cortei e cosi via.

[5] Inizia le scuole elementari presso la sede del paese natio e si appresta, da privatista, a fare gli esami per accedere a quelle statali e fu in questo periodo a maturare la sua vocazione sacerdotale, quale scelta autonoma e solitaria senza ingerenze. Non solo la famiglia non favorevole l’aiutò a capire il sentimento della chiamata che gli venne, ma neanche il suo parroco don Andrea Barnaba gli diede sostegno, anche perché scettico e deluso dalla vita sacerdotale. Un altro parroco della zona seppe del suo desiderio e lo accompagnò al Seminario di Udine, dove fu accolto dal rettore Fino Fantini, compagno di scuola del suo stesso parroco don Barnaba e visto che era noto per il suo atteggiamento il rettore si offrì di accoglierlo anche senza la documentazione redatta dal parroco stesso.

[6] Questo episodio mi riporta alla mente quando alla fine del Seminario minore decisi di frequentare da esterno il Seminario Maggiore di Napoli per la PFTM di “San Luigi”, e in contemporanea l’anno integrativo avendo fatto l’Istituto Magistrale e lo stesso Nogaro alle mie titubanze piuttosto che farmi frequentare da esterno mi chiese o di restare “dentro” o di lasciare del tutto. In quell’occasione tra il dentro e fuori netto preferii il fuori.

[7]Nel libro intervista concessa a Orazio La Rocca dal titolo “Ero straniero e mi avete accolto. Il Vangelo a Caserta” mons. Raffaele Nogaro racconta come accolse e il turbamento derivante dalla nomina: «Rifiutai immediatamente […] Quella nomina vescovile per me era una cosa abnorme, inconcepibile. Monsignor Battisti mi guardò negli occhi, forse perché voleva essere sicuro della mia risposta, e mi disse: “Guarda che questo no te lo porterai nella coscienza per tutta la vita”. Quasi una minaccia, benché fatta paternamente». Si suggerisce la lettura di questa intervista talvolta usata come canovaccio per l’approfondimento non solo biografico ma anche del pensiero e della spiritualità, anche sociale, di mons. Raffaele Nogaro. Un’azione talvolta considerata di sinistra per via delle sue amicizie, la più contestata quella con Fausto Bertinotti, che probabilmente più che posizione politica vede una visione d’intenti della missione sociale. Del resto amici di Nogaro sono autori, storici e filosofi come Massimo Cacciari e tante altre Alte figure della Cultura e dell’Arte Italiana e non solo.

[8] In questa sede resterà pochi anni, pur lasciando un segno indelebile, perché su di essa puntava ad avere una certa ingerenza, come racconta lo stesso Nogaro in un libro intervista, il vescovo predecessore mons. Vittorio Maria Costantini che aveva rettore la Diocesi dal 28 maggio 1962 al 25 ottobre 1982. A Nogaro subentrò poi mons. Agostino Superbo che restò a Sessa Aurunca dal 18 maggio 1991 al 19 novembre 1994. Per il decreto della Congregazione dei Vescovi si vedano gli ACTA APOSTOLICAE SEDIS – COMMENTARIUM OFFICIALE – AN. ET VOL. LXXIV alla pagina 1301 si legge: «die 25 Octobris. — Cathedrali Ecclesiae Suessanae R. D. Raphaelem Nogaro, hactenus paroeciae cathedralis Utinensis parochum».

[9] Qui da segnalare la scelta della Diocesi di Caserta di avere una pagina – inserto della stessa Diocesi nel giorno della domenica all’interno del quotidiano “Avvenire” denominata “Caserta sette” che avvicinerà ancor più il popolo dei fedeli alla Diocesi perché s’instaura una forma d’informazione comunicazione caratterizzata sempre dal messaggio del Vescovo Nogaro, questo esperimento poi darà vita a “L’Eco di Caserta” quotidiano on line con inserto cartaceo il venerdì all’interno dello stesso quotidiano “Avvenire” quale organo di comunicazione della Diocesi di Caserta. Quest’ultima fase grazie all’impegno del successore di Nogaro mons. Pietro Farina e alla direzione del giornalista Luigi Ferraiuolo. Mi fa piacere ricordare come dalle colonne di “Caserta sette” ho iniziato la mia collaborazione giornalistica tra il 1991 e il 1992.

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[10] Per il decreto della Congregazione dei Vescovi si vedano gli ACTA APOSTOLICAE SEDIS – COMMENTARIUM OFFICIALE – AN. ET VOL. LXXXII dove alla pagina 1591 si legge: «die 20 Octobris. — Cathedrali Ecclesiae Casertanae Exc.mum P. D. Raphaelem Nogaro, hactenus Episcopum Suessanum.». Nello stesso volume nella sezione “PROVISIO ECCLESIARUM” di pagina 604 la stessa Congregazione dei Vescovi fa scrivere: «die 21 Aprilis. — Metropolitanae Ecclesiae Piscariensi-Pinnensi Exc.mum P. D. Franciscum Cuccarese, hactenus Archiepiscopum-Episcopum Casertanum».

[11]Ampio, molto ampio è il repertorio delle sue monografie. Quello che di seguito si offre è un elenco parziale, essendo un corso un lavoro di organizzazione bibliografica a cura di don Nicola Lombardi si rimanda alla sua pubblicazione per completezza a riguardo. Dal già ridotto elenco che segue si ritengano esclusi estratti, articoli, introduzioni, prefazioni (una anche alla mia pubblicazione “Appunti su don Salvatore Izzo di Maddaloni” del 2001), post fazioni etc per i quali si rimanda a uno studio più approfondito partendo dal Convegno “Caserta e la sua Diocesi” i cui atti furono editi per le Edizioni scientifiche italiane in Napoli nel 1995 e poi proseguire fino ad atti di giornate come quelli in memoria e approfondimento della figura del Venerabile Giacomo Gaglione. Nel maggio 1998 il vescovo Nogaro ha preso direzione del quindicinale “Sinal”, Servizio Internazionale Notizie America Latina, che vuole rappresentare «un ponte sull’America Latina».

L’elenco bibliografico delle monografie a firma di Raffaele Nogaro si apre con quella dal titolo “Francesco Florio nell’ambiente friulano del Settecento”, D. Del Bianco, Udine 1966. Questa fu anche oggetto di tesi di Laurea di Nogaro. Lo studio rappresenta un testo fondamentale per la conoscenza del concittadino letterato e Uomo di Chiesa Francesco Florio (8 gennaio 1705 – 16 marzo 1792) con tanto di ritratto dello stesso, fonti e bibliografia, elenco delle opere edite in vita, opere edite postume e opere inedite.

