CASERTA – Parte da Caserta il movimento per la beatificazione di Aldo Moro. Il vescovo di Caserta Raffaele Nogaro, alla presenza della figlia Agnese e di uno dei più cari amici dello statista democristiano, l’ex parlamentare Elio Rosati, durante il Meeting dei Giovani in corso a Piazza Pitesti a Caserta, rilancia l’auspicio che “Moro diventi il santo dei giovani, per la forte testimonianza di impegno che ha dato durante la sua vita. Era un uomo che era un po’ come il Cristo, si vedeva che diceva la verità “.
LA TESTIMONIANZA DI AGNESE
Una testimonianza che è stata corroborata dalle parole di Agnese Moro, ospite d’onore dell’ottava edizione del Meeting, che ha chiarito, rispondendo ad una domanda, “come è più importante per noi della famiglia – ha spiegato – che nostro padre sia ricordato ancora oggi a distanza di trenta anni dalla morte per la sua opera, per la sua figura, per il suo impegno, per quello che ha dato all’Italia e ai giovani; piuttosto che conoscere le responsabilità penali di chi a quell’epoca lo abbandonò. Sarà la Storia a giudicare e queste persone saranno giudicate quantomeno inette”.
“Mio padre – continua la Moro – era molto dolce e attento ai giovani. Ai suoi alunni non negò mai le sue lezioni. Anche quando era presidente del Consiglio, un anno, non mancò mai alle lezioni coi suoi alunni. E poi – continua Agnese Moro – con i suoi alunni parlava, si scriveva anche anni dopo l’Università , li portava con se a incontri e impegni. Nelle sue lettere dalla prigionia, dolcissimo, ci scriveva di controllare sempre il gas e soprattutto di badare a mamma”.
IL RICORDO DI ROSATI
Una testimonianza toccante è arrivata anche da Elio Rosati, ex sottosegretario di Stato alla Pubblica istruzione, originario di Maddaloni, uno degli amici più cari di Aldo Moro e tra i consiglieri più stretti, che monsignor Nogaro ha definito “don Elio” per la sua incredibile carica umanitaria. “Aldo Moro era di una incredibile umanità – ha detto Rosati – Non ha mai dimenticato che il suo impegno era per l’Italia, i giovani. E poco prima che venisse rapito, aveva già dato testimonianza che in certi casi vengono prima le persone, che gli Stati; come nel caso della liberazione di alcuni palestinesi”. Rosati ha anche ricordato il modello di studente di Moro: “Era bravissimo, si interessava a tutto, studiava anche la matematica, dove aveva 9. E considerato i suoi interessi era incredibile. E in tutta la sua vita – ha concluso Rosati – ha sempre scelto di agire con la più larga condivisione possibile nel suo impegno: quando riceveva un incarico dalla Dc o quando assumeva incarichi di Governo, per il bene di tutti”.
IL VESCOVO NOGARO
Monsignor Nogaro quando ha concluso gli interventi ha ricordato che Moro era una figura eccezionale per i giovani, “che catturava l’attenzione dei giovani – come lui stesso può testimoniare mentre era studente a Roma – e che le persone quando lo ascoltavano erano sicure che diceva la verità “.
IL DONO DI DON NICOLA LOMBARDI
Al termine, don Nicola Lombardi, direttore del Centro per la pastorale giovanile, promotore del Meeting, ha donato una sacca in juta riutilizzabile della cooperativa sociale NewHope ad Agnese Moro e a Elio Rosati per la loro testimonianza, come simbolo di attenzione per l’ambiente, e alcuni volumi di monsignor Raffaele Nogaro.
La giornata del Meeting, apertasi con le testimonianze di giovani e associazioni, è stata presentata da Doralisa Barletta, cantante e giornalista casertana, ed è continuata con l’esibizione della cantante Lisa, che ha anche raccontato come vede la società oggi, a trent’anni dalla morte di Moro.
