Maddaloni, la musica bandistica nell’espressione del Maestro Antonio Pascarella e della sua famiglia

 Foto profilo di Antonio Pascarella

MADDALONI (Caserta) – I lettori de L’Eco di Caserta, così come quelli della collana “Chi è?” (vol. III, IV e V), edita dall’Associazione Dea Sport Onlus di Bellona, hanno avuto modo e piacere di iniziare a conoscere la storia musicale, ed ancor più quella bandistica maddalonese, attraverso i profili biografici dei Maestri Antonio Grauso[1], Giuseppe Renga[2], Stefano D’Angelo[3], Salvatore Silvestro[4], Luigi Pascarella[5] ed altri.

L’occasione del presente articolo è gradita per la presentazione della vita del Maestro Antonio Pascarella, che nasce a Maddaloni il 14 luglio 1925 dove muore il 18 giugno 1974, dai maddalonesi Luigi (2 gennaio 1896 – 17 aprile 1975) e Luisa Correra (24 maggio 1894 – 17 marzo 1975)[6].

Innanzitutto, va detto, così come si è avuto modo di anticipare in altre occasioni, che la Famiglia Pascarella è una storica famiglia di “Musicanti”. Infatti, nella città delle due torri erano conosciuti come “I Musicanti”, nomignolo dato alla madre Luisa Correra e che ancora tuttora è riservato nel quartiere alla moglie di Antonio, la signora Carmela Pascarella (Maddaloni 25 gennaio 1929).

Già il padre di Antonio, Luigi Pascarella, fu avviato al clarinetto prima dal Maestro Gaetano Barbato (Barbati c’è confusione sul cognome corretto nella messa a confronti di studi e citazioni), direttore della banda civica di Maddaloni verso la fine del ‘800 e la prima decade del 1900, poi dal Prof. Nicola Rotunno che successe al Maestro Barbati nella direzione della banda cittadina.

Delle vicende storico musicali maddalonesi leggiamo nella pubblicazione del compianto Francesco d’Orologio “Aspetti della Vita Amministrativa di Maddaloni Tratti dalle Delibere Comunali dal 1900 al 1950”, Maddaloni 2007. In questa di rilievo è il capitolo nono “Vigili urbani, Guardie campestri e Banda musicale”[7] ed ancora il Regolamento provvisorio per la Banda musicale (Approvato il 13 maggio 1899)[8], e quindi il Regolamento per la scuola musicale di Maddaloni e banda annessa (Approvato il 28 giugno 1915).

Un estratto importante dello studio di d’Orologio è quello della delibera del 27 aprile 1914 a pag.111:

“Il 27 aprile 1914 su proposta della Commissione della banda musicale il Consiglio comunale deliberò: Nominare Marco D’Angelo musicante effettivo con un assegno di 10 lire e inoltre di concedergli 50 lire per il servizio prestato gratuitamente durante l’anno. Aumentare l’assegno ai musicanti Filippo Abitabile da 20 a 25 lire, Giuseppe Murante da 15 a 20, Onofrio Marotta da 10 a 12, Luigi Pascarella da 3 a 10, Giuseppe Bassi da 4 a 8, Andrea Lettieri da 4 a 8, Pasquale Prudenzano da 3 a 7, Antonio de Cristofaro da 3 a 7, Michele Tramontano da 3 a 7, Michele Ignara da 3 a 6, Luigi Tramontano da 3 a 6 e Michele Papa (senza paga) 4 lire. Rimunerare il prof. Nicola Rotunno con la somma di 100 lire per le lezioni impartite agli allievi musicanti, rimborsare il prof. Giuseppe Rescigno la somma di 50 lire per l’acquisto di un trombone e pagare Vincenzo Barletta rappresentante delle ditte editrici Ricordi e Sansogno la somma di 100 lire per i diritti d’autori”.

Marce 1936 1

 

Marce 1936 2

Marce 1936 3

 

Tre immagini molto interessanti. La prima è il frontespizio di un libretto di marce del 1936 (anno XIV dell’era fascista), con a seguire due pagine contenute. A seguire, dunque, una marcia del Maestro Antonio Grauso “L’Africanina a Roma” che, sicuramente, dopo con la caduta del fascismo cambiò nome. Si ricorda che il fascismo diede moltissima importanza alla banda e molti compositori in quel periodo chiamarono le loro opere con nomi che, in maniera chiara o allusiva, richiamavano il regime: una su tutte la marcia di G. Orsomando che in origine si chiamava “Anima Fascista” diventata in seguito “Anima festosa”. Altra pagina storica è lo spartito del concerto per Clarinetto di R. CARAVAGLIOS, trascritta a Tripoli da Domenico SENNECA il 18 luglio 1940 (XVIII era fascista). Si approfitta per ricordare che Senneca, suonatore di Clarinetto e Sassofono, era un ottimo copista insieme Michele Delle Cave, suonatore di Sax Baritono, che è stato autore di alcune marce.