Seguono le altre pubblicazioni: “La lavanda dei piedi : Riconciliazione Cristiana e Comunità degli uomini”, Arti Grafiche Caramanica, Scauri 1985; “La vocazione sociale : orientamenti di spiritualità politica”, Edizioni Duomo, Sessa Aurunca 1989; “Gli apostoli del regno”, Edizioni Duomo, Sessa Aurunca 1990; “Entro nella città con Cristo : Saluto a Caserta”, Arti Grafiche Caramanica, Scauri 1990; “A servizio dell’uomo : interventi, omelie e messaggi 1984-1990 di Raffaele Nogaro [a cura di Beniamino Di Marco], Laurenziana, Napoli 1991; “Il sinodo e la mia parrocchia”, Logos, Roma 1991; “Tutta la città si raduna davanti alla porta del Signore (Mc. 1,33) : La Visita Pastorale”, Caserta 1991; “La vocazione sociale : orientamenti spirituali della politica”, G. Corbo, Ferrara 1991; “Giovanni Paolo 2. a Caserta : 23-24 maggio 1992”, Istituto Anselmi, Marigliano 1992; “Il Signore si mostrò vivo agli apostoli (At. 1,3) : il cammino pastorale della Chiesa che è in Caserta”, Laurenziana, Napoli 1992; “Gesù Cristo è vivo”, L.E.R., Napoli – Roma 1993; “Passare le frontiere”, L.E.R., Napoli 1993; “Vivere è Gesù Cristo”, L.E.R., Napoli 1994; “L’ amore non avrà mai fine”, Diocesi di Caserta, Caserta 1997; “La caparra dello spirito”, Depigraf, Caserta 1997; “Le facce dell’uomo : emarginati, disoccupati, immigrati : il cuore di un vescovo si fa voce e speranza”, Paoline, Milano 1997; “La faccia di Dio- nota introduttiva di Giuseppe Dossetti”, Edizioni San Lorenzo, Reggio Emilia 1997; “I risparmi della Chiesa”, La meridiana, Molfetta 1997; “C’è un solo Dio, il Padre”, Diocesi di Caserta, Caserta 1998; Il canto di Maria”, Diocesi di Caserta, Caserta 1998; “Il mio Signore”, Diocesi di Caserta, Caserta 1998; “Il Signore sia con voi : brevi indicazioni pastorali per il giubileo del 2000”, Diocesi di Caserta, Caserta 1999; “Comunità missionaria”, Diocesi di Caserta – Depigraf, Caserta 2000; “La Comunione nello Spirito : piano pastorale 2001-2002 della Diocesi di Caserta” Diocesi di Caserta – Depigraf, Caserta 2001; “Una chiesa casa e scuola di comunione : lettera pastorale”, Diocesi di Caserta, Caserta 2002; “Tutti cercano di toccarlo : un profilo di esistenza cristiana”, Depigraf , Caserta 2002; “Il giorno del Signore / Raffaele Nogaro”, Diocesi di Caserta, Caserta 2003; “La realtà invece è Cristo”, Saletta dell’uva, Caserta 2003; “La parrocchia della Eucarestia”, Diocesi di Caserta, Caserta 2004; “Dio non è l’Altro”, Saletta dell’Uva, Caserta 2005; “La vita della parrocchia”, Depigraf , Caserta 2005; “Il buon pastore : note di spiritualità presbiterale”, Diocesi di Caserta, Caserta 2006-2007; “Gesù, autore della fede”, Edizioni Saletta dell’Uva, Caserta 2007; “Maria di Nazareth”, Saletta dell’Uva, Caserta 2007; “Dio si fa uomo”, Edizioni Saletta dell’Uva, Caserta 2008; “Ho amato la mia gente”, Edizioni Saletta dell’Uva, Caserta 2008; “Ero straniero e mi avete accolto : il Vangelo a Caserta” [con Orazio La Rocca], GLF editori Laterza, Roma – Bari 2009; “Rompere gli ormeggi. Perché nessuno al Sud sia senza speranza” [con Sergio Tanzarella – Giuliana Martirani], Il Pozzo di Giacobbe, 2010; “Peppino Diana il martire di terra di lavoro”, Il Pozzo di Giacobbe, 2014; “Il Giubileo della Misericordia, Edizioni Saletta dell’Uva, Caserta 2013; “Francesco e i pentecostali. L’ecumenismo del poliedro” [con Sergio Tanzarella], Il Pozzo di Giacobbe, 2015; “Grazie Cacciari”, Saletta dell’Uva, Caserta 2015; “La donna salverà il mondo”, Saletta dell’Uva, Caserta 2016; “Il Natale eterno dell’uomo”, Saletta dell’Uva, Caserta 2016; “Non lasciatevi rubare la speranza. Papa Francesco visita la città di Caserta” [con Sergio Tanzarella], Il Pozzo di Giacobbe, 2016; “Diario del testimone”, Il Pozzo di Giacobbe, 2017. Si consideri che al di là delle tante citazioni su mons. Nogaro in articoli, pubblicazioni in genere oltre che monografie, atti di convegni etc esiste anche una produzione letteraria narrativa che lo inserisce come personaggio reale in un contesto di fantasia, o realtà verosimile, a tal riguardo uno per tutti si cita il libro “Il pozzo di Sichem” di Alessandro Zannini, per la collana “Lettere Italiane”, Edizioni Guida, Napoli 1998. Lo stesso Alessandro Zannini si ispirerà e dedicherà un’altra sua opera a Nogaro, dal titolo “L’ amante di Cristo” con Graus Editore, per la collana “Tracce”, nel 2014. Il romanzo ripercorrendo la vita e taluni episodi realmente accaduti, per il tramite di personaggi che incarnano la memoria di personaggi come don Giuseppe Diana, don Giuseppe Puglisi e don Luigi Ciotti e che hanno conosciuto il vescovo Nogaro, cercando di dare una visione chiara dell’Idea di Chiesa dello stesso vescovo Nogaro che, anzi tempo, poco o quasi per nulla si dissocia da quella che oggi propone Papa Francesco.

Sempre in tema di curiosità bibliografiche si segnala il testo “Linea diretta 2 – Ein Italienischkurs fur Fortgeschrittene” – “Arbeitsbuch” -“Hueber”, ovvero corso di italiano a livello medio per stranieri, a cura di Corrado Conforti e Linda Cusimano, per Guerra Edizioni del 1997. Qui la lezione di Grammatica, la n.10, riporta alla pagina 133 un articolo de La Repubblica del 16 ottobre 1994, dal titolo “Abito scandaloso – Il vescovo contro le nozze-spettacolo”, avente ad oggetto la reazione di mons. Raffaele Nogaro, e sullo stesso partendo da un elenco di domande vero o falso più altri esercizi si sviluppa la lezione.

Per una consultazione diretta del pensiero di mons. Raffaele Nogaro è immenso il patrimonio di video presenti sul social Youtube, tra questi si segnalano: 1 “Presentazione del libro di Aldo Masullo “Giordano Bruno maestro di anarchia”” –https://youtu.be/_rw4pewY-28; 2 “Mons. Raffaele Nogaro consegna al Pastore Giovanni Traettimo il Premio Olmo 2015” https://youtu.be/I1SwS87SZS8; 3 “Nogaro e piazza due grandi vescovi per un grande evento” https://youtu.be/h0jbMvZRj8c; 4 “Funerali Farina, il ricordo di Nogaro” https://youtu.be/GDlQGhy2SBM; 5 “Vincenzo Cenname 22.09.2010 Raffaele Nogaro parte 3” https://youtu.be/Iir4sLHevsY; 6 “A monsignor Nogaro un premio per la Pace” https://youtu.be/DSLTNGiFdks; 7 “Il saluto di mons.Nogaro vescovo emerito alla manifestazione dei migranti di sabato 17 giugno 2017 a Caserta” https://youtu.be/gW6avE1xeWg; 8 “La visita di Papa Francesco a Caserta: la grande testimonianza di Don Peppe Diana” https://youtu.be/kTgqS07TbHk ; 9 “Concelebrazione Gaillot, Nogaro, Maione” https://youtu.be/AIAMGOmOq-g; 10 “Funerali di mons Pietro Farina” https://youtu.be/GSX6f3zpF-s..

Giuseppe col Vesc. Nogaro sind. Pascarella e parr. inaugurazio

[12] Il 29 dicembre 2012 è stata conferita, all’unanimità, a mons. Raffaele Nogaro la nomina di Presidente onorario del Movimento Anti Camorra “Libera Caserta”. Il 3 febbraio 2014, ancora, sempre a Nogaro è stato assegnato anche il “Premio Internazionale per la Pace e i Diritti Umani”, promosso dall’Associazione di volontariato del “Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato – III Millennio”, presieduta dalla testimonial ed artista per la Pace Agnese Ginocchio, con il patrocinio della Regione Campania e della provincia di Caserta e sostenuto dal Dipartimento di Matematica e Fisica della SUN, con l’adesione di Pax Christi Caserta. Sempre nel 2014 a mons. Nogaro è stato conferito il Premio Nazionale “Ferdinando Palasciano 2014” (“Premio Conferito a S E Rev Mons Raffaele Nogaro Vescovo Emerito della Docesi di Caserta” https://youtu.be/66bBZRCh1zs) a cura dell’Associazione Ferdinando Palasciano in Capua il 18 ottobre 2014. Nello stesso anno gli viene conferito, in occasione della XI edizione, il Premio Olmo, premio Letterario “Antonio De Sisto” a cura della Fondazione A. De Sisto. Lo scorso gennaio 2017 presso la Sala Polifunzionale di Giano Vetusto (CE) in occasione della IX edizione biennale internazionale di poesia e narrativa “Giano Vetusto” a mons. Nogaro di “Ambasciatore della Cultura di Terra di Lavoro”. Tanti, in questi anni, sono stati i premi, le medaglie, le onorificenze, gli encomi, i diplomi, etc concessi a mons. Nogaro.

