
CASERTA- “Oggi ho visto veramente Vivere la Chiesa”. Queste le parole di suor Rita Giaretta, responsabile di “Casa Rut”, al termine della santa messa conclusiva della tre giorni dedicata ai migranti e ai rifugiati.
Questa mattina una cattedrale gremita ha accolto il vescovo Farina. C’erano il calore e i “colori” delle comunità che da anni, ormai, fanno parte della nostra realtà casertana.
“Stiamo vivendo un momento straordinario, è un giorno di Grazia per la Chiesa. – ha affermato il Pastore della Diocesi di Caserta, Pietro Farina – Non è facile vivere la propria fede in un clima di disagio e lontani dalla propria terra. La vostra presenza, oggi, – ha continuato il vescovo – è la testimonianza che, grazie all’amore di Cristo, tutto si può affrontare e superare”.
Una celebrazione eucaristica animata dalle comunità dei migranti insieme ai casertani. A partire dai cori, ucraini, filippini e polacchi, fino ad arrivare al momento di forte impatto emotivo della recita del Padre Nostro in quattro lingue che, tenendoci tutti per mano in un unico cordone che è partito dall’altare, sembrava simboleggiasse il grande abbraccio di Dio ai suoi figli.
“Le diverse espressioni che ci sono qui oggi – ha concluso il vescovo nella sua omelia – possono essere non solo quelle di un popolo, ma la manifestazione della bellezza di tutta la Chiesa”. Questa mattina, infatti, c’è stata nel Duomo la testimonianza vera della Chiesa, quella Chiesa che unisce, che rende tutti fratelli, figli di un unico Padre che si esprimono nel linguaggio universale dell’amore di Dio.
