CASERTA – “Dalle prime comunità cristiane alle attuali comunità parrocchialiâ€, questo il tema dell’incontro che si terrà oggi pomeriggio alle 17 nella biblioteca vescovile a cura del gruppo Agape Donne.
Interverranno Don Sergio Adimari, Maria Menditto Artinese e Maria De Rosa. Coordinatrice la professoressa Anna Russo Mingione a cui l’Eco di Caserta ha chiesto di spiegare il perché di questo tema, già affrontato nel testo da lei pubblicato, come apertura dei lavori, dal titolo “Per amore della mia Parrocchiaâ€.
Ci dica dunque Signora Mingione, perché questo testo?
Per ubbidire a una ragione del cuore: l’amore verso la mia comunità parrocchiale.
Qual è lo scopo di questo libro?
Riscoprire le radici ed invitare le nuove generazioni a scrutarle e a riconoscere in esse linfa vitale; conoscere il passato anche per tenere vigile la coscienza civile come un tempo.
Come e quando inizia la storia della sua parrocchia?
Tutto ha inizio nel XII secolo, quando, alle pendici del colle di Santa Lucia, fu eretta una chiesa dedicata a San Bartolomeo Apostolo. Di essa si danno notizie nella Bolla di Alessandro III del 1178. Nel XIV secolo, quando attorno alla chiesa si era formato un agglomerato urbano, denominato Centurano, ad essa fu conferito il titolo di parrocchia.
Cosa accade poi nel 1966?
In quell’anno, con la lottizzazione della Cerasola, diventata suolo edificabile, cominciò a sorgere una nuova zona residenziale che prenderà il nome di Parco Cerasola. Nella lottizzazione era previsto, sul lotto 86 un’area di pubblica utilità di cui una superficie di 840 mq da destinare alla costruzione di una chiesa. Negli anni settanta si avviarono quindi le pratiche necessarie per la costruzione della nuova chiesa. Il suolo sarà però assegnato alla Parrocchia di San Bartolomeo, dall’amministrazione comunale di Caserta, solo il 19 novembre 1992, con delibera n. 2213.
Dove sarebbe dovuta sorgere la nuova chiesa?
Nella zona prospiciente il mercato rionale, tra via Rossini e via don Gangi, alle spalle della scuola materna ed elementare, di fronte allo svincolo stradale al cui centro, in una piazzetta sorge oggi il piccolo monumento dedicato a San Pio da Pietrelcina. Il progetto prevedeva la costruzione di un edificio dedicato al culto, con annessa sacrestia ed uffici parrocchiali, per una superficie di 705 mq e al piano interrato un teatro di dimensioni pari al lotto stesso.
In quegli anni cosa rappresentava la parrocchia guidata da don Elio Catarcio?
L’Unico punto di riferimento e di aggregazione anche sociale.
Infatti sono nati diversi gruppi ed associazioni proprio in parrocchia, vero?
Sì, nei primi anni settanta ad esempio operava in parrocchia il Gruppo Scout 1, il più antico di Caserta, sorto nel dopoguerra, spostatosi dalla Cattedrale sotto invito di Don Elio e si organizzavano anche i primi gruppi di catechismo che, spesso per mancanza di spazio nei locali della parrocchia, si riunivano nelle case dei fedeli.
Ma in comunità cresceva anche un forte senso civico…
Sì, da una serie di riunioni serali a casa mia, negli anni settanta, nacque un comitato di quartiere per stimolare la civica amministrazione al rispetto dei termini di legge previsti per la costruzione della scuola materna ed elementare in via Cilea. Animatori degli incontri furono, tra gli altri, Rodolfo Mingione, Mario Russo e Francesco Tennerello.
Cosa accadde?
Non posso dimenticare quando, sul finire degli anni settanta, il nostro corteo fu ricevuto dal sindaco, dopo aver sfilato per le strade cittadine, ottenendo la promessa che il tentativo di privare il nuovo quartiere del suolo destinato alle scuole per costruire abitazioni civili non avrebbe avuto esito positivo.
