Caserta maglia nera della balneabilità: cronaca di una debacle annunciata!

CASERTA – Tutto previsto, tutto tristemente preventivabile. Ancora una volta dobbiamo inghiottire un boccone amaro, ancora una volta relegati in fondo alle classifiche, ancora una volta negativi protagonisti di una storia che nostro malgrado ci tocca passivamente vivere.

Ci piacerebbe chiedere spiegazioni a chi di dovere, come Enzo Iodice, amministratore dell’Ept di Caserta, ma ancora una volta, come sempre, rimarremmo insoddisfatti, sia perchè di fronte avremmo il silenzio, sia perchè, nelle migliore delle ipotesi, la risposta ricevuta sarebbe inutile, superficiale, politicamente corretta, ma terribilmente vuota di significato, buona solo a far aumentare la rabbia di chi ama questa terra.

I nostri mari sono i più inquinati. Dov’è la novità?

Ultimi per quel che riguarda la balneabilità. Ricordo, partecipavo, oltre venti anni fa, alle mie prime conferenze stampa dove si parlava del litorale domitio da rilanciare, migliorare, sviluppare, renderlo moderno etc etc.

Le stesse identiche parole hanno accompagnato le tantissime altre conferenze a cui ho partecipato, ma sono rimaste tali. Il degrado urbano e dei mari del litorale sono sotto gli occhi di tutti e la classifica non è altro che l’atto ufficiale di ciò che già si conosce.

Ma non bisogna smettere di scandalizzarsi, non bisogna rassegnarsi a questo triste oblio, la nostra terra ha ben poco da invidiare a riviere più lussureggianti e, turisticamente parlando, più civili.

Baia Domizia per la bellezza della sua pineta, per la sua organizzazione urbana e la particolarità delle ville è un gioiello.

Non esageriamo paragonandola a Milano Marittima:la genesi fu la stessa. Ma sino a quando prevarrà il tempo delle parole, degli sterili progetti, della totale assenza di politica turistica, il degrado non conoscerà freno.

Ora, probabilmente non si riuscirà ad avere il mare dei caraibi, ma a qualcosa di più decente forse si.

Si potrebbero anche pulire le verdeggianti pinete,renderle fruibili, potenziare le infrastrutture, stringere rapporti commerciali con i più importanti tour operator stranieri, attrezzare i comunque puliti stabilimenti con le mille attrattive che l’azienda del divertimento balneare ha messo in piedi, organizzare festival, rassegne, eventi.

Insomma, in una parola far vivere il litorale come meriterebbe, cercare di mettere del nostro in quello che la natura ci ha donato. Ma tanto sono parole al vento….