Caserta, DISSESTO BIS: nel T.U.E.L. la possibilità del secondo dissesto non è previsto. Come fa il comune a dichiararlo?

CASERTA – Certo che questo non è proprio un bel momento quello che sta attraversando la Giunta Marino, non solo i problemi di rimpasto dove molti cittadini si domandano fino a che punto potrà durare questo passaggio di poltrone, ma poi c’è anche il problema del “dissesto bis” non contemplato dal Testo Unico Enti Locali. Tutti, politici e cittadini, stanno aspettando fin dove vuol spingersi la nomenclatura di Palazzo Castropignano. Ecco perché stamane una risposta la da l’ex sindaco Pio Del Gaudio con una pacata riflessione sulla sua gestione e su quella che ha intrapreso la Giunta Marino con un post su facebook.

“CARI AMICI,
ho visto con quanta attenzione state seguendo la vicenda del Bilancio Comunale della Città di Caserta.
Ho studiato con impegno gli atti e sono letteralmente scandalizzato dalla spregiudicatezza dell’Amministrazione che, prendendo in giro tutti, vuol far passare come un obbligo la dichiarazione del dissesto bis.

Ebbene il dissesto bis non esiste nel T.U.E.L. (Testo Unico Enti Locali).
E’ una invenzione dell’Amministrazione Marino che dall’inizio del proprio mandato ha avuto come unico obiettivo quello di pagare i creditori del comune non al 40%(come feci io rimettendoci anche 25.000 euro a titolo personale) ma al 60% a danno dei casertani .
Per questo non hanno mai chiuso il primo dissesto come per legge. Caso unico in Italia, a Caserta il dissesto dura da 7 anni.
Infatti, in questo caso, chiudendo il primo dissesto, i fornitori che non avrebbero accettato il 40% dei loro crediti (con decurtazione del 60%) avrebbero potuto solo fare causa al comune con il conseguente rischio di perdere tutto ed anche il 40% offerto.

In tal senso ,ricorderete, l’Amministrazione ha fatto di tutto nei numerosi viaggi romani negli anni, per farsi fare una norma ad hoc per arrivare al 60%. Non ci sono riusciti . Ed allora cosa fanno? Si fanno fare una relazione dei Revisori che invitano a dichiarare il secondo dissesto.
Poi scrivono al Ministero degli Interni dicendo che il secondo dissesto è inevitabile. Ma, il Ministero non ha risposto dicendo di dichiarare un nuovo dissesto, ma cita solo le norme e fa riferimento solo ad una eventuale azione dell’Ufficio Territoriale del Governo.
La Corte dei Conti, tra l’altro, nell’ultima sentenza contesta il riequilibrio votato dall’amministrazione Marino , ma non dice di dichiarare dissesto bis. dice solo di modificare il riequilibrio.

Domanda? Perchè non presentano un nuovo riequilibrio? Perché non chiudono il primo dissesto? Perché si inventano un nuovo dissesto bis non previsto da nessuna norma del T.U.E.L.?

RISPOSTA – Perchè solo con un nuovo dissesto si rimettono in gioco tutti i creditori dando agli stessi di nuovo la speranza di recuperare non il 40% ma il 60% del loro credito ovviamente a danno dei cittadini.
RIFLESSIONE – Andate a vedere chi sono i creditori dell’ente e capirete. Basta chiederlo alla O.S.L. (i Prefetti che governano le procedure del dissesto) partendo dalla delibera n.44 del 2014 che determina la massa passiva dell’ente e potrete notare che dei 137.000.000 milioni di euro di debiti del dissesto il 90% vengono dai lavori pubblici effettuauati negli anni dal 1997 al 2005.

in sostanza si dichiara un nuovo dissesto inventando bugie dicendo ai creditori, quelli ricchi ed influenti, troveremo la forma di darvi molto di più di quello che voleva darvi per legge (il 40%) Del Gaudio.
Nulla di illegale, tutto legittimo.
Ma perchè dire inesattezze ai cittadini? Ripeto, il dissesto bis non e’ previsto dalle norme. E’ inventato e non chiesto da nessuno (Corte dei Conti, Ministero Interni , Prefettura, ecc.) 
Il T.U.E.L. prevede un’unica procedura di dissesto quella dell’art. 244 che si applica solo come feci io, quando, a causa dei debiti, non si può garantire il pagamento dei servizi pubblici essenziali (stipendi, luce, gas) ed oggi la situazione non è questa, saremo l’unico comune d’Italia che, senza chiudere il primo dissesto, dichiara già il secondo, pazzesco.

Chiudano il primo dissesto e stop, solo cosi’ la citta’ riparte.

Il secondo dissesto è una tragica invenzione casertana per favorire pochi ricchi a danno di tutta la città quando ancora si deve approvare il consuntivo del 2016”.

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