Michele si racconta senza Antonio: E’ stato subito feeling, lui disponibile ma anche capa tosta!

NAPOLI – Dopo l’intervista ad Antonio D’Ausilio, l’Ecodicaserta intervista anche Michele Caputo, l’altra anima comica della esilarante coppia meglio conosciuta sotto il nome di “Antonio & Michele”.

Come gia’  raccontato da Antonio, i due si sono incontrati tra i banchi del Liceo, a Ponticelli, e ben presto si accorgono che la loro vena comica non fa ridere solo i corridoi della scuola.

E’ veloce il passaggio dal gioco alla professione, che come afferma Michele permette di decidere ogni giorno che ti va di fare, tu sei l’artefice del tuo destino, questa la cosa piu’ bella che puo’ capitare. Michele Caputo ci racconta, dunque, della fortuna del suo lavoro, che piu’ che altro un divertimento, che gli permette di spaziare dal cinema al teatro, dalla radio alla Tv.

Tutte esperienze diverse ma complementari tra loro, che “ti aiutano sempre e andrebbero fatte tutte con la stessa intensita’” afferma. Per un bravissimo comico come lui naturalmente i suoi esempi sono stati Massimo Troisi ed Eduardo De Filippo, ma confessa che oggi gli piacerebbe essere Giancarlo Giannini. Presto lo rivedremo a Zelig e poi in teatro in una commedia con la regia di Vincenzo Coppola e musiche di Gigi D’Alessio.

Mi racconti gli inizi della tua carriera, so che sei stato al Liceo con Antonio:

che vi siete incontrati?

“Si, siamo stati in primo Liceo insieme poi lui è stato bocciato, poi anche io tre volte, prima ci siamo lasciati e poi ci siamo reincontrati”.

E quindi è partito tutto dal Liceo, è stato lì che avete pensato di fare i comici?

“Io l’ho pensato! Perché praticamente mi sono accorto che la situazione scolastica era molto drammatica o comica ecco… Per questo ci siamo incitati a vicenda”.

Hai studiato recitazione?

“No, io ho cominciato facendo delle commedie amatoriali e poi abbiamo fatto insieme cabaret”.

Tv, radio, cinema, teatro una definizione per ciascuna esperienza?

“In teatro ho fatto un po’ di cose con Sergio Solli, in Tv a Zelig, in radio abbiamo lavorato con Pippo Pelo a “Peloecontropelo” per due anni: è stata una bella esperienza radiofonica. Abbiamo fatto anche un film napoletano qualche anno prima con Pasquale Falcone, poi “Amore con la S maiuscola”, alcune fiction: “Distretto di Polizia”, “Cuore contro Cuore”, insomma tutte esperienze che fanno capo alla voglia di fare questo lavoro.

Che lavoro è?

E’ un mestiere in cui puoi spaziare in un ambito abbastanza vario, nel senso che poi ogni esperienza è complementare all’altra. Perché tecnicamente il teatro è differente dalla televisione: a livello di ritmica, di velocità. Poi la televisione è differente dal cinema, la fiction è differente dalla televisione, sono tutte cose molto differenti tra loro che però ti aiutano sempre. Sono complementari e andrebbero fatte tutte con la stessa intensità, però, poi chiaramente, non è sempre possibile”.

E tu tra tutte queste esperienze quali preferisci? Quale credi sia quella a te più congeniale?

“Purtroppo devo dirti che oggi è indispensabile la televisione, perché senza la televisione non riempi il teatro. Diciamo che il teatro è la strada per farti conoscere, però senza la televisione ci impieghi un tempo enorme per cui non sempre poi è la strada più facile, invece con la televisione devo dire che è più facile, se fai Zelig è più facile che la gente ti venga a vedere a teatro piuttosto che se non lo fai”.

Cosa adori di questo lavoro?

“Il tempo libero, tu sei l’artefice del tuo destino. Questa è la cosa più bella che può capitare!”

A quale dei tuoi personaggi ti senti più legato?

“Non sono legatissimo ai miei personaggi, nel senso che appartengono a un’epoca, sono delle intuizioni, delle invenzioni. Non mi viene di legarmi al personaggio, in quel momento sono quel personaggio, forse perché sono eccessivamente razionale, magari mi diverto di più a fare l’ultimo che ho inventato”.

Quale comico o attore stimi di più?

“Di viventi mi piace molto Jack Nicholson e poi Giancarlo Giannini, sono attualmente i più forti, ecco mi piacerebbe essere Giancarlo Giannini. Per quanto riguarda il passato sicuramente ho vissuto e assorbo ancora Eduardo de Filippo e poi Troisi, anche se sembra banale, ma è lui che ha dato lo stimolo a molti comici”.

Quale è la cosa che ti diverte di più nel quotidiano?

“Poter scegliere quello che devo fare, nel senso che se decido di non fare niente… non faccio niente. E riconosco che non tutti possono permettersi di scegliere di non fare niente “.

Dimmi un pregio e un difetto di Antonio?

“Un pregio sicuramente è che è una persona veramente disponibile, sempre disponibile per gli altri, un difetto è… Che tiene ‘na capa tosta allucinante!!! “

Dove ti vedremo impegnato a breve?

“Adesso mi vedrete a Zelig con Antonio e poi da Febbraio comincio da solo una commedia teatrale con la regia di Vincenzo Coppola al teatro Diana a Napoli, con le musiche di Gigi D’Alessio “.

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