[13] Il suo desiderio di Chiesa locale è evidente in un passo del testo «Ero straniero e mi avete accolto»: «Vorrei che la mia Chiesa fosse di frontiera, non di vertice, protesa verso i bisogni dell’uomo. Una Chiesa che sta in mezzo alla gente comune, non è chiusa tra quattro mura, in una curia dorata, inaccessibile ai più, perché la frontiera è fuori dal tempio. È il luogo dell’imprevisto, dell’inedito. È il luogo dell’originale. È la meta agognata, il luogo dell’uomo sempre nuovo e sempre in attesa di una patria. È questa la Chiesa che ogni giorno sogno di vedere». La riorganizzazione della Chiesa Diocesana, la Missione Giovanni, il XII Sinodo Diocesano (25 febbraio 1995-24 marzo 1998) [per gli atti si rimanda a “Sinodo (XII) diocesano. Atti e documenti” a cura di Gaetano Andrisani, edito dalla Diocesi di Caserta, 1999], le Visite Pastorali unitamente alle lettere, così come fatto già a Sessa Aurunca, sono solo alcuni degli aspetti che vanno a concretizzare questo sogno da realizzarsi a Caserta. A Caserta ha dato un impulso con trasformazione in Istituto Superiore l’allora l’Istituto di Scienze Religiose “San Pietro” e relativa rivista “Quaerite”, il Movimento pro Macrico, il Comitato “Città di Pace” con relativa più che ventennale Marcia, l’impulso per l’Università a Caserta (e nel tempo a più riprese ha chiesto che il nome “Seconda Università di Napoli” si trasformasse in “Università di Caserta”) per i cui dettagli si rimanda all’ebook di Luigi Ferraiuolo con Daniela Testa dal titolo “La vera storia dell’Università a Caserta” edito per Narcissus Edizioni nel 2013, la Scuola dei Ministeri e tanto altro. La stessa Città di Caserta, con sindaco Carlo Marino nella riunione di Giunta del 18 novembre 2016 conferisce a mons. Raffaele Nogaro la cittadinanza onoraria unitamente al’ex grande cestista e storica bandiera della Juvecaserta Basket, Oscar Schmidt. In effetti il sindaco predecessore nel giugno del 2014 prima di decadere aveva avanzata medesima proposta di cittadinanza onoraria. La decisione sarà ratificata il 14 dicembre 2016 in Consiglio Comunale a Caserta.

Dalla lettura della delibera di Giunta, di quella del Consiglio Comunale e dagli enunciati dalla stampa di quei giorni si coglie a pieno il significato della scelta: «Il sindaco propone di conferire la cittadinanza onoraria di Caserta a S.E. Monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, per il suo esempio di vita semplice ed attento agli altri, per la solidarietà e la sua passione per l’umanità. S.E. Monsignor Nogaro abbraccia una dimensione di rottura e combatte con determinazione e forza incrollabile per sconfiggere i fenomeni di criminalità organizzata; sempre in prima linea per la difesa dei più deboli ed in particolar modo degli stranieri e dei migranti». Il sindaco Carlo Marino definisce «eccezionale» Raffaele Nogaro, perché oltre alle straordinarie doti umane «ha fornito un contributo di grande valore in termini sociali, culturali e spirituali, offrendo sempre la sua energia, la sua determinazione per condurre battaglie importanti di riscatto sociale». «Monsignor Nogaro – ha dichiarato il sindaco Carlo Marino – è un uomo dagli straordinari valori umani, morali e culturali ed ha condotto una vita sempre al fianco degli ultimi, dei più deboli, mostrando a tutti il vero spirito cristiano, basato sull’amore per il prossimo e sulla solidarietà. L’attribuzione della cittadinanza onoraria è un atto doveroso da parte di Caserta, che tanto ha ricevuto da questa persona eccezionale, che ha fornito un contributo di grande valore in termini sociali, culturali e spirituali. Ha offerto numerosi spunti di riflessione e occasioni di confronto, offrendo sempre la sua energia, la sua determinazione per condurre battaglie importanti di riscatto sociale. Inoltre ha scelto di restare a Caserta anche dopo il termine del suo mandato pastorale da Vescovo della nostra città. Per noi, quindi, Nogaro è un cittadino casertano da tanti anni». Anche la Città di Sessa Aurunca nel 1990 conferì al suo Vescovo destinato alla guida di Caserta la cittadinanza onoraria.

[14] Non sono poche le polemiche riportate dalla stampa, anche nazionale, a seguito d’interventi, incontri, e dichiarazioni di mons. Nogaro sempre volte alla tutela dei più deboli e a richiamare la responsabilità di chi ha poteri, di “governo” e di “partito” (in particolare della DC) in particolare. Dalle sue “squadre” diocesane, dai team che lo attorniavano hanno spiccato personaggi che hanno cercato di portare avanti la sua missione tra cui il Presidente dell’Azione Cattolica prof. Aldo Bulzoni, professore di fisica agli istituti superiori, divenuto sindaco di Caserta con le elezioni del 1993 e conseguendo al ballottaggio del dicembre 1993 la vittoria con il 76% dei consensi vinte con la lista “Alleanza per Caserta nuova”, che ha avuto come competitor il rappresentante del consiglio pastorale diocesano Renato Coppola (primario urologo dell’Ospedale di Caserta, nonché già due volte Presidente della Provincia di Caserta), poi leader e primo presidente del Comitato Caserta Città di Pace, che si è fermato al 24% dei consensi per l’area DC.

[15] (14) Tanti sono gli episodi che si potrebbero riportare, dalle cave alle discariche, fino alle falde acquifere e cosi via, uno tra tutti è quello del maggio 2007 allorquando mons. Nogaro, vescovo di Caserta, si mise in proprio e accompagnato soltanto da tre padri sacramentini occupò la discarica di “Lo Uttaro” logisticamente posta tra Caserta, San Nicola la Strada e Maddaloni. E, a distanza di un anno, il 5 maggio 2008 dedicò un convegno della Caritas diocesana al tema: «Dall’attuale disastro a un piano esemplare per i rifiuti in Campania».

Sempre nella più volte citata intervista del 2009, sul tema ambientale, dichiara: «La mia sensibilità ambientalista è parte integrante della mia vocazione sacerdotale. Tutto è legato alla mia fede cristiana, sia la difesa dell’uomo, specialmente del più debole, chela salvaguardia del creato e della natura, che poi è un dono supremo di Dio all’uomo stesso».

Tema attinente è quello dell’Acqua, sempre perseguito dal vescovo a favore della popolazione ed è incisiva una sua lettera ai sacerdoti del 27 febbraio 2005, dal titolo “No alla privatizzazione dell’acqua”, ampiamente diffusa attraverso i vari canali di comunicazione.

[16] A Caserta Nogaro diventa il Vescovo dei poveri (si pensi anche al Banco Alimentare che fece arrivare in Diocesi nel 1993), ai lavoratori, alle vittime delle ingiustizie, agli immigrati (tra il 1997 e il 1998 sarà anche in Kosovo per portare solidarietà alla popolazione), ai diseredati (nella sua missione di padre spirituale nelle carceri ha avvicinato e seguito la conversione di Raffaele Cutolo), a coloro i quali oggi vengono individuati come “periferie” notevolmente richiamate a trent’anni di distanza da Papa Francesco. E lo stesso Papa Francesco, in visita a Caserta lo scorso 26 luglio 2014, lo riconosce tra i sacerdoti e gli rimette la croce episcopale sul petto. Una conoscenza dello spirito, della passionalità, dell’impegno, della pastoralità, del pensiero, delle battaglie, e di quanto è nella sua poliedricità mons. Nogaro che Papa Francesco conosce grazie anche all’amicizia comune del Pastore Giovanni Traettino. Il Papa, tra le altre cose, circa due anni fa ha avuto in udienza privata, per più di un’ora, con entrambi in Vaticano.

