Caserta, le dichiarazioni di Iovine portano all’arresto di 13 persone. Anche richiesta per Sarro, ma per Del Gaudio e’ solo finanziamento illecito ai partiti

CASERTA – Tredici persone accusate di associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e di rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, di turbata liberta’ degli incanti, di finanziamento illecito ai partiti politici. Un nuovo terremoto ha scosso il mondo politico campano e nazionale: collusioni con il clan dei Casalesi, questo l’accusa che piomba addosso dalla Dda di Napoli.

Tutto nasce da un’indagine su imprenditori edili di Casapesenna, in stretto collegamento con alcuni esponenti politici locali e nazionali. Tre le persone colpite dal provvedimento emesso dal Gip di Napoli. Ci sono Carlo Sarro, attualmente senatore; Tommaso Barbato, ex senatore e candidato con De Luca alle ultime regionali; Angelo Polverino, ex consigliere regionale gia’ arrestato per fatti simili; e l’ex sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, ma accusato pero’ solo di aver ricevuto un finanziamento illecito per la campagna elettorale da un imprenditore ora rivelatosi colluso.

La strategia di Pino Fontana

Grazie alle intercettazioni – e anche alle dichirazioni di Iovine – si e’ arrivati a scoprire che Giuseppe Fontana, imprenditore edile, dopo l’interdizione antimafia aveva messo in atto una strategia per ottenere nuovamente la possibilita’ di contrattare con la pubblica amministrazione. Insieme ad altri imprenditori della zona aveva denunciato falsamente Michele Zagaria di estorsione e con la creazione di
un’associazione antiraket gli fu garantito una ‘riabilatazione’ con la possibilita’ di avere nuovi appalti pubblici. Lo stesso Zagaria nel corso di un processo aveva negato di essere mandante di quelle estorsioni e di essere in stretto rapporto con quegli imprenditori che lo denunciavano.

E’ stato accertato per esempio che Giuseppe Fontana ha tentato di ottenere dall’onorevole Carlo Sarro, commissario straordinario dell’Ato 3 ‘Sarnese-Vesuvianao’, ente che gestisce i serivizi idrici di Napoli e Salerno, l’assegnazione di un appalto milionario, riconducibili poi a Michele Zagaria. C’era un vero e proprio sistema di oligopolio di imprenditori vicini a Zagaria che ottenevano in maniera del tutto esclusiva commesse da parte della regione Campania e in particolare nel settore Ciclo integrato delle acque.

Soldi per le campagne elettorali

Soldi per le campagne elettorali in cambio di appalti, piaceri o semplicemente per avere l’appoggio di un esponente politico. Un sistema quello dei Casalesi che e’ stato ancora una volta scoperchiato grazie ad una inchiesta che portato a 13 arresti. In particolare e’ stato accertato che al consigliere regionale Angelo Polverino, in occasione del rinnovo del nuovo consiglio regionale della Campania del 2011, e all’allora sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, in occasione della sua candidatura a primo cittadino, furono erogati due finanziamenti soldi. Le accuse a Carlo Sarro riguardano un’aggiudicazione di una gara di appalto nell’area sarnese-vesuviana. Qui Sarro e’ accusato di turbativa d’asta aggravata dall’aver agevolato il clan Zagaria, per aver favorito un’impresa di Lorenzo Piccolo. Per Tommaso Barbato, ora vicino a De Luca del Pd, con cui si era candidato ma non e’ stato eletto in Regione Campania;  finisce sotto i riflettori il suo ruolo di consigliere regionale in quota Udeur per i suoi contatti all’interno di Santa Lucia. Nei suoi confronti l’accusa di associazione per delinquere avendo, secondo i pm, svolto un ruolo favorendo imprenditori del calibro di Luciano Licenza, Giuseppe Fontana, Francesco Martino, Vincenzo Pellegrino e Bartolomeo Piccolo offrendo loro appalti in regime di somma urgenza. Posizione meno delicata che non giustifica l’arresto quella di Pio Del Gaudio che avrebbe ricevuto un finanziamento illecito di 20mila euro per la campagna elettorale relativa al sindaco di Caserta.

Finanziamento illecito ai partiti per Del Gaudio

Sono accusati di finanziamento illecito ai partiti e corruzione con l’aggravante mafiosa per aver intascato da un imprenditore vicino al clan Zagaria soldi per le campagne elettorali l’ex sindaco di Caserta di Forza Italia, Pio Del Gaudio, e l’ex consigliere regionale del Pdl Angelo Polverino (difesi da Dezio Ferraro e Vittorio Giaquinto), finiti in carcere questa mattina nell’ambito dell’inchiesta del Ros coordinata dalla Dda di Napoli. In particolare secondo l’accusa Polverino, già coinvolto in numerose inchieste sui condizionamenti camorristici nella sanita’ casertana, avrebbe ricevuto dall’imprenditore edile Giuseppe Fontana, anch’egli arrestato stamani, 30mila euro per le Regionali del 2010 (fu poi eletto), mentre Del Gaudio avrebbe preso 20mila euro sempre da Fontana per le amministrative del 2011, poi vinte. In cambio Fontana avrebbe ottenuto la promessa di appalti.

La pen card smarrita

Cinquantamila euro: questa la cifra che sarebbe stata pagata da Orlando Fontana, fratello di Pino Fontana, referente imprenditoriale dell’ex boss Michele Zagaria, per entrare in possesso della pen drive che sarebbe stata trafugata dal bunker sotterraneo di un’abitazione di Casapesenna (Caserta) dove l’ex primula rossa del clan dei casalesi venne arrestato il 7 dicembre del 2011. La vicenda emerge nell’ambito dell’inchiesta della DDA di Napoli che ha portato i carabinieri del Ros ad eseguire stamattina, 13 ordinanze contro componenti e favoreggiatori del gruppo Zagaria del clan dei Casalesi. Della presunta trattativa, che vedrebbe come interlocutore di Orlando Fontana un appartenente alle forze dell’ordine, gli inquirenti vengono a conoscenza attraverso un’intercettazione ambientale tra due persone che riferiscono della vicenda pur non essendone stati protagonisti. La Procura, comunque, ha fatto delle analisi sul personal computer dell’ex boss durante le quali sono emerse delle anomalie.