Caserta, a Maddaloni il Villaggio dei Ragazzi ha celebrato sessanta anni


MADDALONI (Caserta) – “Giulio al Villaggio c’è sempre, anche quando non c’è”. Può sembrare un gioco di parole, ma Giulio Andreotti è il Villaggio dei Ragazzi, come don Salvatore d’Angelo era ed è, ancora, nel ricordo di tutti, il Villaggio.

Andreotti c’era alla posa della prima pietra del Villaggio dei Ragazzi. Era il 1948. Vigilava sull’ente morale quando Pio XII ne elogiava il progetto, nel 1950, o quando alla Camera raccolse le firme per la costituzione della Fondazione Villaggio dei Ragazzi, nel 1975.

Era presente al 40esimo anniversario, nelle vesti di Presidente del Consiglio, non ha voluto mancare, venerdì 29 maggio, al 60esimo compleanno, anche se attraverso un messaggio scritto.

E «Oggi, quello che conta – ha scritto Andreotti – è cercare di non dimenticare quello che fu l’insegnamento fondamentale di don Salvatore. Cioè coniugare l’impegno politico, la sensibilità  socio-culturale e la fede religiosa».

Ad ascoltarlo, l’altro giorno, quando il Villaggio ha chiuso le sue celebrazioni per i sessant’anni (ma l’Eco continuerà  ad approfondire la storia del Villaggio e di don Salvatore nei prossimi mesi), centinaia di persone.

Don Salvatore, nell’ottavo anniversario della scomparsa, resta, sotto questo aspetto, un esempio inimitabile. E inimitabile è la sua opera, la più importante casa di accoglienza e formazione dei giovani di tutto il Sud. Il Villaggio è un’opera grandiosa come il suo fondatore, l’Eco di Caserta continuerà  il suo viaggio nella storia nei prossimi mesi per conoscerne meglio il fondatore e la sua opera e per raccontarla e farla conoscere a tutti.