Circa il ruolo/azione di Nogaro nella chiesa si legge nell’Enciclopedia Costantiniana (2013), in “La teologia romana dei secoli XIX e XX – Costantino tra la Chiesa trionfante e la Chiesa dei poveri” a firma di Stanisław Adamiak e Sergio Tanzarella che Nogaro « uno dei vescovi più attenti a valutare la condizione della Chiesa nel tempo contemporaneo».

[17] Al termine del suo mandato Nogaro ha dichiarato in un’intervista del 2009: «Dopo oltre 18 anni di cammino comune, lascio la guida della diocesi di Caserta. Ma non lascio Caserta, perché oramai mi sento anch’io casertano, un figlio di questo popolo così nobile, buono e laborioso, malgrado le tante problematiche che gravano su questa terra campana. Appena sarò sollevato dagli impegni pastorali, mi dedicherò a tempo pieno agli ammalati. Ecco, è questa la mia grande aspirazione per il prossimo futuro». E rispetto alla sua permanenza e azione nella stessa intervista aggiunse: «Temo di aver commesso tanti errori. Me ne dispiace e chiedo perdono per tutte le mie mancanze. So che avrei dovuto fare molto di più per questa gente, che ho sempre amato con tutte le mie forze e la mia passione di vescovo. Posso dire di essere stato istintivamente in sintonia con uno dei miei più cari amici, don Tonino Bello, il quale era solito ricordarmi con discrezione: “ama Cristo, ama la gente, il resto è niente. L’importante è amare, amare, darsi agli altri, come Gesù”. E questo ho cercato di fare».

[18] In una delle interviste di Nogaro a Raffaele Sardo dichiara: « quando arrivai a Caserta, il vescovo Gazza mi fece conoscere don Diana che a quel tempo era suo segretario e mi disse: qui c’è un pazzo come te. Io sono preoccupato per lui perché fa affermazioni che non sono per lui. Da quel giorno diventammo amici ed ogni volta che passava da Caserta mi veniva a trovare ».

[19] Ricordo la tristezza di quel giorno perché la notizia giunse mentre era in corso la celebrazione del Precetto Pasquale nella palestra dell’Istituto Magistrale “A. Manzoni” di Caserta dove ero studente e in quel momento da seminarista servivo la Santa Messa presieduta dal Vescovo e con lui, celebrò don Pietro De Felice, mio professore di religione nella stessa scuola, e nel viaggio di ritorno in Curia, proprio con l’auto di don Pietro, appresi della triste notizia di cui parlavano i due sacerdoti.

[20] Altre sono state le vittime della camorra o della mentalità camorristica del territorio vicino a Nogaro per il quale lo stesso si è speso come suor Gaetanina, superiore dell’Istituto Sacro Cuore di Marcianise, uccisa nell’ottobre del 1997.

[21] Una nota dell’Agenzia giornalistica Adista, tra le altre cose riferisce, del 9 maggio 2009 riporta: «Il ministero episcopale di Nogaro si connota per una forte attenzione a quelli che sono i bisogni concreti dei casertani e i problemi della città: denuncia la malasanità, l’illegalità e la corruzione; mette sotto accusa l’abusivismo, la speculazione edilizia, le questioni ecologiche ed ambientali, a cominciare dalle cave e dalle discariche che assediano Caserta e che minano la salute delle persone; si schiera sempre accanto agli immigrati. Negli anni, il suo ministero si arricchisce di un ulteriore tema che lo accompagnerà fino alla fine del mandato: la pace. Nel 1994 sta per essere nominato presidente nazionale di Pax Christi con il sostegno generale degli iscritti, ma il card. Ruini, per scongiurare l’eventualità, impone al Consiglio nazionale del movimento di presentare alla Cei una terna di candidati ‑ invece del solo Nogaro, com’era stato previsto inizialmente ‑ e la scelta del presidente dei vescovi italiani cadrà su mons. Diego Bona, vescovo di Porto‑Santa Rufina (Roma). Si reca poi in Kosovo ‑ insieme a mons. Luigi Bettazzi ‑ con una delegazione incaricata di verificare le condizioni di vita della popolazione martoriata dal conflitto; e l’anno successivo sottoscrive un documento per la smilitarizzazione dei cappellani militari italiani».

[22] Di Lui ha scritto Roberto Saviano: «Raffaele Nogaro è, per chi è nato alla fine degli anni Settanta come me ed è cresciuto in Campania, una sorta di figura epica». Mons. Nogaro, in entrambe le diocesi nelle quali ha prestato servizio, Sessa Aurunca e Caserta, ha sempre chiesto di essere chiamato “don Raffaele”. In questo territorio del Sud, della Campania Felice ha combattuto con forza la camorra, denunciando la diffusa illegalità presente nella società e nell’amministrazione del territorio. Non ha risparmiato critiche alle gerarchie ecclesiastiche, colpevoli di non aver condannato la criminalità organizzata, e alla politica locale e nazionale per i numerosi episodi di corruzione. La figura di mons. Nogaro è stata indicata da Roberto Saviano come esempio di impegno nel contrasto alla camorra. Al centro della sua opera pastorale ha posto i valori evangelici di libertà e dignità della persona, minacciati dalla violenza fisica ed etica della criminalità. Ebbene, nonostante le origini friulane, dopo la fine del mandato per raggiunti limiti d’età, il vescovo emerito Nogaro ha deciso di rimanere a vivere a Caserta. Qui ha continuato le sue battaglie per la legalità, tra cui l’appello per la chiusura delle cave scavate nei monti Tifatini che – oltre a deturpare il paesaggio – sono ritenute pericolose per la sicurezza e la salubrità dell’area che comprende i comuni di Maddaloni e Caserta. E proprio su questi monti si erge il Santuario dedicato a San Michele e a Maria Madre del Redentore che tanto a lui è cara perché gli ricorda il culto mariano, “Santa Maria di Castello”, posto sul monte prospiciente la sua chiesa Cattedrale di Udine cui era molto legato [nel novembre 2017 a mons. Raffaele Nogaro è stato assegnato il “Premio dell’Arcangelo” dallo stesso Santuario in quanto Nogaro prima da vescovo e oggi da presule emerito, ha voluto la rinascita del santuario e ne sostiene la sua intensa attività di promozione delle fede]. Per il suo impegno contro la malavita e per la dignità del suo martirio è un acceso sostenitore della canonizzazione di don Peppe Diana.

[23] Mons. Nogaro è Membro della Commissione Ecclesiale per le Migrazioni, l’organismo della Cei preposto al sostegno e al coordinamento della pastorale migratoria; infatti, il vescovo Nogaro ha costantemente operato per l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati, con particolare riguardo ai rifugiati.

Circa la sua azione pro immigrati in una non tanto recente giornate delle migrazioni mons. Nogaro portò a Roma in Piazza San Pietro oltre 1000 fedeli della diocesi a cui giunse anche il saluto del Papa durante l’angelus. Ci fu un vero e proprio presidio e la notte fu passata in tre chiese romane che diedero ospitalità ai pellegrini casertani.

