CASERTAVECCHIA (CASERTA) – Una voce sola con un’eco che si ripete all’infinito. Questo il work camp organizzato dal Servizio Volontariato Giovanile, unità di protezione civile di Caserta per realizzare il progetto di recupero archeologico ed artistico culturale della Torre dei Falchi e del Castello di Casertavecchia,che oggi si è concluso. Quattordici Ragazzi di tante nazionalità diverse (Francia, Serbia, Spagna, Russia, Italia) che per quindici giorni circa hanno vissuto fianco a fianco con i volontari del SVG e hanno imparato a conoscersi oltre le parole. Oltre le differenze. Oltre tutto. Un incontro di persone che, inizialmente, per una questione organizzativa, si sono trovate raggruppate in base alla nazionalità per poi trovarsi uniti proprio da quelle stessa diversità di provenienza.
La comunicazione
A prima vista la comunicazione potrebbe risultare difficile e un ostacolo insormontabile, considerando i pochi giorni di convivenza e invece così non è stato. I ragazzi sanno liberarsi di tutti i vincoli e sanno socializzare con la facilità con cui imparano a dire: ok. Anzi. La lingua che li rendeva così diversi li ha resi simili nelle difficoltà . Uguali nel rapportarsi ad una nuova realtà e liberi nel vivere delle giornate in una terra straniera fra risate, sollazzi e, in questo periodo estivo, tanto sacro per chi vorrebbe trascorrerlo nell’abbandono del dolce far niente, nel lavoro. Un lavoro fatto di terra, mani sporche, erba che si sfoltisce. Pietre che si smuovono. Scavi che portano alla luce antri, ipotesi abitative, piccole nicchie che danno origine a tante diverse intuizioni ed interpretazioni. Il medioevo nascosto sotto la terra.
Il tempo che riemerge da sotto le pietre per riportare in vita una storia che è stata e che sempre sarà finché esisterà qualcuno che non la farà cadere nell’oblio.

I ritrovamenti archeologici
Già l’anno scorso dall’intreccio delle mani di ragazzi provenienti da vari stati esteri con i volontari del SVG era venuto alla luce parte di un arco che si è ipotizzato possa essere stato l’ingresso di una stanza rimasta sepolta e per questo nascosta.
Quest’anno i lavori sono proseguiti portando alla luce ancora due elementi rimasti per anni ignoti: un’apertura che lascia intravedere, presumibilmente, una stanza ed una piccola nicchia che potrebbe essere una nicchia funeraria o una votiva, ma sono solo ipotesi che solo nel tempo potranno trovare eventuali conferme.

Il tempo si fa storia
I ragazzi ed i volontari fieri del lavoro svolto, hanno sugellato la propria comunanza di intenti anche attraverso uno spettacolo dal titolo “i giovani del mondo incontrano il medioevoâ€, una serata suggestiva che li ha visti coinvolti tutti il 28 luglio scorso dinanzi alla scenografia del castello medievale di Casertavecchia. Il tema di questo spettacolo è stato il tempo. Tempo che fugge. Tempo che nasconde. Tempo che porta alla luce. Quel tempo medievale che, ormai, è lontano e il tempo moderno dell’eterno movimento e della fuga non si sa verso chi o cosa. Una serata scandita da vari momenti, fra teatro, in cui gli stessi ragazzi stranieri hanno recitato, in italiano, brani tratti da Romeo e Giulietta, canti e musiche ad opera dei Goliardi Vagantes, balli in cui tutti si sono espressi secondo il proprio ritmo interiore. La serata si è poi trasformata in un vero e proprio banchetto medievale. Ancora una volta i giovani del work camp e i volontari del SVG indossando gli abiti tipici del medioevo hanno servito agli invitati accorsi per l’occasione succulenti piatti d’epoca. Ancora una volta, quindi, il tempo che ritorna per far assaporare a tutti la prelibatezza di quel che è stato in un tempo da riscoprire e valorizzare.
Poggio Picenze in un abbraccio che unisce
Altro particolare degno di nota del work camp 2009 è stata la partecipazione di Enzo ed Angelo, due ragazzi di Poggio Picenze (AQ) uno dei comuni abruzzesi colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso e che ha visto sul campo, fin dal primo momento la squadra del SVG di Caserta. I due ragazzi hanno ancora le rispettive abitazioni anche se lesionate e anche un bel carico di tensione e paura da smaltire. Dopo aver conosciuto i volontari del SVG e aver appreso del work camp hanno pensato di unirsi al gruppo per dare una mano. Inutile dire che più che un lavoro per loro è stato un vero e proprio piacere e una grande opportunità di abbracciare persone e culture diverse ed inoltre si sono sentiti coccolati da tutti i volontari.
Lavoro e solidarietÃ
Insomma, il work camp di quest’anno è stato lavoro ma soprattutto vita e solidarietà . E ora che tutto è finito cosa rimane? Ai ragazzi il ricordo a noi il gusto di scoprire quello che abbiamo a poca distanza da casa. Un castello medievale curato e che ogni anno si arricchisce di nuove scoperte. Ottimo lavoro SVG di Caserta. Alla prossima avventura.
