CASERTA – I casertani devono ringraziare di cuore il ministro Roberto Maroni per la sua genuina incredulità . Quella incredulità meneghina dell’uomo normale di fronte a quello che sta accadendo in provincia di Caserta, all’indomani della guerra dichiarata dai casalesi allo Stato e ai cittadini normali con la strage di Castelvolturno.
Una vera e propria guerra civile in cui lo Stato finalmente prova a combattere un pezzo di antistato che coinvolge e ingloba tutti: dai politici più o meno importanti ai camorristi, ai professionisti a imprenditori improvvisati e se non li ingloba li modifica geneticamente inducendoli a far finta di niente o a stare in silenzio.
La prova della volontà di Maroni di voler sconfiggere la camorra della provincia di Caserta – una camorra Stato – è la richiesta di eliminare gli arresti domiciliari per i criminali mafiosi, i camorristi. E’ impensabile che chi vien mandato in galera per crimini associativi, come la camorra, possa poi starsene comodamente a casa propria. La pena per rieducare deve essere dura – e infatti fanno specie gli arresti domiciliari in genere a chiunque e pure chi ciancia di carceri sovraffollate – e le carceri devono essere dure perché altrimenti non c’è nemmeno la speranza di curare.
Eppure a caserta ci sono uomini di potere e di sottopotere che non vedono di buon occhio questo interventismo dello Stato (leggi militari e forze dell’ordine) – e non sono pochi – sono gli stessi che quando sono arrivati negli anni scorsi i fondi e gli insegnanti li hanno tenuti fermi o non li hanno spesi (o meglio li hanno intascati) per non far cambiare nulla. Il ministro sappia perciò che la guerra è lunga e dura e lui ha fatto bene a chiamarla con il suo nome: guerra. Perciò vada avanti che ci sono anche persone, casertani, che sono dalla sua parte.
