Caserta – Oggi queste righe dovrebbero raccontare di basket, di vincitori e vinti, esaltazioni e delusioni. Quello che per tanti appassionati a volta sembra addirittura una ragione di vita, un motivo sufficiente a cambiarti l’umore nel bene o nel male, oggi è qualcosa di infinitamente piccolo e superfluo. Di basket ci toccherà presto tornare a parlare, scrivere, pensare. Ma oggi no, non si può.
Forse il silenzio sarebbe la cosa più giusta, perché nessuna parola può spiegare l’assurdità di quello che è successo ieri, né mitigare il dolore sordo di chi rimane senza darsi un perché.
Chi segue il basket a Caserta, si ritrova suo malgrado coinvolto in questa perdita, perché Emanuela, Paolo, Luigi, Gianluca, erano di casa al Palamaggiò ed avevano tantissimi amici, conoscenti, compagni di squadra, vicini di posto, con cui condividevano le stesse emozioni.
Per chi poi era legato da una vecchia e lunga amicizia, come il sottoscritto con Emanuela Gallicola, la sua famiglia, il fratello Maurizio che per anni è stato il nostro coach quando anche noi ci divertivamo a correre su un parquet, la sensazione di inspiegabile vuoto è assordante e dolorosa.
Per tantissime persone, da ieri, la vita assume un significato totalmente diverso, o addirittura rischia di perderlo, quel significato. Non possiamo far molto per queste persone, se non continuare ad amare la vita ed il basket come hanno fatto Paolo, Emanuela, Gianluca e Luigi, e magari viverlo con più leggerezza e con la gioia di un dono, che a noi rimane. Nel ricordo di questi ragazzi, accomunati in questa vita dallo stesso destino che ce li ha strappati via, tutti insieme.
Intanto speriamo che Andrea e Rosario, gli altri due ragazzi rimasti feriti, possano tornare presto a casa dai loro familiari, e magari di nuovo un giorno a correre su un parquet. Per loro stessi, ma anche per chi su questa terra non potrà più gioire o soffrire per un canestro.
Resteranno con noi, come recitava ieri il desolato striscione dei tifosi nel buio del Palamaggiò a luci spente. Il loro ricordo, la loro passione, i volti sorridenti di chi ama il basket più per la voglia di condividere che per quella di vincere. E speriamo che, dovunque essi siano adesso, ci sia, anche lì, un pallone e due canestri.
