CASERTA – “Siamo di gran lunga al di sotto di altri paesi del mondo sotto il profilo giornalistico .C’è grande crisi della diffusione della carta stampata in Italia”.
Questo l’esordio dell’intervento di Michele De Simone, presidente dell’Asso Stampa Caserta, tenuto agli alunni del corso per addetti stampa del terzo settore promosso dall’ Istituto di Scienze Religiose.
“A Tokyo un unico giornale vende dieci milioni di copie – spiega De Simone- mettendo in risalto il dato contrario delle vendite dei giornali in Italia. Solo l’Avvenire mantiene un buon trend rispetto al 2009 e – chiarisce – altri giornali nel nostro paese hanno fatto registrare ormai un netto calo nelle vendite .
Quale la motivazione di questi dati preoccupanti? Chiede un’allieva.
“La risposta è riconducibile a diversi fattori – spiega l’ex capo del Mat
tino di Caserta – primo fra tutti la presa di potere da parte dei media, ormai considerato come il “quinto potere”.
Evoluzione negativa dunque per quotidiani e settimanali,che si vedono “sorpassati” dal dominio della rete, organo ormai come definisce De Simone ” senza controllo rispetto alla carta stampata”.
Passati in rassegna ,insieme agli allievi, gli ultimi clamorosi dati negativi sul futuro del giornalismo nella nostra Nazione, De Simone ha concentrato l’attenzione sull’aspetto economico della vendita
” I giornali costano un pò in più rispetto al passato e la notizia scritta interessa sempre meno un popolo di non lettori come quello italiano, che viene a sapere molto prima dai media il resoconto del fatto quotidiano più rilevante. La televisione offre tutto in tempo reale – ha proseguito il presidente dell’Assostampa – e noi stessi, il quarto potere, attingiamo le informazioni dagli altri “poteri”. Il discorso si rivolge alla encomiabile attività dei free lance giornalisti che hanno spesso anche pagato con la vita la loro dedizione al lavoro, ricordandone i più bravi del mestiere, per unirsi alla riflessione sulla utilità oggi più che mai all’interno delle redazioni, dei collaboratori, che putroppo lavorano il più delle volte da precari . Non esiste più responsabilità e professionalità in chi gestisce la notizia- commenta rattristato – e il lettore dovrebbe essere più acculturato e oggi in Italia non c’è questa cultura, nonostante l’Italia conservi una grande civiltà del passato . Le cattive notizie fanno sempre più effetto rispetto alle buone”.
Poi una battuta per ricordare il premio Matilde Serao, quest’anno conferito a Lucia Annunziata.
” L’ Annunziata incarna perfettamente le doti di ottima giornalista, proprie della Serao”.
La riflessione finale è tutta rivolta all’aspetto della buona notizia , che oggi più che mai manca nel nostro paese, dove il sanguinolento e l’episodio di cronaca nera, si situa al centro del dibattito da talk show televisivo, come nei titoloni, molto spesso romanzati dei quotidiani .
“Questo corso – rassicura il presidente – sarà utilissimo alla vostra cultura. Il ruolo dell’ufficio stampa risulta oggi il più importante ed esistono buone prospettive per il futuro per quanto riguarda il terzo settore”.
