MADDALONI (Caserta) – I lettori de L’Eco di Caserta, così come quelli della collana “Chi è?” (vol. III, IV e V) edita dall’Associazione Dea Sport Onlus di Bellona, hanno avuto modo e piacere di iniziare a conoscere la storia musicale ed ancor più quella bandistica maddalonese attraverso i profili biografici dei Maestri Antonio Grauso[1], Giuseppe Renga[2], Stefano D’Angelo[3], Salvatore Silvestro[4], Luigi Pascarella[5] ed altri.
L’occasione presente è gradita per la presentazione della vita del Maestro Antonio Pascarella che nasce a Maddaloni il 14 luglio 1925 ed ivi Nasce al Cielo il 18 giugno 1974, dai maddalonesi Luigi (2 gennaio 1896 – 17 aprile 1975) e Luisa Correra (24 maggio 1894 – 17 marzo 1975)[6].
Innanzitutto va detto, così come si è avuto modo di anticipare in altre occasioni, che la Famiglia Pascarella è una famiglia di “Musicanti”, storica di Maddaloni. Infatti, nella città delle due torri erano conosciuti come “I Musicanti”, nomignolo dato alla madre Luisa Correra e che ancora tuttora è riservato nel quartiere alla moglie di Antonio, la signora Carmela Pascarella (Maddaloni 25 gennaio 1929).
Già il padre di Antonio, Luigi Pascarella, fu avviato al clarinetto prima dal Maestro Gaetano Barbato (Barbati c’è confusione sul cognome corretto nella messa a confronti di studi e citazioni), direttore della banda civica di Maddaloni verso la fine del ‘800 e la prima decade del 1900, poi dal Prof. Nicola Rotunno che successe al Maestro Barbati nella direzione della banda cittadina.
Queste notizie le troviamo nella pubblicazione del compianto Francesco d’Orologio “Aspetti della Vita Amministrativa di Maddaloni Tratti dalle Delibere Comunali dal 1900 al 1950”, Maddaloni 2007. In questa di rilievo è il capitolo nono “Vigili urbani, Guardie campestri e Banda musicale”[7]ed ancora il Regolamento provvisorio per la Banda musicale (Approvato il 13 maggio 1899)[8], e quindi il Regolamento per la scuola musicale di Maddaloni e banda annessa (Approvato il 28 giugno 1915).
Un estratto importante dello studio di d’Orologio è quello della delibera del 27 aprile 1914 a pag.111:
“Il 27 aprile 1914 su proposta della Commissione della banda musicale il Consiglio comunale deliberò: Nominare Marco D’Angelo musicante effettivo con un assegno di 10 lire e inoltre di concedergli 50 lire per il servizio prestato gratuitamente durante l’anno. Aumentare l’assegno ai musicanti Filippo Abitabile da 20 a 25 lire, Giuseppe Murante da 15 a 20, Onofrio Marotta da 10 a 12, Luigi Pascarella da 3 a 10, Giuseppe Bassi da 4 a 8, Andrea Lettieri da 4 a 8, Pasquale Prudenzano da 3 a 7, Antonio de Cristofaro da 3 a 7, Michele Tramontano da 3 a 7, Michele Ignara da 3 a 6, Luigi Tramontano da 3 a 6 e Michele Papa (senza paga) 4 lire. Rimunerare il prof. Nicola Rotunno con la somma di 100 lire per le lezioni impartite agli allievi musicanti, rimborsare il prof. Giuseppe Rescigno la somma di 50 lire per l’acquisto di un trombone e pagare Vincenzo Barletta rappresentante delle ditte editrici Ricordi e Sansogno la somma di 100 lire per i diritti d’autori”.
Circa questi molti di questi musicanti citati, ci confida il Maestro Luigi Pascarella figlio di Antonio, protagonista della nostra storia, li ha conosciuti personalmente perché erano ancora nella banda cittadina maddalonese negli anni ’50, il riferimento è a:
- Marco d’Angelo, suonatore di Flicorno Basso e capostipite di una importante famiglia di musicanti. Marco è il padre del Maestro Stefano D’Angelo che ha diretto per tanti anni la Banda del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni e nonno di Antonio D’Angelo, D.S.G.A. del Convitto Nazionale Statale “Giordano Bruno” di Maddaloni;
- Giuseppe Murante, Suonatore di Sax Contralto. Giuseppe è il fratello di Michele Murante, detto il Lupo, cornettista solista di eccezionale fama e amico di tante avventure musicali insieme a Luigi Pascarella. Di Michele Murante si racconta che non ha voluto mai insegnare perché diceva che la sua arte non doveva essere trasmessa a nessuno e, infatti, dopo di lui a Maddaloni non c’è stato nessun cornettista – flicornino che nella banda ricopre il ruolo di prima donna in grado di emularlo. Figli di Giuseppe, nella Banda cittadina si segnalano Michele (Tromba) e Salvatore (Percussionista);
- Michele Tramontano, suonatore di Sax Tenore.
