Caserta, al via piano di gestione delle acque dell’Autorità di bacino Liri Garigliano

CASERTA – L’Autorità di Bacino dei fiumi Liri, Garigliano e Volturno ha formalmente avviato la fase di consultazione pubblica per la definizione del Piano di Gestione delle Acque per il Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale. Per l’Autorità di Bacino è considerato particolarmente rilevante il processo di partecipazione pubblica finalizzato non solo ad una mera informazione di quanto messo in campo in materia di acqua, ma alla crescita di una maggiore consapevolezza “nell’amministrare” un bene ed assicurarne il diritto.

Tempi serrati per mettere a punto entro il 30 giugno uno strumento di pianificazione delle risorse idriche delle sette regioni che costituiscono il distretto meridionale: Abruzzo, Lazio, Campania, Molise, Calabria, Puglia e Basilicata. L’approvazione finale del Piano è fissata al 31 dicembre 2009 per restare nei tempi indicati dall’Unione Europea e a cui sono legati i fondi destinati, appunto, alla tutela delle acque.

“Il Piano è la sintesi di un lavoro di pianificazione portato avanti dai diversi soggetti istituzionali che hanno competenze sulle acque”, evidenzia il Segretario Generale Vera Corbelli nella sua relazione introduttiva, a partire dalle regioni, alle agenzie per l’Ambiente ai consorzi di bonifica ecc. “Nel Piano andiamo a definire – continua Corbelli-, il concetto do governo di risorse idriche cominciando da una domanda strategica: quanta acqua abbiamo disponibile? Su questo ritengo sia necessario che arriviamo ad un vero e proprio bilancio sulla risorse idriche disponibili. Partendo dalla quantità disponibile è possibile definire la distribuzione, l’uso di poter agire, infine, sulla qualità con le misure di tutela”.

Nella ripartizione delle acque l’intreccio tra le regioni del Distretto è emblematico per ricostruire le “strade” delle acque, basti pensare che la Campania riceve acqua dal Molise e Lazio mentre la cede alla Puglia che è la regione che riceve acqua da tutti.

Un Piano, quindi, che deve riassumere in sintesi le pressioni esercitate dalle attività umane sullo stato delle acque superficiali e sotterranee, individuare le aree protette, definire la classificazione dello stato di qualità dei corpi idrici. “ Nel Piano è indicato come obiettivo primario quello ambientale, ovvero, agire avendo come riferimento la qualità dell’acqua e la sua tutela, ciò attraverso la conoscenza delle diverse forme di sfruttamento delle falde e l’identificazione dei copri idrici a rischio”.

Un messaggio di saluto e di attenzione è venuto dal Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia. Sono intervenuti in qualità di portatori di interesse per il processo di partecipazione pubblica relativo alla realizzazione del Piano di Gestione i rappresentanti: Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Ministero dello Sviluppo Economico; Comitato per la Vigilanza sull’uso delle risorse idriche, Protezione Civile Nazionale, Corpo Forestale dello Stato, Unione delle Provincie e dei Comuni delle sette regioni coinvolte (Campania, Lazio, Basilicata, Calabria, Puglia, Molise e Abruzzo), le Associazioni Regionali delle Bonifica, Irrigazione e Miglioramenti, Bacini Interregionali (Sele, Sinni e Noce, Bradano, Saccione, Fortore e Biferno, Ofanto, Lao, Trigno, Bacini Regionali della Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Molise, le Agenzie per l’Ambiente delle regioni interessate, le Ato, il Cnr, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Enea, Federparchi, Federmabiente, Federconsumatori, Wwf, Gruppo 183, Italia Nostra, Agenda 21, Legambiente, Greenpeace, Cia, Coldiretti e Confagricoltura, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Enel.