 

Circa questi molti di questi musicanti citati, ci confida il Maestro Luigi Pascarella figlio di Antonio, protagonista della nostra storia, li ha conosciuti personalmente perché erano ancora nella banda cittadina maddalonese negli anni ’50, il riferimento è a:

  • Marco d’Angelo, suonatore di Flicorno Basso e capostipite di una importante famiglia di musicanti. Marco è il padre del Maestro Stefano D’Angelo che ha diretto per tanti anni la Banda del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni e nonno di Antonio D’Angelo, D.S.G.A. del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni;
  • Giuseppe Murante, Suonatore di Sax Contralto. Giuseppe è il fratello di Michele Murante, detto il Lupo, cornettista solista di eccezionale fama e amico di tante avventure musicali insieme a Luigi Pascarella. Di Michele Murante si racconta che non ha voluto mai insegnare perché diceva che la sua arte non doveva essere trasmessa a nessuno e, infatti, dopo di lui a Maddaloni non c’è stato nessun cornettista – flicornino che nella banda ricopre il ruolo di prima donna in grado di emularlo. Figli di Giuseppe, nella Banda cittadina si segnalano Michele (Tromba) e Salvatore (Percussionista);
  • Michele Tramontano, suonatore di Sax Tenore.

Il Lugi Pascarella menzionato, che merita maggiore attenzione, è il padre di Antonio.

Ci perdonerà il lettore ma su Luigi Pascarella è doveroso fare una giusta parentesi di approfondimento.

Luigi Pascarella senior Banda Esercito 1915

Luigi Pascarella senior con la divisa militare della Banda dell’Esercito del 1915

Di esso sappiamo che nel 1915 entra a far parte della Banda dell’Esercito. Infatti, si nota in una testimonianza fotografica di quell’anno che nella divisa sul braccio destro è presente la Lira Musicale, che ancora oggi rappresenta l’appartenenza a bande musicali, civili o militari. Essendo specializzato, Luigi (“senior” potremmo dire, per distinguerlo dal nipote prof. Maestro Luigi Pascarella fondatore e direttore della Banda Sinfonica della Città di Maddaloni) raggiunge il grado di caporale, ricoperto allo scoppio della I guerra mondiale il 24 maggio di quello stesso anno. Va riferito che da testimonianze familiari e non sono è dato sapere che all’inizio la banda non veniva impiegata in azioni belliche ma solo di rappresentanza.

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portastrumenti di Luigi PASCARELLA  senior

Il portastrumenti di Luigi Pascarella senior e il clarinetto che conteneva. Si tratta del suo clarinetto sistema MULLER a 13 chiavi che uso fin dal 1914 e che lo ha accompagnato anche durante la Prima guerra mondiale.

 

 

 

Con la disfatta di Caporetto, il 24 ottobre 1917, tutti i militari verranno impegnati in prima linea e tra di essi anche i musicanti che non avevano avuto nessun formazione bellica. Anche Luigi, dunque, andò in prima linee, e poiché aveva il grado di caporale, come accennato, si trovò addirittura a comandare un plotone che di notte fece alcune sortite presso gli avamposti austriaci.

 

Luigi Pascarella senior con le due nipotine di nome  Luisa, una in braccio, e Luigi Pascarella junior.

 

 

Di quell’esperienza il nipote Luigi riferisce: “Mi raccontava mio nonno che tra i suoi uomini c’era un soldato molto esperto e veterano di tante battaglie che lo aiutò nel comando sostituendosi, col suo consenso, a lui che si intendeva di strumenti musicali e non di guerra. Alla fine fu insignito di una pergamena e di una medaglia a ricordo di quel sanguinoso conflitto. In seguito, negli anni ’60 gli fu conferita anche la croce d’oro, nominato Cavaliere di Vittorio Veneto e assegnato un piccolo vitalizio. Ricordo quando assistevo ai racconti bellici dei miei due nonni e alle loro dispute”. Ebbene il nostro Maestro Luigi (“junior” giusto per distinguerlo dal veterano del primo conflitto bellico mondiale), aggiunge al suo racconto di nonno Luigi quello dell’altro nonno, quello materno, Antonio Pascarella (il suocero del Maestro Antonio Pascarella protagonista della nostra storia), che “raccontava che lui aveva fatto veramente la guerra come conduttore di muli alle prime linee e, in particolare aveva partecipato alla presa di Monte Cucco presso Gorizia (X e XI battaglia dell’Isonzo, tra Maggio e Ottobre 1917), dove, colpito da una baionetta nella spalla, era rimasto ferito”.

Clarinetto Rampone e Cazzani di Milano

Clarinetto Rampone e Cazzani di Milano degli anni ’40 con il quale Antonio ha cominciato a suonare e che poi è passato al figlio Luigi.

Clarinetto Selmer Paris Clarinetto

Clarinetto Selmer Paris Clarinetto Matr. P9740 del 1954 Passato nel 1962 a Luigi.

Clarinetto Buffet
Clarinetto Buffet – Crampon Matr. F70587 del 1962 passato a Luigi nel 1975.

Ed ancora aggiunge che “il nonno paterno, Luigi, ribadiva che lui era stato comandante di plotone in gruppo di assalto (per pochi giorni come ho detto prima) e congedato col grado di Caporal Maggiore. L’onorificenza in un primo tempo fu conferita solo a Luigi, che si vantava che finalmente giustizia era fatta e Antonio raccontava bugie (la ferita se l’era procurata cadendo sulla sua baionetta. La disputa terminò solo quando l’onorificenza fu conferita anche a Antonio”.

Lasciando da parte le seppur interessanti vicende aneddotiche del padre e del suocero di Antonio Pascarella, va aggiunto, in relazione al padre Luigi che questi, alla fine della guerra era passato nella Banda dei Carabinieri di Roma. E vestiva la divisa di Carabiniere quando si innamorò di Luisa Correra, la sua futura moglie e madre dei suoi figli.