Sulla tutela dei diritti e sul principio della Pace, in particolare quest’ultimo, è da segnalare la stretta collaborazione con suor Rita Giaretta della Comunità Rut (“Il coraggio della libertà – Mons. Raffaele Nogaro” https://youtu.be/Z1vjm5IskCY) [mons. Raffaele Nogaro si è adoperato affinché le Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria giungessero a Caserta dove nasce Casa Rut nel 1995 in particolare per la piaga delle donne “costrette a stare in strada”, ma non solo come si evince dalle loro missioni e attività di cui al portale www.associazionerut.it] e con padre Alex Zanotelli. In questo quadro di impegno, come accennato, nel 2000 la regione Campania gli ha conferito il premio Campania per la Pace e per i diritti umani, assieme a Nelson Mandela e Daisaku Ikeda, per aver promosso una pluralità d’iniziative finalizzate alla mediazione e alla solidarietà. La sua sensibilità verso i diritti dei migranti l’ha portato a definire «disumana» le legge Bossi-Fini. Memorabili le sue partecipazioni a capo di cortei come quello dell’1 febbraio del 1992 a Castel Volturno o 30 luglio 1993 a Caserta, e ancora nel settembre 2008 sempre a Castel Volturno a seguito dell’uccisione dei sei immigrati. E sempre per la stessa uccisione del 18 settembre 2008 Nogaro fu promotore e partecipò attivamente ai tre giorni di protesta che si tenne a Caserta dal 4 ottobre 2008. Sul tema in un’intervista del 2009 ebbe a dichiarare: «Purtroppo, oggi la forma di povertà più vistosa e drammatica è quella degli immigrati e dei rom. È un dato di fatto difficilmente contestabile. E nemmeno casuale, perché è frutto di una certa politica che a livello nazionale e internazionale sta facendo molti danni, arrecando benefici solo parziali».

Circa l’impegno per gli immigrati va sottolineato come la Città , Diocesi e Provincia di Caserta con il tempo ha risposto al suo invito, così come Nogaro tutt’oggi, per quanto a riposo e nonostante da anni combatta contro una “cattiva salute” cerca di essere presente, propositivo e in prima linea a sostenere i diritti dei fratelli meno fortunati. Qui è da segnalare l’impegno a favore di questa popolazione del Centro Sociale, ex canapificio [ex sede del Consorzio Nazionale Produttori Canapa] di Caserta, sempre pronto a sostenere e organizzare le manifestazioni per gli immigrati. Il Centro Sociale di Caserta si ricorda essere nato nel 1995 con l’occupazione dello stabile abbandonato di via Laviano Ex Macello. Dal 1998 l’associazione ha preso la sua sede stabile nei capannoni dell’Ex Canapificio di Viale Ellittico, quasi di fronte alla Reggia di Caserta.

[24] Convinto pacifista, nel 2001, all’indomani del voto parlamentare che approvò l’intervento militare italiano in Afghanistan, mons. Nogaro affermò che i cristiani devono sempre schierarsi contro la guerra, biasimò inoltre i parlamentari cattolici per essersi espressi a favore. L’episodio scatenò un duro botta e risposta tra il vescovo e il presidente emerito Francesco Cossiga che volle esprimere il suo pensiero attraverso una lettera pubblica edita dal Corriere del Mezzogiorno di giovedì 15 novembre 2001. Neanche a dirlo anche qui vi fu l’invito della Cei a spiegare il perché dell’atteggiamento assunto da Nogaro. Nel novembre 2003 – dopo l’attentato alla base italiana del Carabinieri a Nāṣiriya che costò la vita a 17 militari e 2 civili – pronunciò un’omelia nella quale invitò a considerare i morti come delle vittime, evitando la retorica bellica dell’eroismo, che avrebbe suscitato solo intenti di vendetta e ulteriori uccisioni. La dichiarazione ha destato polemiche da parte di molti esponenti politici.

[25] La riorganizzazione della Biblioteca del Seminario che è diventata con lui un punto nevralgico della Cultura e del Sapere casertano, luogo di eventi e di dibattito, e che ha ispirato, oltre che l’“Associazione Amici del Seminario”, poi “Civitas Casertana”, con tutte le pubblicazioni, Conferenze e Giornate di Studi, di cui mi onoro essere parte del primo gruppo fondante guidato dal Rettore del Seminario, al tempo don Valentino Picazio, anche la progettualità del Premio “Buone Notizie” che tra patrocini della Presidenza della Repubblica, ospiti internazionali e di alto profilo e ispirazione di opere letterarie, segna uno dei fiori all’occhiello della presenza di Nogaro a Caserta. E qui ancora va ricordato l’avvio della riorganizzazione del materiale costituente il Museo Diocesano.

In termini operatività si tenga conto della promozione delle associazioni ecclesiali, dai più piccoli partendo da quelle vocazionali a quelle giovanili con l’Azione Cattolica e l’Anspi, Agesci e altre fino ai più grandi come il Meic e Pax Christi, e ancora ventata di novità e promozione culturale anche nell’animazione come successe con la nascita della corale diocesana fondata dal Maestro Antonio Barchetta in occasione della visita del Santo Padre San Giovanni Paolo II. Quest’ultima forse a ricordo de “I Pueri Cantores” del Duomo di Udine nati nel novembre del 1979 con il nome di “Piccoli Cantori del Duomo”, mentre era parroco proprio mons. Raffaele Nogaro, che presero poi il nome “Pueri Cantores” nel dicembre del 1981.

[26] Per un ulteriore approfondimento si rimanda all’articolo a mia firma su L’Eco di Caserta dal titolo “Caserta, mons. Raffaele Nogaro vescovo emerito, simbolo di un territorio” del 25 aprile 2018.

[27] Forte è stato l’impulso vocazionale nel corso della guida della Diocesi di Caserta da parte di mons. Nogaro e dunque l’attenzione al Seminario Vescovile Minore di Caserta così come a quello Maggiore di Napoli (PFTIM Sez. San Luigi Gonzaga). Ricordo, per averlo vissuto in prima persona, l’attenzione anche verso la struttura che accoglie il Seminario rimessa a nuovo per molti ambienti; la sistemazione di parte del fabbricato destinato all’Istituto di Scienze Religiose e a una delle Facoltà della nascente SUN. Un attenzione a quello stesso Seminario, inteso come edificio, che [come era solito ricordare don Valentino Picazio –rettore] ospitava lo stesso Vescovo e Curia, essendo questi subentrati con il tempo nello stabile originariamente solo del Seminario. Nel corso della guida diocesana di mons. Nogaro sono stati tantissimi i giovani seminaristi, sia nel seminario minore che in quello maggiore così come tante le iniziative, come le giornate pro seminario nelle singole chiese parrocchiali e no, fatte nel tempo. Ed ancora forte è stato l’investimento in termini umani e di apertura sia del Seminario alla Città di Caserta che viceversa. Si sono stabilite con il tempo conoscenze e amicizie tra seminaristi e docenti, personaggi di cultura e autorità in genere tali da creare relazioni, che con il tempo hanno permesso a futuri sacerdoti l’avvio di interessanti progetti nelle comunità in cui sono stati chiamati ad esercitare il proprio ministero. E, di sacerdoti, con la presenza di Nogaro, ne sono stati almeno una ventina, a dimostrazione del proprio impegno.

[28] Al di là della Missione Giovani, durata circa 3 anni, nata poco dopo l’arrivo di Nogaro e collegata alla preparazione alla visita di San Giovanni Paolo II a Caserta del maggio 1992, l’azione pastorale giovanile con il tempo ha consentito la realizzazione di almeno 10 meeting consecutivi con il coinvolgimento personalità di rilievo a carattere nazionali e internazioni. Decine e d’ogni tipo sono state le iniziative, in aggiunta, realizzate a livello parrocchiale, territoriale e diocesano.

La cura e la formazione giovanile, al di là dei percorsi di formazione spirituale, dunque, è stato un impegno importante del ministero episcopale di Nogaro anche perché ha beneficiato di una ampia rete di strutture associative interne alla diocesi che hanno veicolato il “messaggio” del padre Vescovo in modo coerente con l’idea di Chiesa casertana sostenuta dal proprio Pastore. Una funzione incisiva di tale è impegno è rappresentata dal Centro Pastorale Giovanile che, nel contesto delle finalità della Diocesi di Caserta, offre alle Parrocchie, alle Istituzioni, alle Aggregazioni e Associazioni che operano nella Pastorale Giovanile un contributo per l’evangelizzazione, il coordinamento, lo studio, la proposta, l’animazione secondo le linee guida proposte dal Vescovo, coerentemente con l’indirizzo del XXI Sinodo Diocesano indetto, curato e chiuso dallo stesso vescovo Nogaro.