Altri gruppi nati in parrocchia?
Nei primi anni ottanta nacque il Gruppo Fraternità di cui facevano parte Adriana ed Eva Lubrano, Franco Porzio, Franco Quarto, Salvatore Capasso, Clemente Carfora, Carmelina e Luigi Gisondi, Carmelina e Igino Izzo, suor Teofila Sallei, Maria Taddeo, Guido Napolitano ed io come coordinatrice del gruppo. Negli anni 88 – 89 il gruppo fu assorbito dal ramo Caritas. Qualche anno più tardi io fui cooptata dal vescovo Nogaro nel Consiglio Pastorale Diocesano di cui fui segretaria per cinque anni ed ancora oggi coordino il gruppo di Cultura e Fede, Agape Donne.
Altre iniziative?
Sempre alla fine degli anni ottanta, su proposta del Gruppo Fraternità , si cominciò a celebrare nel giorno di Venerdì Santo la Via Crucis per le strade di Centurano – Cerasola che invece oggi si tiene all’interno dell’Oratorio Marzano con la partecipazione di tutte i gruppi parrocchiali. Nel 1988 poi, si costituì un circolo socio – culturale a cui fu dato il nome del compianto Francesco Tennerello. L’anno dopo nacque il gruppo “Parola è Vitaâ€.
Cosa accadde invece nel 1991?
Nel dicembre del 1991 il nuovo vescovo monsignor Raffaele Nogaro visitò la nostra parrocchia.
E nel giugno del 1993?
Nacque la Corale Agape, costituita dai giovani della parrocchia, che ha tenuto molti concerti soprattutto a Natale, sia nella parrocchia di Centurano-Cerasola che in altre diocesi di Caserta. Nel 2001 fu rappresentato il recital “Sognando sogni grandi†al Teatro Izzo in due serate; nel 2003 la corale realizzò un recital natalizio ispirato a San Francesco e al primo presepe. I giovani vinsero anche un premio, il premio Don Rua, presso l’Istituto dei Salesiani di Caserta nel 2001.
Quando ci fu l’inaugurazione dell’Oratorio G. Marzano e la posa della prima pietra della Nuova Chiesa?
Era il 19 dicembre 1993. Alla cerimonia erano presenti il prefetto Luigi Damiano, il questore Gaetano Rosini, il commissario prefettizio Nardone ed il neo sindaco Aldo Bulzoni. Ricordo ancora le parole del vescovo Nogaro: “Costruire una chiesa nuova è un evento di festa e un impegno per tutti, ma più grande e suggestivo l’impegno di costruire la casa di Dio nel cuore degli uomini e gli adulti devono sentirsi particolarmente coinvolti nell’impegno di essere costruttori di Dio nella vita dei più giovaniâ€. Il Vescovo tornò poi a visitare la nostra parrocchia nel giugno del 1997.
Vogliamo ricordare signora Mingione, oltre a Don Elio Catarcio, i nomi dei parroci della chiesa di San Bartolomeo?
Sì, don Franco Catrame, parroco dall’ottobre del 2000 fino al 2005, quando fu sostituito da Don Luigi Nunziante, poi incaricato dal Vescovo Nogaro di curare personalmente il completamento della chiesa nuova in Parco Cerasola, promessa che egli mantenne con l’inaugurazione della chiesa il 25 ottobre 2008.
E infine vogliamo ricordare cosa è accaduto lo scorso 7 marzo?
È stata riaperta l’antica chiesetta di San Bartolomeo Apostolo in Centurano, Chiesa madre della Comunità , completamente restaurata nel giro di pochi mesi. La cerimonia solenne è stata presieduta dal vescovo Nogaro, con i parroci don Luigi Nunziante e don Sergio Adimari.