Va detto che la normativa in vigore al tempo prevedeva tante limitazioni e tra le altre non permetteva ai sottufficiali dei Carabinieri di sposarsi prima dei 9 anni di servizio, passata in seguito nel 1940 al limite dei 28 anni o nove anni di servizio, passato a 30 nel 1954, a 25 e 4 anni di servizio nel 1976, e, solamente nel 2010 è stata definitivamente abrogata.

cadenza della Sonnambula di Bellini

 

Spartito della cadenza della Sonnambula di Bellini nella composizione del famoso virtuoso clarinettista V. D’Elia. Si notano sotto alcune dediche: del 28/01/1957 al Prof. G. Imbriani; del 04/02/1957 al Vincenzo Renga, figlio di Giuseppe; in rosso la dedica ad Antonio Pascarella.

Per questo motivo si racconta che il fratello di Luisa, in quanto tutore perché orfana, ala richiesta della mano da parte di Luigi, si oppose dicendo che non si poteva aspettare ancora tanti anni.

Ma l’amore è troppo al punto tale, che ci racconta il nipote omonimo, che “il nonno si “spogliò” (licenziò) per essere libero di sposarsi”, scelta coraggiosa e fondata su di un sentimento sincero.

Il matrimonio tra Luigi “senior” e Luisa si celebrò il 15 settembre 1921 alle ore 7.30 de mattino a Campobasso, paese natale e dove viveva Luisa con il fratello, che si ricorda essere stato un ricco commerciante. Ricorrendo ancora agli aneddoti di Luigi “junior” scopriamo dalla sue parole che “mi raccontava mia nonna che per portare a Maddaloni il suo corredo affittarono una intera carrozza del treno”.

Dal matrimonio nacquero 4 figli. Il primo nato fu Domenico (Maddaloni 25 novembre 1922 – 7 marzo 1965) che aveva, come racconta Luigi Pascarella “junior” “una leggera disabilità soprattutto nel linguaggio che, a quei tempi non era recuperabile, ma manifestava una capacità ritmica eccezionale e accompagnava il padre ed il fratello nelle esibizioni della banda. Ricordo con piacere quando il 13 giugno, con la processione di S. Antonio che era l’unica a passare per via Sambuco, tuttora l’abitazione della famiglia Pascarella, con molta fierezza suonava la grancassa per farsi vedere dalla mamma che si affacciava al balcone per salutarlo”.

Domenico Pascarella fratello di Antonio

 

Domenico Pascarella

Dopo Domenico abbiamo Antonio, secondogenito, e quindi Angela (Maddaloni 11 giugno 1928 – Termoli (CB) 10 aprile 1970), sposata con Francesco Cioffi e trasferitasi a Termoli (CB) negli anni ’60.

Angela Pascarella sorella di Antonio

 

Angela Pascarella

Quarto fratello di Antonio è Vincenzo (Maddaloni 24 aprile 1932 – Borgaro Torinese (TO) 29 marzo 2016).

Circa Vincenzo, ricorda Luigi “junior” “all’inizio cominciò a studiare il clarinetto e mia nonna diceva che ogni volta che prendeva lo strumento suonava una canzone allora in voga, “La figlia di Pepe”, per attirare l’attenzione di una ragazza del quartiere che si chiamava appunto Pepe. Poiché non era molto attirato dal clarinetto al quale il padre e il fratello maggiore volevano avviarlo, in seguito divenne percussionista e suonò nella banda cittadina ed in quelle limitrofe. Nel 1970 si trasferì a Borgaro Torinese dove entrò a far parte della banda cittadina ed ha suonato fino a poco prima della scomparsa avvenuta nel 2016 e fondò l’associazione «Amici campani»”.

Foto di gruppo storiche n 1

 

Foto di gruppo storiche n 2

Foto di gruppo storiche n 3

 

Nelle tre foto appena offerte vi è un pezzo della storia della banda di Maddaloni.

Nella prima riconosciamo in piedi Salvatore Murante (percussionista), col Clarinetto Michele Ventrone da Montedecore (Clarinetto), e a destra Vincenzo Pascarella giovanissimo; accosciato a sinistra Giacomo Silvestri (Trombone basso) mentre gli altri al momento sfuggono all’identificazione.

Nella seconda foto: da sinistra e dietro Vincenzo Pascarella coi piatti, alla sua destra il fratello Domenico, sempre dietro Marco d’Angelo col Basso; nella fila davanti e da sinistra Antonio De Simini con l’Eufonio, Salvatore Murante con la cassa, il giovane Marco d’Angelo col rullante a fianco del padre Pasquale d’Angelo con l’Eufonio; nella fila precedente con le trombe Michele Murante e Pasquale Armenia con la tromba; in prima fila, nascosto da uno spettatore c’è il giovane Luigi Pascarella “junior” di circa 12 anni di cui si vede solo il clarinetto; il vecchietto con l’ombrello è Antonio Pascarella (padre di Carmela, suocero di Antonio e padre di Luigi “junior”) mentre proprio dietro di lui c’è Michele “Perettiello” che, oggi come allora ha sempre accompagnato le bande nelle processioni e nelle sfilate.

Nella terza foto vediamo Vincenzo Pascarella, che, ottantenne e non più autonomo, suona il rullante accompagnato sulla sedia a rotelle.