[29] Fondamentale per mons. Nogaro è la Chiesa delle “genti”, il ruolo delle persone impegnate nella promozione di un cammino ecclesiale, e quindi, a fianco alla formazione dell’Istituto di Scienze Religiose, anche finalizzata anche all’accesso alle professioni oltre che per propria esigenza personale, nasce il bisogno di formare chi decide di dedicare con la sua opera laica un parte del tempo alla Chiesa, all’opera dei sacerdoti, alle parrocchie e quindi nel 1994, fortemente attiva fin dai primi anni, prende il via la “Scuola di formazione teologica dei Diaconi permanenti e per i Ministeri istituiti per il servizio nelle Parrocchie”. Un’opera questa di mons. Nogaro che farà bene alla vita della Diocesi e tutt’ora se ne traggono i frutti.

Questa scuola ha consentito la formazione e ordinazione di 40 diaconi permanenti nel tempo, che via via hanno iniziato a portare il proprio apporto alle esigenze spirituali nelle chiese parrocchiali e non e anche di competenza in ambito curiale. Alla nascita della Scuola esistevano in Diocesi sono due diaconi permanenti. Naturalmente oltre ai diaconi, come è evidente dai lunghissimi elenchi sul sito della Diocesi di Caserta sono stati formati anche tanti Lettori, Ministri della Comunione, Accoliti, il tutto in linea con i frutti del Sinodo Diocesano di Caserta, guidato sempre dal Vescovo Nogaro. Un Vescovo che chiami, come mi testimoniano alcuni di loro, “figli” e che vuole essere chiamato “ padre” perché tale si considera per loro.

[30] L’Istituto di Scienze Religiose “San Pietro”, inizialmente nato come Scuola di Scienze Religiose nel 1980, assunse la forma giuridica di Istituto di Scienze Religiose (I.S.R.) “San Pietro” il 12 novembre 1986, essendo vescovo mons. Vito Roberti e primo direttore mons. Vincenzo D’Agostino, per approvazione e riconoscimento della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e, successivamente, venne suggellata la qualità accademica dei suddetti studi mediante la convenzione che l’ISR ha stipulato con la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PFTIM). L’Istituto, si appura dalla nota storica presente sul portale dello stesso, nel 2005, avendo aderito la Santa Sede al cosiddetto “Processo di Bologna” per il reciproco riconoscimento dei titoli accademici rilasciati in Europa, inizia gradualmente, con l’appassionato interessamento del Vescovo Nogaro avviene l’adeguamento delle strutture formative dell’I.S.R. “San Pietro” agli standard curricolari europei in base alle indicazioni della Nota normativa per gli Istituti Superiori di Scienze Religiose della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) approvata dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica (CEC) il 15 febbraio 2005. Il 10 ottobre 2007 la Congregazione per l’Educazione Cattolica (CEC) suggella con l’erezione a Caserta del nuovo l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Pietro” (I Ciclo – Triennio), approvandone Statuto e Regolamento, l’adeguamento accademico delle strutture formative ai criteri comuni definiti in ambito europeo.

Il 25 settembre 2008 la CEC ha provveduto ad elaborare una normativa universale circa gli ISSR e pubblica l’Istruzione sugli Istituti Superiori di Scienze Religiose. Statuto e Regolamento dell’ISSR “San Pietro” vengono modificati ulteriormente secondo la nuova Istruzione e il 19.06.2009 all’ISSR di Caserta viene riconosciuta definitivamente la qualità accademica delle sue strutture formative mediante la stipula di un’apposita convenzione con la PFTIM. Il 23 settembre 2009 il Consiglio Episcopale Permanente della CEI ha approvato ed emanato una Nota di ricezione elaborata dal confronto tra la Nota normativa per gli Istituti di Scienze Religiose (2005) e l’Istruzione della CEC (2008). Nello stesso mese il neo Vescovo di Caserta, S. E. Mons. Pietro Farina, in qualità di nuovo Moderatore dell’ISSR “San Pietro”, inoltra anche lui, come il suo predecessore, alle competenti autorità accademiche una rinnovata richiesta per il II Ciclo di Studi (Biennio di specializzazione). Statuto e regolamento vengono ulteriormente modificati in base alla nuova Nota di ricezione della CEI e contemplano questa volta anche articoli riguardanti il Biennio. All’inizio del nuovo anno accademico 2009/2010 e a conclusione di tutto l’iter di adeguamento formativo viene riconosciuto all’ISSR “San Pietro” di Caserta la possibilità, mediante il Decreto della CEC del 24.11.2009 che ne approva i nuovi Statuti, di conferire anche il grado accademico di Laurea Specialistica in Scienze Religiose con indirizzo pedagogico-didattico e pastorale-catechetico-liturgico. Va sottolineato come in tutto l’iter abbia avuto un ruolo notevole il direttore don Nicola Lombardi. Solo negli ultimi anni, inoltre, oltre un migliaio sono stati gli iscritti e oltre trecento le lauree conferite.

[31] Istituto Scienze Religiose “Fortunato De Santa” nasce grazie a mons. Nogaro ed infatti, come si apprende dal Decreto ministeriale 15 luglio 1987 del Ministero della Pubblica Istruzione si può leggere l’autorizzazione alla sua attività alla posizione 68 dell’elenco: «Sessa Aurunca: Istituto di Scienze Religiose FortunatoDeSanta, c/o Seminario Vescovile, via XXI Luglio – 81037 Sessa Aurunca (Caserta.

La scelta della dedica non è causale. Infatti, mons. Fortunato De Santa (Forni di Sopra (Udine) 9 agosto 1862 –Napoli 15 febbraio 1938) era un Vescovo della sua stessa “Terra”; ancora, come fece Nogaro a Sessa Aurunca [Mons. Raffaele Nogaro ha scritto l’introduzione al testo “Il vescovo Fortunato De Santa allo specchio” a cura di p. Alfredo Di Landa, edito per conto dell’Istituto di scienze religiose di Sessa Aurunca nel 1989], vi celebrò nel 1920 un sinodo diocesano. Si aggiunga che fu ricordato per il suo impegno sociale: accolse i profughi giuliani dopo la sconfitta di Caporetto [Nel corso del suo mandato episcopale a Sessa Aurunca mons. Raffaele Nogaro fu un vescovo impegnato sul sociale. Dure e decise le battaglie per l’apertura dell’Ospedale Civile di San Rocco e per il ripristino di un senso comune di legalità e giustizia. Fu lui ad inaugurare l’ultimo Sinodo diocesano]. Una figura che sicuramente è stata di ispirazione, probabilmente come l’altro conterraneo Francesco Florio, essendo stato cappellano, maestro elementare, appassionato di scienze naturali, organizzatore sociale e religioso, sensibile per le opere d’arte, friulanista, scrittore ed infine promotore del cooperativismo. Si potrebbe considerare ancora un’altra figura, del luogo natio, di ispirazione per la sua formazione che è mons. Giuseppe Nogara, quello stesso Nogara che a metà del secolo scorso approvava con un’immaginetta la preghiera alla Divina Misericordia con l’immagine associata al culto da suor Faustina con tanto di testo della Coroncina alla Divina Misericordia e Atto di Consacrazione. Sia De Santa che Nogara sono oggi presenti nel Dizionario Bibliografico dei Friulani (http://www.dizionariobiograficodeifriulani.it/) a cui ci si augura verrà in futuro dedicata anche una scheda a mons. Raffaele Nogaro. Circa il culto della Divina Misericordia e l’esperienze della Diocesi è interessante indicare l’opera di promozione della causa del venerabile Giacomo Gaglione (con Giornate di Studi e relative pubblicazioni di atti ed ancora con l’Apostolato della Sofferenza e la testata Ostie sul Mondo) che dell’immaginetta di cui sopra, tra le altre cose, ne è stato un instancabile disseminatore tra i suoi amici e conoscenti in giro per il mondo.