Il Lugi Pascarella menzionato, che merita maggiore attenzione, è il padre di Antonio.
Ci perdonerà il lettore ma su Luigi Pascarella è doveroso fare una giusta parentesi di approfondimento. Di esso sappiamo che nel 1915 entra a far parte della Banda dell’Esercito. Infatti, si nota in una testimonianza fotografica di quell’anno che nella divisa sul braccio destro è presente la Lira Musicale, che ancora oggi rappresenta l’appartenenza a bande musicali, civili o militari. Essendo specializzato, Luigi (“senior” potremmo dire, per distinguerlo dal nipote prof. Maestro Luigi Pascarella fondatore e direttore della Banda Sinfonica della Città di Maddaloni) raggiunge il grado di caporale, ricoperto allo scoppio della I guerra mondiale il 24 maggio di quello stesso anno. Va riferito che da testimonianze familiari e non sono è dato sapere che all’inizio la banda non veniva impiegata in azioni belliche ma solo di rappresentanza. Con la disfatta di Caporetto, il 24 ottobre 1917, tutti i militari verranno impegnati in prima linea e tra di essi anche i musicanti che non avevano avuto nessun formazione bellica. Anche Luigi, dunque, andò in prima linee, e poiché aveva il grado di caporale, come accennato, si trovò addirittura a comandare un plotone che di notte fece alcune sortite presso gli avamposti austriaci.
Di quell’esperienza il nipote Luigi riferisce: “Mi raccontava mio nonno che tra i suoi uomini c’era un soldato molto esperto e veterano di tante battaglie che lo aiutò nel comando sostituendosi, col suo consenso, a lui che si intendeva di strumenti musicali e non di guerra. Alla fine fu insignito di una pergamena e di una medaglia a ricordo di quel sanguinoso conflitto. In seguito, negli anni ’60 gli fu conferita anche la croce d’oro, nominato Cavaliere di Vittorio Veneto e assegnato un piccolo vitalizio. Ricordo quando assistevo ai racconti bellici dei miei due nonni e alle loro dispute”. Ebbene il nostro Maestro Luigi (“junior” giusto per distinguerlo dal veterano del primo conflitto bellico mondiale), aggiunge al suo racconto di nonno Luigi quello dell’altro nonno, quello materno, Antonio Pascarella (il suocero del Maestro Antonio Pascarella protagonista della nostra storia), che “raccontava che lui aveva fatto veramente la guerra come conduttore di muli alle prime linee e, in particolare aveva partecipato alla presa di Monte Cucco presso Gorizia (X e XI battaglia dell’Isonzo, tra Maggio e Ottobre 1917), dove, colpito da una baionetta nella spalla, era rimasto ferito”.
Ed ancora aggiunge che “il nonno paterno, Luigi, ribadiva che lui era stato comandante di plotone in gruppo di assalto (per pochi giorni come ho detto prima) e congedato col grado di Caporal Maggiore. L’onorificenza in un primo tempo fu conferita solo a Luigi, che si vantava che finalmente giustizia era fatta e Antonio raccontava bugie (la ferita se l’era procurata cadendo sulla sua baionetta. La disputa terminò solo quando l’onorificenza fu conferita anche a Antonio”.
Lasciando da parte le seppur interessanti vicende aneddotiche del padre e del suocero di Antonio Pascarella, va aggiunto, in relazione al padre Luigi che questi, alla fine della guerra era passato nella Banda dei Carabinieri di Roma. E vestiva la divisa di Carabiniere quando si innamorò di Luisa Correra, la sua futura moglie e madre dei suoi figli.
Va detto che la normativa in vigore al tempo prevedeva tante limitazioni e tra le altre non permetteva ai sottufficiali dei Carabinieri di sposarsi prima dei 9 anni di servizio, passata in seguito nel 1940 al limite dei 28 anni o nove anni di servizio, passato a 30 nel 1954, a 25 e 4 anni di servizio nel 1976, e, solamente nel 2010 è stata definitivamente abrogata.
Per questo motivo si racconta che il fratello di Luisa, in quanto tutore perché orfana, ala richiesta della mano da parte di Luigi, si oppose dicendo che non si poteva aspettare ancora tanti anni.
Ma l’amore è troppo al punto tale, che ci racconta il nipote omonimo, che “il nonno si “spogliò” (licenziò) per essere libero di sposarsi”, scelta coraggiosa e fondata su di un sentimento sincero.
Il matrimonio tra Luigi “senior” e Luisa si celebrò il 15 settembre 1921 alle ore 7.30 de mattino a Campobasso, paese natale e dove viveva Luisa con il fratello, che si ricorda essere stato un ricco commerciante. Ricorrendo ancora agli aneddoti di Luigi “junior” scopriamo dalla sue parole che “mi raccontava mia nonna che per portare a Maddaloni il suo corredo affittarono una intera carrozza del treno”.
Dal matrimonio nacquero 4 figli. Il primo nato fu Domenico (Maddaloni 25 novembre 1922 – 7 marzo 1965)