 

 

Torniamo dunque alla storia di Luigi Pascarella “senior” il quale dopo il matrimonio, inizia la professione libera che in quei tempi era abbastanza dura e stagionale, perché gran parte degli impegni erano concentrati tra Pasqua e i primi di Ottobre. Per questo motivo, va aggiunto, che tutti i musicanti svolgevano un’altra attività durante i mesi invernali.

Circa questa esigenza così ci racconta Luigi “junior” del nonno omonimo: “mio nonno fu abbastanza fortunato, perché d’inverno lavorava al cinema a fare i commenti musicali ai film che allora erano muti. Cercò di avviare una attività di commercio, aiutato dal cognato, ma la vita del commerciante non era fatta per lui, solo musica ed è in questi anni che, insieme a Michele Murante, il Lupo, gira con moltissime bande per i paesini della Campania”. Aggiunge, poi, Luigi “junior”: “i trasporti erano difficilissimi, in quando le strade inesistenti e il carretto, oppure il treno nel migliore dei casi, permetteva loro di spostarsi. Ricordo anch’io, negli anni ’50, ragazzino, che si andava a Cervino a piedi attraversando Via Cupa (dove è oggi il Pedagogico) e continuando per la montagna, attraverso il Grado (Villa Tixon) e la contrada Vittoria di Cervino, per andare a suonare con la banda a un funerale. Mi raccontava mio nonno che insieme al “Lupo”, avendo avuto chiamate da molte bande, a Pasqua, quando si partiva per la prima festa, mettevano in un cappello tutte le località dove erano stati invitati e estraevano a sorte la destinazione. Fino al secondo conflitto la vita anche se dura scorreva bene ma gli anni della guerra furono difficili per tutti come anche la ripresa”. Continua ancora Luigi “junior”, a seguire: “mio nonno si dedicò solo alla banda cittadina perché, nel frattempo, era stato assunto come maschera presso il Cinema Alambra di Maddaloni. Verso il 1954 entro nella Esattoria Comunale di Maddaloni dove rimase fino alla pensione nel 1962 circa. In questi anni lo andavo ad aiutare a mettere a posto, in ordine alfabetico, le Cartelle per le tasse comunali”.

Diploma cavaliere Luigi Pascarella senior

Intanto Luigi “senior” continuava l’attività nella banda di Maddaloni nel tempo libero e nel 1965 andò, insieme al nipote Luigi “junior” nella banda lirico sinfonica di San Felice a Cancello diretta dal Maestro Nicola Simonelli di Aversa, conosciutissimo in Sicilia dove ha diretto fino alla fine degli anni ’80 molte bande e composto bellissime marce e poemi sinfonici. Dal 1966 fino al 1972 è stato con la banda di Macerata Campania (CE) di cui il figlio Antonio, protagonista della nostra storia, è capobanda.

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Questa foto è bellissima perché si vedono tre generazioni di Pascarella. La foto è stata scattata nel luglio del 1972 nella Piazza antistante la Chiesa di San Andrea a Puccianiello (CE) per la festa di S. Maria la Bruna che si celebra di solito per il 20 Luglio. In prima fila (il terzo da destra) vediamo Antonio Pascarella, in seconda fila, dietro di lui a destra, suo padre Luigi e, in terza fila, si vede solo la testa tra i due, con gli occhiali, il figlio di Antonio e nipote di Luigi “senior” il giovane Luigi “junior” Pascarella. In questa foto ci possono individuare anche: il primo a sinistra, Antonio Carluccio, scomparso da qualche anno, in seguito 1° piccolo Mib della Banda dell’Esercito di Roma; il primo a destra, Michele Carluccio, il padre e nonno della Prof.ssa di Flauto Michelina Carfora. Si intravede anche in fondo a sinistra col rullante Vincenzo Pascarella.

 

Pur continuando occasionalmente nell’arte bandistica, Luigi “senior” dopo questa esperienza non segue il figlio Antonio e il nipote Luigi “junior” per il primo anno a Casale di Carinola nel 1973, per sopraggiunti limiti di età. Il problema che lo vede “frenare” il suo desiderio di suonare è soprattutto legato i denti che sono completamente caduti e, non volendo usare la dentiera che a quei tempi non era molto stabile non poteva continuare. Va detto che negli ultimi anni ricopriva le gengive completamente sprovviste di denti con dei pezzi di cartone che doveva sostituire più volte nel corso delle suonate perché si inumidivano e si scioglievano.

 

Il Maestro Antonio Pascarella con i figlio Luisa e Luigi a Pompei.

 

Va detto comunque che l’anno nero della famiglia Pascarella fu il 1974, quando a giugno scomparve il figlio Maestro Antonio, nostro protagonista, per una grave malattia.

 

Antonio Pascarella con i primi deu figli ed una nipotina  sulla collina di San Michele a Maddaloni.

 

ANtonio Pascarella in clima natalizio a casa in occasione della Befana con mamma Luisa, moglie e figli e la cognata  zia Rosa (sorella della moglie).

 

 

I poveri vecchietti non riuscirono a superare la dipartita del terzo figlio per malattia, quello che per loro era stato in un certo qual modo il “primogenito”, quello che abitava con loro e li aiutava in tutte le loro esigenze. Dopo nove mesi scompare il 17 marzo 1975 la mamma Luisa e dopo un mese il 17 aprile 1975 anche Luigi “senior”, che intanto nel 1971 era stato nominato Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto, prostrato dal dolore per la perdita della compagna di tutta una vita.

