Caserta, fede, emozione e dialogo con Papa Francesco in giro per la Città

 

CASERTA – Mentre la gente faceva normalmente la spesa ieri mattina lunedì 28 luglio 2014, intorno alle 10.40 ecco che arriva in Via Botticelli il Papa Francesco per fare una visita personale al suo amico Giovanni Traettino, pastore evangelico di Caserta. Una scena incredibile, meravigliosa! Doveva essere una visita lampo, privatissima, ma si è trasformata in una visita imprevedibile.
Dopo essere sceso dalla consueta Ford Focus di un dipendente civile della scuola specialisti dell’Aeronautica militare, si è trovato in mezzo alla gente che stava uscendo dal supermercato di fronte. Talmente normale che le persone incredule, in un primo momento neanche se ne accorgevano ma poi ripresosi dalla sorpresa sono corse a farsi benedire.
Dopo l’arrivo si è recato al Tempio evangelico, la chiesa della Riconciliazione per l’incontro con la Comunità Cristiana Evangelica Pentecostale dove ha rinnovato il messaggio della speranza di sabato 26 e l’elogio della straordinarietà della normalità. Il pontefice rivolgendosi ai 350 fedeli evangelici presenti ha parlato dell'”unità nella diversità” dei cristiani e affermando che “lo Spirito Santo è armonia nella diversità “, ha chiesto perdono per le persecuzioni nei confronti dei pentecostali.

“Qualcuno si stupisce che il Papa sia venuto a trovare gli evangelici – ha detto Papa Francesco in chiesa nel discorso a braccio – sono a trovare i fratelli. Per il Papa è una tentazione dire: io sono la Chiesa tu sei la setta. Gesù ha pregato per l’unità. Lo Spirito Santo fa la diversità nella Chiesa. Lui fa la diversità. La diversità è tanto bella ma poi lo stesso Spirito Santo fa anche l’unità così che la Chiesa è una nella diversità. Per usare una parola bella: una diversità riconciliante. Lo Spirito Santo è armonia, armonia nella diversità.Tra quelli che li hanno perseguitati e denunciati, quasi come fossero dei pazzi che rovinavano la razza, c’erano anche dei cattolici: io sono il pastore dei cattolici e vi chiedo perdono per quei fratelli e sorelle cattolici che non hanno capito e sono stati tentati dal diavolo”- ha detto il Pontefice.

Il riferimento è a una disposizione del regime fascista poi confluita nelle leggi razziali che riguardava i pentecostali. La disposizione, risalente al 9 aprile 1935 a firma del sottosegretario all’interno Guido Buffarini Guidi, controfirmata dal capo della polizia Arturo Bocchini, vietava il culto pentecostale in tutto il Regno in quanto “esso si estrinseca e concreta in pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza”. In conseguenza di questa circolare ci furono arresti e invii al confino sia di semplici credenti sia di pastori pentecostali.

Il papa ha quindi spiegato che “lo Spirito Santo fa la diversità nella Chiesa. La diversità è tanto bella, ma lo stesso Spirito Santo fa anche l’unità, così che la Chiesa è una nella diversità: per usare una parola bella, una diversità riconciliante. Lo Spirito Santo– ha affermato – è armonia, armonia nella diversità”.

Il pontefice ha inoltre fatto riferimento all’epoca della globalizzazione “che non è una sfera tonda, ma un poliedro” per sottolineare come lo Spirito Santo non sia artefice di uniformità. “Ognuno – ha osservato – cammina con le sue peculiarità e il suo carisma e questa è l’unità nella diversità. E’ questo cammino che noi cristiani facciamo, facendo in modo che questa diversità sia armonizzata dallo Spirito Santo. Così noi cerchiamo di camminare alla presenza di Dio”.

Il Papa Francesco ha poi toccato anche il tema delle periferie: “Andare alle periferie per fare l’unità – è stato il suggerimento esplicito che Papa Francesco ha voluto dare con la sua visita alla chiesa pentecostale di Caserta-  Non si può predicare – ha spiegato – un Vangelo puramente intellettuale: il Vangelo è amore e bellezza. Questo cammino dobbiamo farlo con i fratelli. Loro – ha scandito parlando dei pentecostali e rivolgendosi anche ai cattolici – sono fratelli. Quella della divisione- ha sottolineato – è una storia triste, quella di chi ha vissuto una verità e non se ne accorgeva. La verità nella vita – ha continuato il Papa – si cerca ma il mistero più grande è quando che noi lo troviamo Dio ci ha già trovato per primo. Lui è sempre primo di noi. Lui è come il mandorlo. È sempre il primo – ha concluso – che fiorisce nella primavera”.

Un discorso, quello del papa, che ha commosso i fedeli evangelici, soprattutto quando ha chiesto scusa per le persecuzioni contro i pentecostali ,grandi emozioni hanno percorso come un’onda gigantesca i presenti al punto di essere tutti in lacrime. Sono piaciute molto le sue parole sul cammino comune che evangelici e cattolici possono intraprendere insieme ma il momento più emozionante è stato quando ha chiesto scusa per le leggi razziali. Tanti dei fedeli evangelici hanno in famiglia qualcuno che le ha subite personalmente come il pastore Ernesto Bretscher, figlio di uno dei più perseguitati dal regime a motivo della sua fede, che ieri era presente.

Gioia e commozione sono trapelate anche dalle parole che il pastore Giovanni Traettino ha rivolto al pontefice per ringraziarlo della sua visita.”La nostra gioia è grande, quella mia e della mia famiglia. Le vogliamo bene – ha detto davanti a tutti il pastore Traettino-  Una cosa deve saperla: verso la sua persona c’è grande affetto e tanti noi pregano per lei. Del resto è facile volerle bene. E alcuni di noi credono addirittura che la sua elezione è opera dello Spirito Santo!

“Con questo gesto davvero inatteso ha allargato la porta – ha ribadito il pastore Traettino – Si è voluto sobbarcare addirittura due viaggi a Caserta. Non le è bastato affidare il suo cuore a un docimento o a un messaggero. Ha voluto toccarci di persona. Ha mostrato un grande coraggio e libertà e ha consegnato se stesso alla nostra diversità e anche al nostro abbraccio. La gloria dell’umiltà. È sufficiente un pò di potenza. Ce ne vuole molta”. Dopo questa dichiarazione di affetto, Traettino e Francesco si sono stretti in lungo abbraccio.

Verso le 13.40 terminata la cerimonia di preghiera, Papa Francesco è andato a pranzo in un locale seminterrato, adibito a foresteria. A tavola con lui circa 70 invitati, tra cui diversi pastori evangelici con le loro famiglie. Una curiosità, nel menu anche una delle specialità del luogo, mozzarella di bufala campana dop, l’oro bianco della Campania fornito dall’imprenditore Leuci che durante la sua passeggiata-blitz al Parco Gabriella il Papa ha voluto  incontrare e a cui ha formulato una richiesta : quaranta chili di mozzarella da regalare alla guardia svizzera. Lo stesso titolare di Leuci ha espresso la sua gioia e la sua soddisfazione per questo avvenimento con un post sulla pagina Facebook dell’attività. Alle ore 16.16 il Pontefice ha fatto ritorno all’ Aereonatica della Reggia di Caserta per ripartire in elicottero alla volta della Città del Vaticano.

I casertani che si erano riversati in strada per vedere il loro Santo Padre, ancora increduli sono ritornati a casa con gli occhi lucidi per l’emozione e ringraziando Nostro Signore ancora una volta, di averci donato un Papa così speciale.