[32] Quando si parla di identità s’intende anche identità territoriale, e circa questa l’impegno culturale e di promozione storica, anche se non soprattutto come studio, analisi e divulgazione delle proprie origini, sono stati punti su cui ha insistito l’azione di Nogaro, partendo dall’Archivio Diocesano. Infatti, fu il vescovo a sostenere il lavoro di riordino fatto tra 1992 e il 199 dal dott. Paolo Francese, su incarico della Soprintendenza archivistica per la Campania. A cura di Franzese. Per conto dell’Archivio Diocesano circa il riordino e catalogazione fu pubblicato il volume “L’Archivio storico diocesano di Caserta – inventario a cura di Paolo Franzese”, presso la Depigraf di Caserta nel 2000. Dopo questa opera l’archivio diocesano è stato dichiarato di notevole interesse storico nel 2006. Parlando dell’Archivio, sotto la guida e responsabilità del Cancelliere mons. Pietro De Felice, non può ch farmi venire in mente il cav. Ciro Antonio Sparano che, prima ancora dell’avvio dell’inventario, volontariamente se ne occupava con tanta cura e che con paterno affetto mi guidava alle prime ricerche d’archivio presso lo stesso e l’Archivio di Stato di Caserta.

In questa ottica si considerino tanti eventi tra cui le Giornate di Studio per il 150° anniversario della traslazione del Capitolo Cattedrale, 15-18 Dicembre 1993, i cui atti sono stati pubblicati sotto il nome “Caserta e la sua Diocesi in età moderna e contemporanea”, voll. 3, a cura di Giuseppe de Nitto e Giuseppe Tescione, per l’Edizioni Scientifiche italiane, Napoli 1995.

[33] Il messaggio della Pace, la Pastorale della Pace [ a cui don Antonella Giannotti ha dedicato una tesi di Licenza accademica], è trasversale e in quanto tale sempre presente nel messaggio del Vescovo Nogaro. La sua azione episcopale trasuda di iniziative e messaggi di Pace; comitati e Marcia per la Pace di cui è principale promotore sono, con la partecipazione della popolazione, la risposta dei frutti della sua azione pastorale per la Pace. Azione che si è concretizzata nel favorire momenti e realtà che nel tempo ed ancora ora operano sul territorio. Un messaggio quello della Pace condiviso con l’amico vescovo don Tonino Bello, il quale, come Nogaro, ha denunciato più volte durante le sue omelie gli scandali di questo tempo perpetrati dal sistema marcio: politica, camorra, illegalità, sfruttamento dei poveri, i Cie, la Tratta delle schiave, lo sfruttamento dei clandestini, la manovalanza, la devastazione ambientale, le missioni militari, l’acquisto degli F-35. Nogaro, quale profeta di Pace, ha promosso la cultura evangelica della fratellanza e della nonviolenza quale stile di vita alternativo agli scontri di civiltà, consapevole che senza la difesa dei diritti di ogni uomo, senza l’affermazione di una giustizia sociale non si potrà mai realizzare il Sogno di Dio: “la Pacem in terris”. Il comitato Caserta città di Pace, da lui voluto, nel 2015 ha pubblicato il volume “Venti anni di Educazione alla Pace”, a cura di don Nicola Lombardi, per conto dell’Edizioni Saletta dell’Uva, ove sono raccolti i testi, documenti del comitato e una sezione completa di tutti gli interventi fatti da mons. Raffaele Nogaro sulla Pace. Una sorta di raccolta omnia sull’argomento a firma di Nogaro.

[34] I momenti di Preghiera, le Marce con le altre confessioni religiose cristiane e no, ed ancora il cammino di fede interreligioso accomunato dalla preghiera per la pace e il diritto alla Vita dignitosa nei luoghi in cui si vive, e quindi la riscoperta del senso di appartenenza a una realtà trascendentale, ad un Dio Padre, al di là del nome con cui viene chiamato o solo pensato, sono disseminati durante tutto il mandato di Nogaro e i cui frutti si raccolgono ancor’oggi. Uno di questi sicuramente è quello che, condiviso con il Pastore Giovanni Traettino, ha visto in modo inedito una doppia visita del Pontefice Francesco a Caserta il 26 e 28 luglio 2014.

[35]Mons. Nogaro ha indetto ben due sinodi, uno a Sessa Aurunca e uno a Caserta. Quello di Caserta, il XII° Sinodo Diocesano che si è dal 25 febbraio 1995 al 24 marzo 1998 abbiamo già fatto cenno e lo ricordo con piacere per avervi preso parte. Il grosso delle iniziative intraprese da Nogaro nel corso del suo mandato episcopale sono stare diretta espressione del messaggio che ha saputo indicare, nel confronto con la sua Chiesa, alle tante commissioni impegnate a ripulire “estetismi” l’azione del vissuto ecclesiale per un poter realmente “Vivere in Cristo” e ciò è stato possibile grazie anche ai tanti documenti e pubblicazioni che Nogaro ha pubblicato subito prima, durante e dopo. Temi e documenti spesso ripresi dal sinodo di Sessa Aurunca. Di questi documenti/pubblicazioni, che a breve faranno parte di un’opera omnia del periodo di Sessa Aurunca a cura di don Nicola Lombardi, vanno ricordati: Indizione (31 marzo 1988), Documento di una “Nuova comunità per una nuova evangelizzazione” (15 agosto 1988), Avvio dei Lavori Sindodali – Omelia (19 febbraio 1989); Documenti orientativi: “Il Sinodo è la mia Parrocchia (26 marzo 1989), “”Gli operatori pastorali” (marzo 1989), “Il Sinodo in Forania” (giugno 1989), “Ai miei confratelli nel Signore” (giugno 1989), “La Vocazione sociale” (1989), “Gli Apostoli del Regno” (1989), “Lo Statuto” (1989), “Cammino solidale nelle Comunità parrocchiali” (1989), “Le costituzioni sinodali” (settembre 1989).

Nel periodo di Sessa Aurunca è da sottolineare (cosa che farà anche nella Diocesi di Caserta) l’impegno alla riorganizzazione delle Confraternite, come ricorda Pasquale Stanziale in “Materiali d’indagine sulla settimana santa a Sessa Aurunca nell’alto casertano” pubblicato con officine kulturali aurunke ebook nel 2015.

Mons. Nogaro ha favorito i due sinodi, che hanno richiesto un grosso impegno, e un enorme coinvolgimento del territorio e della popolazione, per favorire proprio con questi un contatto, un dialogo, un confronto, un momento di crescita.

Sempre Pasquale Stanziale, in “Omologazioni e Anomalie in una realtà sociale del Mezzogiorno alle soglie del duemila europeo: Sessa Aurunca in provincia di Caserta”, dell’Aprile 1999 (http://www.stanziale.it/indom.htm) affronta a più ripresa l’azione e il merito dell’impegno episcopale di Nogaro nella cittadina casertana. Qui a titolo esemplificativo al punto 3 del capitolo “4- Ricerche e documenti” si legge: « Il Sinodo della Diocesi di Sessa Aurunca (Caserta), promosso dal Vescovo Raffaele Nogaro nel 1990 rappresenta, nei suoi documenti, una fonte sociologica di sicuro valore, in quanto costituì un raro momento di lettura del territorio della Diocesi e della sua società (la Diocesi comprende il Comune di Sessa Aurunca ma comprende anche Mondragone che presenta, rispetto all’ambito sociale sessano, alcuni aspetti differenziali). Non è un caso che tale evento sia emerso non dal mondo laico e sia stato promosso da un potere culturale che, per estrazione, è sostanzialmente estraneo al modello culturale del territorio del Comune di Sessa Aurunca. Dalla documentazione estraiamo alcune pagine relative al Quaderno del Sinodo n. 1- 1990 (Commissioni Mentalità e costumi della nostra gente, La politica, L’economia e il Lavoro)».

Ed ancora ai punti 4 e 5 del capitolo “5- Omologazioni e anomalie”: « Storicamente la Chiesa deve collaborare all’esaurimento di una serie di bisogni, l’istituzione di un’etica sociale, la costruzione di un sistema politico, l’organizzazione di una convivenza civile con norme di assistenza e garanzia (R. Nogaro 1997). Chi ha scritto queste parole fu Vescovo di Sessa Aurunca dal 1983 al 1990. Portatore di una weltanschauung completamente altra da quella pertinente al modello culturale sessano, Raffaele Nogaro rappresentò una delle anomalie più incidenti nel tessuto della realtà sociale locale dei tempi recenti.