Luigi Pascarella senior ultimi anniLuisa correra ultima anni di vita

 

Luigi Pascarella snior e Luisa Correra negli ultimi anni di vita

Carta di identità di Luigi senior del 1944

Carta d’Identità di Luigi Pascarella senior del 1944

Dopo la panoramica introduttiva e la doverosa integrazione sulla figura di Luigi Pascarella “senior”, capostipite dei “musicanti” è giunto finalmente il momento di approfondire le vicende storiche biografiche del Maestro Antonio Pascarella.

Innanzitutto dobbiamo riferire che Antonio che apprende i primi rudimenti di musica dal padre e poi dal Maestro Antonio Grauso. Contemporaneamente va “al masto”, apprendistato, di sarto dal compare Saladino, noto sarto che aveva la sua bottega nell’angolo di Via G. Marconi dove ora è il negozio di “Abbigliamento Pascarella” ed alcune testimonianze del 1945 lo ritraggono con alcuni compagni di sartoria passeggiare sul Corso cittadino di Maddaloni.

Antonio Pascarella sul Corso I ottobre 1945 con amico della sartoriaAntonio Pascarella sul Corso I ottobre 1945 con amico della sartoria1

Nel 1947 troviamo Antonio partire per il servizio militare e andare a Montorio Veronese C.A.R. presso un battaglione di fanteria.

Antonio Pascarella servizio di leva1Antonio Pascarella servizio di leva

 

Antonio Pascarella servizio di leva2Antonio Pascarella servizio di leva3

Antonio Pascarella servizio di leva4 venezia

Documenti fotografici di quel periodo lo presentano sia con i commilitoni al C.A.R. di Montorio, che con un amico a Venezia, ed ancora in Alto Adige a Monguelfo con i vari gruppi, bandistici e di musica leggera durante il servizio militare che, a quei tempi durava 18 mesi.

Banda Antonio Pascarella servizio di leva

Banda 1 Antonio Pascarella servizio di levaBanda 2 Antonio Pascarella servizio di leva 

Bande Musicali con Antonio Pascarella nel corso del Servizio di Leva

Da lì a qualche anno lo vediamo impegnato nelle bande fuori città. La prima Banda a cui ha preso parte è stata quella di Lanciano nel 1949 e nel 1950, poi, a seguire, è stato scritturato da Pratola Serra (AV), Squinzano (LE), Montefalcione (AV).

Banda Lanciano con Antonio Pascarella

 

Banda di Lanciano con Antonio Pascarella

Per la cronaca nella Banda di Lanciano era con Salvatore Silvestro e con il padre Giacomo, sotto la direzione del Maestro Alise, poi Falcicchio, Abbate, Centofanti.

In questo periodo Antonio si sposa con Carmela Pascarella (nonostante il cognome simile non c’è legame di parentela) il giorno 8 dicembre 1951 e dalla loro unione nasceranno Luigi (26 novembre 1952), Luisa (24 settembre 1954), Domenica (24 ottobre 1965) e Vincenzo (2 dicembre 1969).

Pascarella matrimonio 8 dicembre 1951

 

 

In questa foto del matrimonio dietro gli sposi da sinistra in piedi vi sono i testimoni: Salvatore Otranto e la moglie Maria Pascarella, sorella della sposa e davanti a loro Annamaria, Angela e Vincenzo Pascarella, sorelle e fratello dello sposo. La bambina che tiene Vincenzo è Caterina, “commarella” di Angela, che frequentava la casa dello sposo.

 

Antonio Pascarella dal 1954 al 1960 è con la Banda di Sturno (Av) diretta dal Maestro Francesco Aufiero che per tutti gli anni ’50 ha conteso alle bande pugliesi la supremazia delle bande di giro. A Sturno strinse amicizie importanti e in particolare un documento storico fotografico del 30 ottobre 1960, scattato a Sturno, lo vede con il capobanda storico Giuseppe Stanco, in occasionedel Battesimo della figlia di cui Antonio fa il padrino. Nella stessa fotografia si vedono da sinistra i figli di Stanco e a destra Luigi Pascarella “junior”.

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Antonio Pascarella a Sturno strinse amicizie importanti e in particolare lo vediamo in questa foto del 30/10/1960 scattata a Sturno con il capobanda storico Giuseppe Stanco. L’occasione è il Battesimo della figlia di cui Antonio fa il padrino. I piccoli: da sinistra i figli di Stanco e a destra Luigi Pascarella.

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Banda di Sturno duranta una pausa pranza in una località marittima.

 


Per la cronaca va detto che la Banda di Sturno lavorava moltissimo e tra i bandisti si raccontava questo aneddoto, offertoci da Luigi Pascarella “junior”: “muore un musicante della banda di Sturno e San Pietro lo mette in Paradiso. Dopo un po’ gli domanda come si trovasse e lui risponde bene. Lo sposta in Purgatorio e alla stessa domanda risponde come prima. Passato nell’Inferno succede la stessa scena.

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La foto ripropone la Banda di Sturno il giorno 5 giugno 1958. Antonio Pascarella è sul lato destro ed è quello con gli occhiali da sole che guarda verso il fotografo, ovvero il primo con la divisa a destra. Il capobanda Giuseppe Stanco è il terzo da destra in fila con Antonio Pascarella leggermente indietro, che nella foto è all’estrema sinistra. L’evento si teneva a Sturno.

