Caserta, don Giuseppe Rossi lascia Sant’Augusto

 

Padre Giuseppe Rossi

CASERTA – “Grazie per esserti fatto nostro compagno di strada”: questa la scritta, vergata a mano con i pastelli a colori, che campeggiava domenica scorsa su di un grande foglio di carta ai piedi dell’altare della parrocchia di Sant’Augusto a Caserta. E’ stato questo l’omaggio che “i bambini di Sant’Augusto” hanno voluto rendere a padre Giuseppe Rossi nel giorno della sua ultima celebrazione nella chiesa di via Borsellino. I suoi superiori, infatti, d’accordo con il vicario generale, lo hanno chiamato a lavorare in un’altra missione. “Pur essendo rimasto a Caserta poco tempo, – ci racconta suor Annamaria D’Angelo, sua stretta collaboratrice presso l’ufficio catechistico della diocesi – padre Giuseppe lascia in tutti noi un grande vuoto, per la sua pacatezza e la sua disponibiltà silenziosa. Indelebile resterà soprattutto il suo approccio ai percorsi catecumenali per gli adulti che si accostano al sacramento del Battesimo. In questo campo, padre Giuseppe è stato il catechista ideale, quello che non si limita a tenere lezioni, ma si fa padre, amico e compagno”. “Il mio unico rimpianto – ci confessa infatti padre Giuseppe – è quello di non aver potuto continuare il lavoro intrapreso in questi due anni e che cominciava a dare i suoi frutti”. Frutti che hanno riguardato anche la chiesa di Sant’Augusto e l’adiacente Tenda di Abramo, entrambe da poco restaurate, le attività dell’oratorio, che con lui hanno acquistato nuova linfa, tra l’altro in una periferia casertana afflitta da mille problematiche, per finire alle iniziative in ricordo dei nuovi martiri della Chiesa, come la recente inaugurazione dei due larghi di via Borsellino, intitolati a don Pino Puglisi e don Peppe Diana. Umile e allergico ai complimenti, padre Giuseppe ha sempre lasciato ad altri il merito di tutto ciò, limitandosi a ringraziare il Signore, come domenica scorsa sull’altare quando, prendendo spunto dal vangelo del giorno, ha invitato anche i presenti a mostrare “gratitudine a Dio”, sia nella gioia che nel dolore. “Perché solo così – ha affermato – ci potremo sentire veramente guariti nel corpo e nello spirito”. Emblematico il saluto di un suo parrocchiano che, azzardando un confidenziale “tu”, ha detto: “Sei arrivato senza rumore, te ne vai senza rumore, ma il tuo rumore resterà sempre con noi, insieme con la nostalgia e il rimpianto di averti visto andar via troppo presto”. “Buona strada e buon cammino”, invece, le sue ultime parole ai fedeli. Buona strada e buon cammino anche a te, padre Giuseppe.