A proposito di Nogaro si usano frequentemente i termini di frontiera e di trincea: termini abbastanza indicativi per ciò che riguarda Sessa Aurunca, Caserta e il Mezzogiorno, relativamente all’impegno sociale di questo Vescovo rispetto alle contraddizioni, ai condizionamenti e agli immobilismi che caratterizzano queste zone. Bisogna, d’altra parte, constatare che intendere il Mezzogiorno come frontiera e come trincea non rimanda ad una visione estremistica e/o strumentale di parte ma, anche alla luce di quanto abbiamo evidenziato in precedenza, tende a rappresentare una consapevolezza che non sempre emerge nelle analisi e nel contesto degli interventi istituzionali. Ciò probabilmente perché tale area è omologata ad un modello scarsamente disposto a considerare i propri condizionamenti.

Al contrario, un Vescovo che pone come suoi punti di riferimento i principi della teologia della liberazione (R. Sardo 1997) non può non porsi come potere di servizio rispetto ad una società marcata da vari elementi di subalternità, di strumentalizzazioni e di arretratezze.

Era dunque un Vescovo del genere che venne sottoposto a pressioni, alla metà degli anni ‘80, affinché intervenisse nei riguardi di preti non allineati politicamente (R. Sardo 1997). Lì, in quelle circostanze, è individuabile la frontiera, l’invisibile linea di demarcazione tra due culture: una tradizione di comportamenti e orientamenti relativi ad un dominio socioculturale, rappresentante il livello politico di una società con margini di erosione della coscienza sociale condizionata nelle sue necessità, e un potere che verrà ad assumere sempre più un ruolo di supplenza e di catalizzazione rispetto a talune processualità pertinenti a bisogni e ad aspettative collettive. A Sessa Aurunca la presenza di Raffaele Nogaro rappresentò negli anni ‘80:

– una spinta alla modernizzazione culturale e pastorale del clero

– una spinta alla modernizzazione, nella direzione dell’impegno sociale, di una parte della borghesia intellettuale cattolica e non

– un catalizzatore rispetto alla delineazione di una coscienza sociale riguardo i diritti civili e orientata allo sviluppo di capacità di mobilitazione rispetto a valori collettivi

– una supplenza nella rivendicazione diretta dei diritti civili rispetto alle Istituzioni

– una spinta verso assetti politici non tradizionali.

Sono parte della storia di Sessa Aurunca fatti significativi quali il primo Natale di Nogaro a Sessa trascorso col picchetto degli operai della CANE in lotta per mantenere il loro posto di lavoro, nel disinteresse di fatto dei poteri istituzionali locali; il suo ruolo propulsivo nella battaglia per l’Ospedale S. Rocco che vide- evento inedito nella storia sociale locale- la mobilitazione di cinquemila persone nel Natale del 1987; il richiamo a una politica più aderente ai bisogni della popolazione attraverso la denuncia di un qualunquismo morale così diffuso e squallido da far accettare al semplice cittadino l’arroganza e l’ingiustizia quali norme di comportamento (R. Nogaro 1990); la denuncia che quello che manca permanentemente e rende precario ogni progetto di sviluppo del territorio, è lo Stato (R. Nogaro 1990); l’aver influito, nelle elezioni comunali del 1990, sulla formazione di una Giunta comprendente vari partiti, segnando, di fatto, la fine del dominio quarantennale dell’area moderata; l’indizione di un Sinodo della chiesa locale come momento culturale di studio e di riflessione sulle varie realtà della Diocesi.

Una azione, quindi, quella del Vescovo Nogaro, di larga incidenza rispetto al modello culturale tradizionale, in cui l’analisi sociale non può non rilevare l’avvio di una ampia sollecitazione nella direzione di un possibile processo di modernizzazione della società locale, anche per i risultati ottenuti ed i processi innescati. Va rilevato altresì che tale andamento, per storicizzarsi in un mutamento effettivo del quadro socio-politico- avrebbe avuto bisogno di una certa continuità di sollecitazioni- come maturazione di situazioni interne o come spinte esterne- in tempi più lunghi: ciò che avrebbe potuto portare alla irreversibilità evolutiva di talune dinamiche frenanti proprie del modello culturale omologante. [….] Vogliamo qui riprendere quanto già accennato nel presente lavoro per ciò che riguarda, all’inizio degli anni ‘80, l’emergere, in una parte della borghesia intellettuale di Sessa centro, della precisa consapevolezza delle necessità di salvaguardia ambientale del territorio del Comune, ciò anche sulla scia del movimento anti-nucleare degli anni ‘80 e nel contesto del dibattito politico sulle fonti energetiche a seguito della crisi petrolifera. Prese così forma un movimento che attivò una serie di iniziative riguardanti la Centrale elettronucleare del Garigliano, da anni fonte di immissioni radioattive nell’ambiente (A. Petteruti 1981, M.A. Tibaldi 1983, P. Stanziale 1985). [….]

Questi movimenti poi si orientarono anche verso l’ambito di altri diritti civili nel clima di rinnovamento delle coscienza sociale promosso dal Vescovo Nogaro. Ci fu quindi la battaglia per l’Ospedale, le iniziative contro la criminalità organizzata e poi, all’inizio degli anni ‘90, anche con l’ausilio del Vescovo Agostino Superbo, la battaglia per la chiusura della discarica La Selva, altra incombenza ecologica insistente direttamente su Sessa Centro».

[36] Sostanzialmente la Caritas nella diocesi di Caserta nasce con l’arrivo di mons. Nogaro nel dicembre 1990 e fin da subito braccio operativo di mons. Nogaro è don Peppino Errico, a cui subentrerà, dopo il prematuro decesso di questi nel dicembre 2006 don Giorgio Quici. Qui tra i diversi progetti, indicati dal Vescovo e realizzati con l’adesione della Chiesa di Caserta tutta all’input del proprio Ordinario, la Caritas ha fatto passi da giganti mettendo su una miriade di iniziative e raggiungendo tantissimi obiettivi attraverso la propria articolazione territoriale in Centro di Ascolto. Nonostante le dimissioni da Vescovo per raggiunti limiti d’età (e quindi l’alternarsi di altri prelati alla guida della Diocesi) è costante l’interessamento di Nogaro alle azioni della Caritas e la sua partecipazione al raggiungimento degli obiettivi attraverso un contributo d’idee, partecipazione eventi o comunque sostengo delle iniziative, a maggior ragione quando orientate, ai poveri, ai migranti, ai bisognosi.

[37]Per contribuire alla costituzione di un fondo documentale, per testimonianze, donazioni documentali e materiali anche multimediali, su mons. Raffaele Nogaro, è possibile rivolgersi a don Nicola Lombardi ai recapiti 347-0843177 nicolalombardi1@virgilio.it. Lo stesso sacerdote, di origine maddalonese, è prossimo alla cura della pubblicazione degli scritti del periodo sessano a cui seguiranno altre pubblicazioni.

[38] In effetti, è stato costante nel tempo l’impegno del Vescovo per la biblioteca, ed ancora, come si evince anche dal portale della medesima Biblioteca, con Decreto vescovile dello stesso Nogaro, la Biblioteca è stata dichiarata Biblioteca Diocesana di riferimento, con un suo statuto e regolamento che disciplinano l’attività di consultazione e di apertura al pubblico. Inoltre, essa è annessa all’Istituto Superiore di Scienze Religiose, pertanto si configura come l’unica biblioteca della Chiesa locale aperta ai fedeli della Diocesi per la ricerca storica e teologica. Infatti il patrimonio della biblioteca è costituito in maggioranza di testi di Patristica, Sacre Scritture, Storia della Chiesa, Teologia Morale e Fondamentale, Agiografia, Diritto Canonico, Psicologia e Sociologia, oltre che l’importantissimo e ben fornito settore di Storia locale. Un ricco patrimonio, che come accennato nel testo si è arricchito ancor più di una donazione dello stesso vescovo Nogaro del 2009 costituente la propria biblioteca personale di circa 2.000 composta di testi di argomento vario, venendo a costituire un fondo specifico denominato “FONDO NOGARO”.