 

Al che San Pietro gli domanda in vita quale attività avesse svolto e lui risponde che aveva fatto il musicante nella banda di Sturno. Ho trovato, infatti, alcune agende su cui mio padre annotava le località in cui si esibivano e si nota che dalla Sicilia si spostavano in Abruzzo con un solo giorno di riposo. Quel giorno era dedicato al viaggio: gli spostamenti erano in pullman, senza autostrada e per fare quel percorso di 700 Km. Ci volevano circa 24 ore di viaggio. Era una delle poche bande che, poiché aveva un giro lavorativo molto esteso, faceva questi viaggi: un vero Inferno”.

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cartolina due frontecartolina due retro

Cartolina tre frontecartolina tre retro

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Carteggio tra Antonio Pascarella e alcune Bande per l’organizzazione della stagione bandistica.

 

La Banda di “giro” è una formazione composta da strumenti a fiato e percussioni che in Italia meridionale hanno avuto una importanza basilare nella diffusione della musica e nella economia dei musicanti. Circa la stessa accogliamo con piacere la descrizione che ne offre Luigi Pascarella “junior”, il figlio del Maestro Antonio: “Dopo un periodo di prove che durava anche qualche mese, il lunedì in Albis si usciva per la “prima” e fino agli inizi di ottobre si girava ininterrottamente per i vari paesini della Campania e delle regioni limitrofe. Per tutto questo periodo non si rientrava mai a casa, tranne quando si suonava in un paesino vicino e gli spostamenti avvenivano prima con carrette e dal dopoguerra in pullman. Durante le loro esibizioni venivano eseguiti brani sinfonici e arie da opere rendendo un servizio utilissimo nella diffusione della musica che veniva portata in ogni paesino, in ogni contrada. Nella banda vi erano i primi strumenti, cioè i cosiddetti solisti: il flicornino (la prima donna), il flicorno tenore (la prima voce maschile), il Flicorno Baritono o Bombardino (una voce maschile grave), il clarinetto solista (l’equivalente del primo Violino). Essi erano considerati dei veri e propri artisti e venivano contesi dalle primarie bande che volevano fregiarsi dei nomi più prestigiosi. Oltre ad una paga importante a loro toccava anche il “letto”, il “vitto” e i primi posti nel pullman. Infatti, quando rimanevano per più di un giorno in un paese, mentre il resto della banda dormiva in brande da campeggio nelle scuole o altri locali messi a loro disposizione, a loro toccava il letto in Albergo o, in mancanza di strutture, in una abitazione privata. Per i bandisti il pranzo veniva preparato da alcuni colleghi in cucine da campo che portavano al seguito, mentre i solisti mangiavano al ristorante o ospitati dal Presidente della Commissione della Festa. Per avere un’idea delle paghe, mio padre nel 1964, percepiva una paga di £ 250.000 mensili. Anche se lo stipendio era per sei mesi all’anno, un operaio, nello stesso l’anno guadagnava non più di £ 50.000 mensili. Il flicornino, il più pagato anche oggi, arrivava anche a £ 500.000, mentre per la “bassa banda” lo stipendio era di circa £ 100.000”.

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Dietro uno spartito Antonio appunto gli eventi musicali a mo’ di agenda ed oggi si ripropone per la ricostruzione storica .

Lo stessi Luigi “junior” continua dicendo che “in quegli anni il lavoro del musicante di banda di giro, anche se ben retribuito, è molto faticoso: il musicante parte da casa a Pasqua per raggiungere la località dove vi è il primo spettacolo e vi ritorna solo agli inizi di ottobre. In questi 6 mesi si sposta di paese in paese affrontando viaggi notturni per raggiungere località distanti varie centinaia di km, con le strade e i mezzi di una volta, per poter arrivare alle 8 di mattina e iniziare la giornata di lavoro. Ricordo che, piccolo, mia madre portava me e mia sorella nel cuore della notte in Via SS Appia dove adesso è il ristorante la “Ruota” e che negli anni 50-60 ospitava un bar notturno. La variante non era stata ancora costruita e da lì passava tutto il traffico proveniente dal Molise e dalla Puglia e diretto a Nord. Mio padre ci aveva avvisati che sarebbe passato col pullman a un certo orario della notte: il cambio di vestiario, un fugace abbraccio e poi ad aspettare la fine dell’estate o un altro passaggio notturno.

Telegramma per la moglie

 

Telegramma di Antonio Pascarella alla moglie.

Nel 1962 e 1963 con Acquaviva delle Fonti (BA) e la foto successiva sul palco è appunto con questa banda. Il palco, in pietra, è quello che si trova nella piazza di Acquaviva, costruito nel 1930 e sotto alla data di costruzione vi è la seguente iscrizione: Laetare et disce. E’ stata per me una grande emozione suonare, anni dopo, su quel palco che ha visto tanti eccellenti maestri e musicisti. L’ultimo anno di bande di giro con Gioia del Colle (BA) è stato nel 1964, come appare da questo certificato di cessazione dell’attività artistica che permetteva di attingere al fondo di disoccupazione”.

