Caserta, parte l’anno pastorale della diocesi

CASERTA – Con la celebrazione Eucaristica, nella festa dei SS. Arcangeli, nella Chiesa Madre della Diocesi di Caserta, presieduta dal nostro Vescovo Mons. Pietro Farina, si è concluso il Convegno Diocesano e dare inizio al cammino del nuovo Pastorale che, deve percorrere la nostra Chiesa Locale, sulla fondamentale verità del riconoscimento di Cristo quale unico salvatore e della Chiesa come suo strumento e suo segno di salvezza.

 

Nella sua appassionata omelia rivolta a tutti i suoi figli quale Padre, Pastore e Guida, il Vescovo ha detto: Vi posso solo dire con tutto il cuore: grazie! In questo clima di comunione si può nutrire proficuamente della Parola di Dio e della grazia dei sacramenti il popolo cristiano, che sperimenta il profondo inserimento nel territorio, il vivo senso della fede e la sincera appartenenza alla comunità ecclesiale: tutto ciò grazie alla guida dei vostri parroci, al servizio generoso di religiosi e fedeli laici che, con assidua dedizione, sostengono il tessuto ecclesiale e la vita quotidiana delle numerose parrocchie disseminate nella nostra Diocesi.

 

Il Convegno diocesano che abbiamo celebrato “Vedo vivere la Chiesa per un cristianesimo ecclesiale e solidale”, siamo partiti nella nostra riflessione dalle relazioni presentate ai Vicari Episcopali per l’ Evangelizzazione – Liturgia – Carità e attraverso il contributo del Prof. Padre Aldino Cazzago e la relazione del Prof. Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio.

 

La comunità ecclesiale della nostra Diocesi è certamente viva e dinamica, ma non è al riparo dalla progressiva corrosione delle ragioni profonde del credere e della vita di fede.

 

Quanto del nostro essere credenti e cattolici dipende dalla consuetudine, dall’ambiente, dalla tradizione? Certo la tradizione è preziosa, ma la fede deve essere ogni giorni rimotivata e testimoniata a partire dall’ incontro vivo con Cristo e dalla partecipazione attiva alla vita della comunità. Non siamo noi la misura del credere, ma l’inesauribile novità della presenza di Dio in mezzo a noi attraverso il Suo Figlio Gesù Cristo che ci ha resi partecipi del suo corpo, la Chiesa.

 

La fede delle nostre Parrocchie è certamente operosa anche se a volte ancorata a forma tradizionali che fanno fatica a rinnovarsi e ad essere percorse da un nuovo impegno ecclesiale, l’impegno dei cattolici deve essere una testimonianza credibile e coerente.

 

La tentazione di vivere e, cioè pensare e agire come se Dio non esistesse è sempre più forte e costituisce la grande sfida del nostro tempo. L’essere credenti non impedisce di essere cittadini, anzi non saremmo noi stessi se non fossimo cattolici in ogni espressione della nostra vita pubblica e privata. Il compito urgente delle nostre comunità esige il radicamento nella Parola di Dio e il discernimento spirituale, la progettualità culturale e sociale, la testimonianza dell’unità, della gratuità e del servizio nella carità e rendersi solidali verso i più bisognosi e poveri.

 

Sono molte le indicazioni dal Convegno che vorrei sottolineare alla vostra attenzione è quella relativa al legame tra la Parola e la Chiesa che continua a rendere presente il mistero del Verbo fatto carne come edificazione della Chiesa.

 

La Parola plasma la Chiesa e alla Chiesa è affidata la proclamazione della Parola che salva, perciò è importante iniziare il cammino che ci attende nei prossimi anni per un impegno di crescita e di condivisione delle comunità parrocchiali per vivere un cristianesimo ecclesiale e solidale, dove si vive la vera Chiesa, essere testimoni credibili di una nuova evangelizzazione, della catechesi e della liturgia, questo ci spinge a diventare annunciatori, comunicatori e testimoni.

 

Il Convegno che abbiamo celebrato è l’ espressione di un’ esperienza religiosa viva alla riscoperta della dimensione ecclesiale della nostra esistenza di fede per una pastorale attenta ai giovani e alle famiglie. E’ necessario che tutti insieme riusciamo a comprendere che stiamo vivendo un momento difficile di profonda crisi, per cui il cristiano è chiamato a dare ragione della propria fede nella testimonianza e nella carità di vivere Cristo per edificare la Chiesa.

 

Viviamo la speranza, quella vera, è una grande sfida, ci ricorda che la grande speranza scaturisce dalla morte e risurrezione del Signore. Questo è il lavoro, il compito che ci attende nelle nostre parrocchie, vivificare comunità nella scelta di vita di battezzati in Cristo, se vogliamo che, quanto detto nel Convegno possa avere una risonanza ecclesiale.

 

L’ impegno è di tutti nessuno è escluso a cominciare dai Parroci e da tutti gli operatori pastorali, un lavoro che deve coinvolgere come persone e come credenti per comprendere e vivere una Chiesa ecclesiale e solidale, solo in questo spirito di comunione e di carità possiamo veramente edificare la Chiesa, la Chiesa che è Madre si fa carico delle aspettative di tutti i suoi figli.

 

Il Vescovo ha concluso ringraziando per la grande partecipazione, segno che il popolo di Dio è chiamato, convocato, è sollecito, risponde con entusiasmo, senso di partecipazione e di gioia, in particolare ha ringraziato i confratelli nel sacerdozio e quanti impegnati nel Convegno. E’ tempo di incominciare a camminare.