Caserta si prepara a celebrare la XIX giornata mondiale del malato l’11 febbraio

CASERTA – In occasione della giornata del malato che si svolgerà l’11 febbraio p.v., la chiesa di Caserta, tramite il responsabile dell’ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute, don Antonio Iazzetta, ha illustrato il programma della XIX Giornata Mondiale che anche a Caserta si svolgerà.

Nell’ospedale S. Anna e S. Sebastiano di Caserta, alle ore 11,00, Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Pietro Farina Vescovo di Caserta e amministrazione del Sacramento dell’unzione. Nel pomeriggio alle ore 16,00 presso la parrocchia Nostra Signora di Lourdes, ci sarà l’accoglienza dei malati con le rispettive Associazioni al servizio degli infermi, mentre alle 17,30 si svolgerà la solenne concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Pietro Farina, a conclusione della celebrazione Eucaristica, la preghiera del malato e una fiaccolata.

Nell’occasione, don Antonio Iazzetta ha inviato una lettera a tutti i Parroci, Religiosi e Religiose, Diaconi, Ministri dell’Eucarestia, Associazioni Cattoliche e volontari impegnati con gli ammalati. Ecco il testo: Carissimi, con la presente, desidero ricordare a tutti l’approssimarsi della XIX Giornata Mondiale del Malato che avrà luogo l’11 febbraio p.v., non perché solo in tale data ci si debba preoccupare di quanti soffrono e dei loro samaritani, ma per approfittare di tale ricorrenza per sensibilizzare maggiormente i nostri fedeli sull’idea del servizio e della presenza accanto all’uomo nel tempo della fragilità, cioè nel momento in cui la vita umana è attraversata dalla sofferenza e dalla povertà e necessita di un maggiore sostegno.

Il tema di quest’anno è “Dalle sue piaghe siete stati guariti”, e si inquadra nel percorso triennale di programmazione pastorale “Educare alla vita nella fragilità”. Sfida e profezia per la pastorale della salute, sulla base degli orientamenti pastorali CEI per il prossimo decennio educare alla vita buona del vangelo.

Come al solito, allego alla presente tutti i sussidi forniti dall’ufficio nazionale per la pastorale della salute e il programma diocesano della XIX G. M. M.. Ogni parrocchia si faccia promotrice di iniziative concrete, volte ad educare alla vita buona del vangelo nella fragilità.

La malattia o la disabilità non deve mai cogliere di sorpresa nessuno, così come siamo aperti alla vita, bisogna essere pronti ad accogliere la malattia con la consapevolezza del senso e del valore da attribuire a essa, sul modello di Cristo Crocifisso che l’ha accettata e tradotta in offerta d’amore al Padre per la nostra salvezza. La sofferenza non è mai fine a se stessa, fa parte del mistero di Dio e ci rende co-redendori e aperti alla medesima vita che il risorto ci ha donato in abbondanza.

Impegniamoci a sviluppare una cultura di accoglienza e di sostegno alla vita umana, specialmente in condizione di fragilità e grave limite, inoltre, insistiamo sempre sul concetto che la vita viene prima di tutto e che l’uomo, debba essere accolto come persona e mai come strumento o oggetto e, quindi, curato col rispetto che si deve alla sua dignità di persona, indipendentemente dal ceto sociale, dal credo religioso, dal sesso, dalla razza di appartenenza, sia per dovere di giustizia che per testimonianza di carità.

Non mi dilungo, perché la lettura diretta del messaggio del Santo Padre, Benedetto XVI, e l’accluso programma della CEI per la pastorale della salute nel triennio 2011 – 2013, sarà di utile guida e di ispirazione efficace per tutti noi che amiamo la vita e ci prodighiamo per farla amare intorno a noi, qualunque sia la condizione che, nel presente ci si venga a trovare. In ogni modo ritenetemi a disposizione per ogni ulteriore approfondimento. Con la benedizione del Signore, un saluto fraterno e affettuoso.