CASERTA – Con l’ecclesiologia di comunione proclamata dal Concilio Vaticano II, nuove prospettive si sono aperte in ordine alla presenza dei laici nella Chiesa. Oggi sono sempre di più quelli che, in varie forme, esprimono una collaborazione sempre più diretta e responsabile alla vita delle comunità cristiane Da ciò nasce, da parte loro, il bisogno di una maggior formazione. Ciascuno vuole rimotivare il proprio cammino di fede per una crescita sempre più consapevole e per essere pronto a comunicare agli altri fratelli le ragioni della propria Speranza.
Dietro la spinta di tali motivazioni inizia il 24 novembre presso la parrocchia del SS. Nome di Maria un Corso di teologia pastorale per operatori pastorali. Condurrà il corso don Antonello Giannotti , al quale abbiamo chiesto i motivi di questa sua scelta: “La Chiesa nella sua missione si trova oggi interpellata da nuove e numerose sfide nei concreti contesti in cui essa vive.
Davanti ai nuovi scenari nei quali l’azione pastorale è chiamata a muoversi, emerge sempre più chiara e convincente l’urgenza centrale e prioritaria di una nuova qualità della pastorale, nel segno della fede che genera la carità , nel segno della comunione e della missione. Come poter essere segno e sacramento di salvezza nella nostra realtà casertana? Come annunciare il vangelo a tutti gli uomini nelle circostanze attuali?†“Quindi la teologia pastorale può essere di valido aiuto in tal senso?†“E’, questo, un momento in cui anche la teologia pastorale può offrire un suo contributo, richiamando gli elementi fondamentali, i criteri evangelici, le linee ispiratrici dei documenti pastorali del magistero, le prospettive autenticamente ecclesiali che tutti interpellano nel nostro modo di fare Chiesa a servizio del regno di Dio, e in un cammino di formazione come responsabili e operatori di pastorale.
E’ necessario, davanti alla molteplicità delle sfide e dei problemi, ritrovare quanto più è essenziale, primario e profondo nell’agire pastorale, anche per evitare il rischio della dispersione, della superficialità , della parzialità e frammentarietà , delle divisioni o contrapposizioni sterili. Il corso di Teologia Pastorale intende collocarsi in questa prospettiva.
“Perché questa apertura a tutti gli operatori pastorali?†“Sono fermamente convinto che una riflessione di Teologia Pastorale non può essere riservata solo a pochi esperti, non può neppure esaurirsi in ricerche erudite, ma deve essere una riflessione vitale aperta a tutti, in riferimento alla viva prassi pastorale e a un suo rinnovamento, in cui ciascuno sia aiutato a sentirsi protagonista con il proprio dono e il proprio ministero o compito, in una costante disponibilità all’azione “creatrice†dello Spirito, che opera tutto in tutti e non solo nei preti, religiosi e religiose.â€
Il corso si svilupperà secondo il seguente programma: 1. Identità e compiti della teologia pastorale; 2. i criteri fondamentali che devono ispirare e costantemente verificare l’azione pastorale, con richiamo particolare ai “segni dei tempiâ€, come categoria teologica importante per comprendere la visione conciliare del rapporto chiesa-mondo nella storia; 3. Le mediazioni pastorali fondamentali nella vita nella missione della Chiesa; 4. Un’ampia ricerca sul primato dell’evangelizzazione nell’azione pastorale; 4. Una riflessione sul soggetto dell’azione pastorale: la Chiesa nella sua costitutiva missionarietà , fraternità e ministerilità ; 6. Alcune indicazioni di tipo metodologico sulla organizzazione e la programmazione dell’azione pastorale, sulla linea della partecipazione e corresponsabilità ecclesiale; 7. Una riflessione conclusiva e di sintesi su alcune linee fondamentali di spiritualità pastorale. Avrà cadenza mensile e la sua durata supererà l’anno pastorale in corso.
