Caserta, successo per Pippo Corigliano: il mistico dalla cravatta giusta, al Corso di Comunicazione dell Issr

CASERTA – “Un lavoro soprannaturale: la mia vita nell’Opus Dei” è il titolo della fatica letteraria di Pippo Corigliano, volume nel quale l’autore ripercorre una “galleria di ricordi” sul suo lavoro lunga ben quarant’anni. Lo storico portavoce dell’Opus Dei, Prelatura ecclesiale fondata nel 1928 da San Josemaria Escriva’, ha tenuto una lezione di Comunicazione, presentando il suo libro in Terra di Lavoro, lo scorso venerdì 28 novembre, al Corso di Comunicazione dell’Istituto di Scienze Religiose “San Pietro” di Caserta.

Il pubblico, composto dagli allievi del Corso di Comunicazione, oltre ai tanti interessati e curiosi, ha accolto calorosamente l’ingegnere napoletano, impegnato da anni a comunicare e a salvaguardare la parola di Cristo e le attività dell’Opus Dei.

L’iniziativa, fortemente voluta dal giornalista Luigi Ferraiuolo, coordinatore dell’innovativo e unico percorso di studi dell’Issr, rientra nel ciclo di incontri del Corso di Comunicazione, e si è rivelata un’esclusiva lezione sia per i corsisti che hanno ascoltato con attenzione la sua testimonianza, sia per il numeroso pubblico casertano, accorso per la presentazione del volume.

Con un briciolo di emozione sono cominciati i ricordi legati al suo profondo cambiamento, da spensierato ragazzo innamorato a uomo di fede, la cui passione è nata in seguito all’ascolto della parabola del buon samaritano, che lo ha spinto a dedicarsi anima e corpo ad un lavoro fatto di fede e speranza.

Ha raccontato poi del suo rapporto speciale col noto giornalista Indro Montanelli e di una sua probabile conversione alla fede cattolica prima della morte, argomento che ha suscitato molto interesse negli ultimi giorni.

Il ricordo del fondatore de “Il Giornale”, ha inevitabilmente riportato alla memoria la celebre cena tra il giornalista toscano e il pontefice Wojtyla, organizzata dallo stesso Corigliano. Un pezzo di storia del secolo scorso, un insolito incontro tra il massimo esponente della religione cristiana e il “mangiapreti” Montanelli. Memorabile poi il breve momento di preghiera che ha visto coinvolti i due piccoli grandi uomini nella recita del “Padre Nostro”, preghiera molto cara alla devota madre di Montanelli.

“Nonostante i numerosi riconoscimenti ricevuti e dopo ben ottant’anni dalla fondazione dell’Opera – dichiara Corigliano – ancora oggi essa viene vista con sospetto da molti e il materiale giornalistico e letterario che avvalora tesi fantasiose sulla reale attività della Prelatura, cresce costantemente”.

Alcune delle ipotesi più diffuse, vedono nell’organismo dell’Opera, una sorta di società clandestina, tanto potente da poter influenzare il corso della storia. Lo stesso Corigliano ammette che la pubblicazione del libro di Dan Brown “Il Codice da Vinci”, ma forse di più il film, ha scatenato l’opinione pubblica e la conseguente curiosità dei lettori, colpiti dalla versione fantasiosa dell’Opus Dei. Ma “il film – conclude – alla fine ha spinto molte persone a volerci conoscere e ha fatto nascere messe di richieste di partecipazione alle attività dell’Opera”.

Il suo volume, non è un inno all’Opera a cui appartiene, bensì un exursus di esperienze e testimonianze di un lavoro fatto con amore, che l’autore ha voluto divulgare ai lettori per una migliore comprensione dei compiti svolti dall’Opus Dei, che nel mondo conta piu’ di 85 mila membri.