Banda di giro con Antonio Pascarella

Banda di Giro Gioia del Colle

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Certificato di disoccupazione di Antonio Pascarella

Come accennato, in relazione a Luigi “senior”, durante i mesi invernali il musicante non lavorava oppure, saltuariamente, faceva una altro lavoro artigianale. Antonio Pascarella d’inverno faceva il sarto aiutando il fratello che aveva appunto una bottega. Nell’inverno del 1964 insieme al fratello Vincenzo va a lavorare in una sartoria industriale a Napoli che si chiamava MAVIN.

Dal 1965 al 1971 è con la Banda di Macerata Campania di cui il Antonio è capo-banda mentre il direttore è il Maestro Giuseppe Renga.

Battesimo Domenica Pascarella 1965

Ed il legame con tra il Maestro Antonio Pascarella ed il Maestro Giuseppe Renga è forte ed a dimostrarlo vi è un contributo fotografico di poco successivo all’ottobre 1965 allorquando nasce Domenica Pascarella. La foto, che si propone sopra,  riprende il giorno del suo battesimo e vede da sinistra Domenico Senneca (clarinettista), Antonio Pascarella, Luigi Renga (padrino), Carmela Pollastro (madrina) con la piccola Domenica, il Maestro Giuseppe Renga, ed il cav. Giuseppe Bove (trombonista e amministratore della banda di Macerata Campania) accosciato è Raffaele Carluccio (clarinettista poi nella Banda dell’Esercito).

Dal 1972 al 1974, Antonio Pascarella è con la Banda di (Casale) Carinola sempre diretta dal Maestro Giuseppe RENGA.

Manifesto Banda Casale

 

manifesto banda Macerata

Antonio Pascarella, in quegli anni, insieme a Giuseppe Renga, con la Banda di Macerata Campania e Casale di Carinola, portarono in giro una formazione lirico-sinfonica dove, al posto del solisti vi erano i cantanti che interpretavano le Arie più famose tratte dal repertorio operistico italiano e internazionale.

Nell’archivio della famiglia Pascarella, per gentile concessione del prof. Maestro Luigi Pascarella, “junior”, abbiamo riscontrato due documenti di nostro interesse.

Documento 1971 Antonio Pascarella

Uno è del 1971, e nello stesso si evidenzia che per meriti artistici, Antonio Pascarella è stato autorizzato a svolgere la professione di “Maestro direttore di Banda”. Con questo titolo richiese di essere inserito nella graduatoria per l’insegnamento nelle scuole popolari per l’indirizzo bandistico cosa che avvenne l’anno successivo: e quindi ebbe l’incarico presso la Scuola Elementare Lambruschini di Maddaloni per il 72, 73 e 74.

Secondo Documento 1973 Antonio Pascarella

Un secondo documento, presumibilmente del 1973, è la bozza della domanda probabilmente per la conferma dell’incarico per l’anno scolastico 1973/74. La fatale morte del 1974 gli troncò la carriera scolastica, purtroppo.

Circa la sua esperienza di insegnamento va ricorda che prima dell’istituzione della Scuola Media Unificata, avvenuta nel 62, per insegnare nella scuola i titoli ammessi erano solo il Diploma in Canto e quello in Pianoforte. Il Diploma di Clarinetto non aveva nessuna utilità: per suonare era sufficiente saper suonare. Per questo motivo nessuno dei Musicanti che svolgeva attività professionale aveva titoli conseguiti al Conservatorio. Quando si aprì la possibilità di insegnare anche nella Scuola Media, ognuno, privatamente cominciò a prepararsi per entrare in possesso del titolo. Anche Antonio Pascarella, cominciò a dare Esami al Conservatorio sotto la guida del Maestro Giuseppe Saccone conseguì: Licenza di Solfeggio, Compimento Inferiore, Armonia, Storia della Musica. Per il conseguimento del Diploma mancava solo l’ultimo esame, ma la malattia era in agguato: una epatite vecchia non curata bene lo portò ad una brutta malattia che richiese un intervento molto complicato. Non si riprese e un mese dopo l’operazione venne a mancare il 18 giugno 1974 lasciando i genitori, la moglie e i figli senza la sua guida e sostegno: Luigi “junior” aveva 22 anni ed era ancora studente, Luisa 20, Domenica 9 e Enzo nemmeno 5 anni. Cosa successe nella famiglia di Antonio Pascarella lo abbiamo visto proprio raccontando la prima parte della storia biografica del prof. Maestro Luigi Pascarella, “junior”[9].

 


[1] Michele Schioppa, “Maddaloni, ricordo della belle époque della banda cittadina con il Maestro Antonio Grauso” in L’Eco di Caserta del 25 ottobre 2016.

[2] Michele Schioppa, “Maddaloni, la storia del Maestro Giuseppe Renga nello studio di Pascarella” in L’Eco di Caserta del 2 maggio 2016. Nell’articolo ci sono riferimenti al Maestro Antonio Pascarella.

[3] Michele Schioppa, “Maddaloni, il Maestro Stefano D’Angelo Direttore della Banda della Marina e del Villaggio” in L’Eco di Caserta del 21 aprile 2016.

[4] Michele Schioppa, “Maddaloni, il Maestro Salvatore Silvestro… guida ed esempio di musicanti maddalonesi” in L’Eco di Caserta del 21 aprile 2016.

