Caserta, suona l’allarme: bombardamenti annunciati. Le campane suonano nelle parrocchie

 

CASERTA – Alle dodici di oggi risuoneranno per le strade di Caserta dodici rintocchi a martello provenienti dai campanili delle chiese cittadine e la sirena della scuola sottufficiali dell’Aeronautica. Evocheranno il ricordo di un tragico evento che 68 anni fa, coinvolse la città, portando dolore e sangue. Il bombardamento aereo su Caserta che arrecò la più grande sofferenza, fisica e morale, per la popolazione civile nel periodo di tempo che va dal 20 luglio al 4 ottobre 1943.

27 agosto 2011, oggi. 27 agosto 1943, ieri. Oggi come ieri. Questa è la realtà e il monito che si evince dalle parole dell’avvocato Alberto Zaza d’Aulisio, presidente della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, attraverso le quali, come in una macchina del tempo, ci ha condotto a quegli anni.

 

Avvocato, ci racconti cosa è accaduto il 27 agosto 1943?

 

In quel giorno ci fu una memorabile incursione aerea a opera dell’esercito anglo – americano. I cittadini furono colti di sorpresa, perché spesso, si sentivano gli aerei rombare nei cieli casertani ma, solitamente, i loro obiettivi erano ben distanti dalla città e così passavano non arrecando danni materiali. Eppure, Caserta era una città importante. Era sede militare: ricordiamo la Regia Accademia, il Reggimento Fanteria. Possedeva anche una stazione considerata un nodo nevralgico per gli spostamenti nazionali.

E fu così, allora, in quel giorno di agosto, che Caserta non restò immune. L’incursione aerea portò morte e distruzione. 300 Furono le vittime. Tanti gli edifici colpiti, tra cui la Reggia, la chiesa di Sant’Anna e un’ala dell’attiguo ospedale, il Palazzo Ricciardelli e tante abitazioni civili. Fu terribile.

 

Il bombardamento, però, non fu l’atto finale?

 

Infatti. Nello scenario di guerra, qualcosa cambiò a partire dall’8 settembre del 1943, quando ci fu l’armistizio. Gli alleati tedeschi diventarono nemici ed i nemici anglo-americani divennero alleati. Cambiarono le alleanze ma la guerra non era finita. Ancora tanti furono i bombardamenti e non solo aerei. Un altro evento deve essere ricordato. La strage di San Clemente del 4 ottobre 1943, ad opera dei Tedeschi. In quel giorno, a San Clemente, uno stabile in via Galatina fu minato ed in seguito all’esplosione ci furono altre 25 vittime. Si salvò solo una bambina.


Questa la nostra storia. Cosa possiamo fare per non dimenticarla?


E’ il quarto anno che i parroci di Caserta hanno appoggiato l’iniziativa promossa dalla Società di Storia Patria. Il primo ad accoglierla fu Mons. Antonio Pasquariello, il Parroco della Cattedrale che da allora, ogni anno, è in prima linea, con noi, nel ricordare un evento così tragico. Con il tempo, hanno appoggiato il nostro intento tanti altri parroci e per la prima volta, quest’anno, parteciperà anche il Comando dell’Istituto Militare.

 

Questa iniziativa ha un alto valore ideale. E’ un modo per richiamare l’attenzione. Purtroppo, il tempo che trascorre ha l’effetto di far affievolire la memoria. E noi, non vogliamo che questo accada e non vogliamo neanche ricordare questi avvenimenti solo per rivivere un passato che è la nostra storia. Più che altro, intendiamo fare in modo che ogni cittadino ridestato dal ricordo, apra gli occhi sul presente, affinchè il passato non possa rivivere nel presente attraverso la ferocia di quegli anni.


 

Il 26 luglio del 2000, poi, il Capo dello Stato, su proposta della Giunta Comunale, conferì alla città di Caserta la medaglia d’oro al Merito Civile. Da allora, quella tragica giornata che, oggi ricordiamo da il nome ad una strada nel Rione Vanvitelli a Caserta.