
CASERTA – “Siamo tutti qui, a dispetto dell’influenza e del terremoto”: così Nunzia Zito, direttrice della corale polifonica San Bartolomeo apostolo di Centurano e animatrice della quarta edizione di “Natale in musica”, andato in scena domenica 29 dicembre nella chiesa nuova di via Gangi a parco Cerasola. “Siamo qui – ha sottolineato la brava musicista – a testimoniare la nostra voglia di fare unità, di condividere, al di là delle difficoltà che possiamo incontrare sul nostro cammino”. L’unità è stata infatti il filo conduttore della piacevolissima serata, non solo una rassegna di corali appunto, ma un momento di fraternità nel segno della musica e dell’arte. Se infatti la musica è stata la protagonista principale della manifestazione, non è mancato un omaggio alla danza e uno alla pittura, con il bel dipinto “Sacra Famiglia…di oggi” dell’artista Salvatore D’Imperio che campeggiava sull’altare. La serata ha vissuto in effetti due momenti distinti. Nel primo, la corale ospitante, dopo un simpatico preludio di zampogne e ciaramelle, ha voluto tradurre in musica: “L’Amore che nasce dentro il cuore dell’uomo”. Operazione pienamente riuscita attraverso un melodioso percorso di voci e di suoni, partito da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, per arrivare ad Amedeo Minghi, passando attraverso San Francesco d’Assisi e il maestro Frisina. La seconda parte ha invece lasciato libero spazio all’interpretazione canora che del Natale hanno dato le altre corali: il Gruppo Canti Centro Giovanile Don Bosco, il coro Fidelibus, il coro Le Orme, la corale Euterpe, la corale San Giovanni Battista di Pozzovetere. “Abbiamo spaziato – ha osservato alla fine don Sergio Adimari, il parroco “padrone di casa” – dai canti più antichi della tradizione natalizia, alla lirica, al pop, al rap, al rock, a testimoniare le tante sfaccettature della musica che, anziché dividere, uniscono”. Tutte bravi le corali impegnate. Sarebbe ingeneroso stilare delle graduatorie, che non era certo l’obiettivo della serata. Ci sembra però doveroso fare qualche eccezione. Una è per la piccolissima Virginia, esibitasi senza emozionarsi, ma con il piglio e la bravura di una professionista, in “Caro Gesù Bambino” di Soffici e Carriaggi. La seconda è per la ventiquattrenne Martina, ballerina cresciuta alla scuola Arabesque di Annamaria Di Maio, che ha deliziato il pubblico con la sua eleganza sulle note dell’Ave Maria di Caccini. La terza, infine, è per la giovanissima Irene, violinista della corale San Giovanni Battista di Pozzovetere, ennesima testimonianza di una passione, quella per la musica, che non ha età.
