Caserta, non chiude la Us Navy di Gricignano: smentita Cnn

GRICIGNANO (Caserta) – Non chiude la base della Us Navy di Gricignano. Smentite le illazioni della Cnn. La Marina Militare USA non è coinvolta in nessuna discussione riguardo la chiusura della base di Napoli’. Lo sottolinea una dichiarazione dell’ufficio Affari Pubblici del Ministero della Difesa degli Stati Uniti d’America e resa nota a Napoli dal comando della base Us Navy di 
Capodichino. ’Non siamo in possesso di nessuna informazione che confermi tale ipotesi. La chiusura delle basi militari USA – si evidenzia – e’ una decisione presa ai livelli più alti del governo americano, in coordinamento con le nazioni ospitanti e in relazione agli accordi esistenti. Ci teniamo a ribadire che non e’ in corso nessuna discussione riguardante la base di Napoli’.

La base di Capodichino

Il comando militare dell’ Us Navy al quale fa riferimento la Cnn e’ quello di Capodichino, 
costruito a ridosso delle piste dell’aeroporto militare di Napoli, a poca distanza dall’aerostazione e dalle piste di decollo ed atterraggio dello scalo civile. Il primo insediamento della marina militare americana a Capodichino risale a 17 anni fa quando l’amministrazione Usa decise di spostare l’attivita’ di supporto navale, dislocata all’epoca ad Agnano, per il timore di una recrudescenza del fenomeno del bradisismo.

Nel corso degli anni l’importanza del Naval Support Activity di Capodichino e’ andata accrescendosi. Negli ultimi cinque anni il Pentagono ha deciso di concentrare a Napoli il Comando della Marina Militare Americana in Europa (fino a qualche anno fa dislocato a Londra) e il Comando della VI Flotta (in precedenza di stanza a Gaeta, dove e’ rimasto solo un punto di appoggio per l’attracco della nave ammiraglia); lo scorso anno, inoltre, e’ stato creato un nuovo Comando della Marina Militare degli Stati Uniti per l’Africa (in precedenza c’era solo un comando interforze in Germania competente per tutto il continente 
africano) ed e’ stato deciso di dislocarlo proprio a Capodichino.

Complessivamente i militari americani che prestano servizio nella struttura sono oltre 3.500. Parallelamente al trasferimento ed al potenziamento dell’insediamento a Capodichino, il Pentagono decise nel 1996, per motivi di sicurezza, di costruire a Grigignano d’Aversa (Caserta), a 25 chilometri dalla base del comando della Marina, un sito di supporto (Us Navy Support Site) nel quale potessero vivere, concentrati nello stesso luogo, i militari e le loro famiglie che, in precedenza, abitavano in villini sparsi lungo la fascia costiera domiziana.

In cinque anni, con un investimento di 700 milioni di dollari, fu quindi edificata, in una zona di campagna, una vera e propria cittadella fortificata dove gli americani vivono in maniera assolutamente indipendente e nella quale dispongono anche di un ospedale, delle scuole per i loro figli, di chiese, teatri, cinema, supermercati, negozi, centri commerciali ed impianti per lo sport.

Indotto scarso

E’ poco o nullo l’indotto attorno alla presenza dei comandi della Us Navy a Capodichino, 
nonostante la massiccia presenza di militari statunitensi che lavorano nella base. Il presidio della Marina Militare Usa e’ dislocato nei pressi dell’aeroporto di Napoli, in una zona di 
periferia della citta’ ed inoltre, all’interno dell’insediamento, nel corso degli anni, gli americani hanno costruito una serie di infrastrutture che li hanno resi del 
tutto autosufficienti.

A Capodichino, infatti, oltre agli uffici ed alle strutture militari, ci sono un complesso medico, un teatro, una biblioteca, un centro fitness, una cappella ed una piscina coperta. Per i militari, all’interno della base, e’ disponibile un parcheggio che puo’ ospitare fino a duemila veicoli. Ripercussioni negative sull’economia locale potrebbero derivare, 
in caso di chiusura del sito, soltanto dalla mancata possibilita’, per qualche artigiano locale, di svolgere piccoli lavori di manutenzione.

Identica la situazione a Gricignano di Aversa, dove il concentramento dei cittadini americani nella cittadella costruita per loro e dotata di tutte le strutture di supporto logistico, gestite da personale statunitense, non da’ spazio, se non in casi rari ed eccezionali, all’attivita’ commerciale ed artigianale del posto.