Sexting tra i giovani, la dottoressa Anna De Luca rompe il tabù e ne spiega origine e pericoli

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ROMA – Esiste una linea di confine non dichiarata nella cultura digitale dei giovani di norme comportamentali per farsi accettare nel gruppo. Una di esse è il sexting, triste fenomeno strettamente collegato a questa modalità.

Oggi l’universo pre adolescenziale vive simultaneamente nelle due realtà che li circonda, in quella reale e virtuale dando a quest’ultima uno spessore di rilevanza vitale in quanto è diventato lo strumento con il quale definiscono se stessi e il contesto che li circonda.

Sono costantemente connessi con i loro amici e si scambiano tutto ciò che fanno durante la giornata , eliminando così le barriere dello spazio e del tempo.

Nella impulsività tipica di questa fase di sviluppo dove -l’esplorazione , l’assenza di limiti , il poter far tutto senza pensare alle conseguenze , diventa quasi un gioco tra i prea-dolescenti la tendenza che hanno preso di farsi dei selfi senza vestiti,video intimii o a sfondo sessuale e di inviarli nel gruppo on line di amici.

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Anna De Luca, pedagogista, esperta in counseling vittimologico e consulenza pedagogica nei contesti educativi di formazione permanente.

Chi sono le persone maggiormente coinvolte?

Soprattutto le ragazze. Come ho detto il sexting è considerato per lo più un gioco vissuto tra coetanei ma anche ad un “ rituale di iniziazione” delle ragazze per farsi accettare dai coetanei. Per lo più maschi adolescenti che in questa fase della loro vita sono avvolti nella tempesta ormonale , dove stanno cercando di affermare la propria virilità e il proprio potere 

Perchè se ne parla così poco?

E’ ancora un fenomeno poco conosicuto, ma, credetemi, tristemente diffuso. Esso, poi, trova spesso dei muri di omertà nell’opione pubblica, poco propensa a trattare l’argomento.

Quindi non è un fenomeno di nicchia?

Assolutamente ed i numeri sono importanti ed in netta crescita. Non vanno sottovalutati. E’ un fenomeno che, potenzialmente, ha lo stesso spessore se non più grave di quello che accade con l’altro triste fenomeno della violenza sulle donne

Perchè?

Perchè si ha il fenomeno della moltiplicazione dell’impunità. Senza neppure discutere degli aspetti legati allo scambio di materiale pedopornografico

 E’ vero che esiste, in tal senso, un file chiamato “Bibbia”?

 

Purtroppo si e desta orrore che gli autori si facciano chiamare Giovanni, Pietro e Paolo. Si tratat di un vero e prorpio dossier composto di 10 file dove si trovano nomi, cognomi e indirizzi di ragazze nude.Per ora inutili le indagini della polizia. Non si riesce ancora a rislaire agli autori.

Occorre seguire delle regole per far parte del gruppo?

Nella maniera più assoluta. Fintanto che esprimono la propria sessualità, condividendo foto o selfi che le ritraggono in  un certo modo, senza farsi, però, troppo notare vengono accettate dal gruppo con le loro norme comportamentali e rientrano , quindi , nella linea di confine. Quando , invece, cercano di affermare o rappresentare la propria sessualità, distinguendosi dalla massa del gruppo dei coetanei, emulando le celebrità che postano nudi altamente a sfondo sessuale per pubblicità a fini commerciali, le ragazze in questo caso possono attirare gelosie ed invidie, e non vengono accettate.

Cosa accade in questo caso?

Hanno oltrepassato la linea di confine di quel codice di norme comportamentali non dichiaratamente espresse dal gruppo, ma che è determinante di quello che è accettabile da quello che non lo è. Non basta l’esclusione dal gruppo si esige una punizione esemplare, una marchiatura pubblica, una rimessa in riga, per quello che è stato fatto e quindi meritevoli di biasimo.

Ecco, allora, la triste ed inquietante frase “Il chiodo che sporge deve essere preso a martellate”

E’ un detto giapponese che ben si presta a questa rappresentazione comportamentale.

Il chiodo è la “ragazza” che sporge “ che ha oltrepassato la “linea di confine” deve essere preso a martellate “ deve essere marchiata come sgualdrina e messa pubblicamente alla gogna”.

La vittima viene deumanizzata, spogliata della sua umanità ed offerta in pasto ai commentatori e condivisori del web, è sottoposta ai più feroci sarcasmi ed epiteti.

Qui si impone una riflessione. Questa escalation di barbarie virtuale a cui è sottoposta la vittima sia solo dovuta a  reazioni impulsive legate a sentimenti di invidia , gelosia , rabbia tra coetanei virtuali o vi sia qualcos’altro?

Indubbiamente la società contemporanea ora più che mai offre messaggi conflittuali alle giovani donne. Da un lato vengono incoraggiate ad assumere ruoli di leader, a intraprendere professioni e a occupare posizioni che prima erano esclusivo appannaggio di uomini e ragazzi. Dall’altro, invece, lo scenario che domina la cultura popolare , pone l’accento sulla commercializzazione della donna moderna forte e sessualmente assertiva, rappresentata attraverso l’industria cinematografica, televisiva e musicale , con forti messaggi di indipendenza sessuale , spingendosi oltre i confini sociali esistenti.

Perché le adolescenti cedono al sexting?

La tendenza delle ragazze a lasciarsi coinvolgere potrebbe essere spiegata come un desiderio di imitare alcune celebrità, che loro considerano degli idoli, e raggiungere così una certa notorietà.

Cosa spinge, invece, i ragazzi a questo subdolo gioco?

Qui la situazione non è dissimile a quanto detto pe rle ragazze in quanto da una parte sono coinvolti in programmi valoriali con fiumi di parole sulla non violenza, sul rispetto dell’altro e tra i generi. Dall’altro , invece, lo scenario culturale che domina è quello che ho citato prima , cioè quello di rappresentare “ l’oggetificazione sessuale delle donne” , attraverso gli stessi canali che ho menzionato sopra.

Pertanto, il maschio adolescente che a quest’età sta cercando di affermare la propria virilità e il proprio potere , venendo a contatto con simili rappresentazioni “ distorte” del femminile introietta un modello comportamentale tipico di quella certa “cultura maschile che esercita il potere attraverso l’imbarazzo e la vergogna gettata sulla vittima attraverso ciò che viene definito onta della sgualdrina” .

Le cose si complicano ancor di più se il gruppo individua dei gay. E’ vero, questo tipo di codice comportamentale dei maschi si applica anche in casi in cui i maschi sono percepiti come gay ( o lo sono), o quando manifestano tratti della personalità basati su stereotipi femminili.

Forze di egemonia maschile , atteggiamenti misogini, mancanza di empatia , disimpegno morale nelle nuove generazioni di nativi digitali , possono rafforzare e prosperare determinati comportamenti e decidere chi deve o non deve superare la linea di confine ….altrimenti …. “ Il chiodo che sporge deve essere preso a martellate”.