[5] Michele Schioppa, “Maddaloni, la tradizione musicale bandistica rivive nel Maestro Luigi (Giggino) Pascarella” in L’Eco di Caserta del 25 aprile 2016

[6] La conoscenza che ho fatto in questi mesi di preparazione del presente contributo biografico della figura del Maestro Antonio Pascarella è stata possibile grazie alla disponibilità della famiglia ed in particolare del figlio Maestro Luigi sempre disponibile a cercare e fornirmi dati biografici necessari al fine di offrire un quadro quanto più possibile completo dell’argomento trattato.

[7] Alle pagine 155 e 156 leggiamo: “Nel clima della nuova Italia, a Maddaloni, vi fu un rifiorire di molteplici attività artistico-culturali. Il Comune nel 1885 stipendiava il maestro Luigi Picillo per una scuola preparatoria musicale, fin dal 12 dicembre 1869 erano stati acquistati gli strumenti musicali su suggerimento del maestro Carlo Troise; al maestro Gaetano Barbati, forte degli insegnamenti di Giuseppe Dell’Orefice, era, invece, riservata la direzione della banda musicale. Ogni domenica mattina, nella buona stagione, la banda di Maddaloni si esibiva in piazza, sotto la bacchetta del maestro Barbati e per i Maddalonesi, riuniti al Bar Casina nella stessa piazza, erano argomento di conversazione le esecuzioni delle sinfonie di Verdi, Mercadante, di qualche marcia del professore di tromba Porcedda o anche dei pezzi dello stesso maestro Barbati, conosciuto da tutti anche come ottimo compositore. Il suo inno “Te splendor et virtus Patris” in onore di S. Michele, con le parole del sacerdote Francesco Lombardi, le sue sinfonie e soprattutto la sua messa di gloria a grande orchestra avevano ricevuto lusinghieri apprezzamenti dalla stampa: ne avevano parlato positivamente la “Beituccia” e il “Campania di mezzodì”. Il giornale “La provincia” aveva scritto: “La musica è riuscitissima” e la “Discussione” faceva eco aggiungendo che “il maestro Barbati ha superato se stesso… ha evitato lo scoglio dell’imitazione”.

Il lunedì 4 maggio 1885 ebbe luogo la più grande manifestazione canoro-concertistica della storia di Maddaloni. Il maestro Barbati convocò nella chiesa del Corpo di Cristo 80 professori di musica per l’esecuzione di una sua messa solenne formata da un inno e sette parti. Già il 30 aprile precedente circolava per Maddaloni un opuscolo ove il Barbati faceva la cronistoria della sua opera con la dedica: “Ai miei diletti concittadini”. Il programma prevedeva l’intervento dei tenori Del Giudice, Belfiore e Criserà, dei baritoni Nobiglione e Bono e soprattutto gli a solo del violoncello Giannini e dell’arpa Sodero. Il successo fu strepitoso, il coro finale del Credo toccò punte di rara emozione. La replica fu effettuata dopo nove anni, alle ore 10 del 29 settembre 1894, nella stessa chiesa del Corpus Domini, quando fu anche eseguito dalla banda cittadina, per musica e direzione del maestro Barbati, l’inno a S. Michele, su testo della maddalonese Evelina Palmieri”.

[8] Ecco il “Regolamento provvisorio per la Banda musicale (Approvato il 13 maggio 1899)”, pagg. 266-267: “Il Presidente propose che la banda suoni soltanto nella Piazza Unione ed ai due punti cioè, angolo dell’Annunziata, e presso il Municipio, indicati, suonandosi, cioè, una volta presso l’Annunziata ed un’altra presso il Municipio, e che si smetta dal suonare al Trivio, perché non essendovi piazza, gli agricoltori che tornano dalle loro faccende di campagna, sono impediti nel transito e costretti a girare per altra via con grave incomodo personale e ritardi nelle proprie faccende. Il Consigliere Brancaccio intervenendo vorrebbe che venisse conservato questo terzo posto del concerto. Messa a votazione per alzata e seduta, viene approvata la proposta del 267 Presidente, contro il solo voto contrario del Consigliere Brancaccio. – Dopo altri emendamenti , il Regolamento con le modifiche viene approvato ad unanimità. “La Banda è tenuta a prestare due servizi la settimana, cioè: nel giovedì e domenica, nelle ore che il Sindaco di accordo con la Commissione stabilirà, suonando nei dì festivi una volta all’Annunziata e una volta presso il Municipio. Nei giorni di lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, si terrà concerto dalle ore 8 alle 10, il maestro ha facoltà di protrarre il tempo indicato ed ordinare prove pomeridiane nei giorni di martedì e giovedì, qualora fosse necessario. La Banda ha l’obbligo di presentarsi a qualunque servizio ordinato dal Municipio. Si conceda alla Banda di recarsi fuori Maddaloni cinque volte nei giorni festivi, e via eccezionale si concederebbe di recarsi fuori Maddaloni il giovedì con l’obbligo di anticipare o posticipare il servizio. In città la Banda invitata ai funerali dovrà essere così retribuita, al maestro £. 5, al sottocapo una paga e mezzo, £. 2 a ciascuno musicante e £. 1,50 al bidello. Per i servizi ecclesiastici in Città sarà retribuita nel modo seguente: “Per una processione e sei sonate £. 50, se vi si aggiunge una questua altre £. 30, per tutta la giornata poi £. 80”.

[9] Michele Schioppa, “Maddaloni, la tradizione musicale bandistica rivive nel Maestro Luigi (Giggino) Pascarella” in L’Eco di Caserta del 25 aprile 2016.