CASERTA – Lunedì 19 maggio è stato presentato ad un folto pubblico, dall’associazione “Agape donneâ€, il libro del Padre Vescovo “Maria di Nazarethâ€, un testo “altamente teologico e di grande spessore spiritualeâ€, come lo ha indicato Anna Russo, coordinatrice dell’associazione, che ha moderato l’incontro. La serata si è articolata in tre momenti: introdotta da Michele Casella con la lettura di brani scelti del libro, accompagnata da un sottofondo musicale e dalla proiezione mediante diapositive di immagini pittoriche della Vergine, è proseguita poi con la presentazione e il commento entusiasta del testo a cura di Maria Menditto.
Seguendo l’esposizione del Padre Vescovo, la professoressa ha introdotto la sua con un excursus sulle storie delle matriarche di Israele (Sara, Lia e Rachele, Pennina ed Anna, Noemi e Rut, Tamar, Raab, Betsabea ed Ester, la madre dei Maccabei, Giuditta e Debora), e sul segno da loro lasciato in un mondo prettamente androcentrico, per mostrare poi la diversa posizione di Gesù nei confronti del mondo femminile e la sua profonda considerazione e dedizione alle donne, ricordando l’episodio della Samaritana e la posizione di Maria Maddalena nell’annuncio della resurrezione.
La figura di Maria, il prototipo della “figlia di Sionâ€, colei in cui si sono compiute tutte le promesse fatte dal Signore ai padri e alle madri d’Israele, è stata quindi delineata, sempre seguendo l’autore, come: Mediatrice di grazia, obbediente e fedele alla legge di Mosè, Madre che dona ( e qui è stato entusiasticamente citato un passo del libro, quasi un’immagine, che la delinea come “una limpida vetrata che offre la sua trasparenza al fuoco del sole, nel quale fiammeggia tutto intero il mistero del Figlioâ€), Madre rivelatrice di Dio al femminile, Madre sempre rispettosa dei ruoli, Compassione di Dio per l’uomo (le nozze di Cana), Mediatrice di preghiera dopo l’ascensione e, infine, Madre della Chiesa. L’esposizione si è conclusa con l’immagine della “donna vestita di sole†dell’Apocalisse, “capolavoro di femminilità , impegnata a difendere e salvare lungo il corso della storia tutti coloro che nascono da grembo di donnaâ€. Con “Maria di Nazarethâ€, ha concluso la relatrice, il Padre Vescovo sembra aver voluto riscattare l’universo femminile, ingiustamente umiliato nel corso dei millenni.
La serata è terminata con un terzo momento: il saluto da parte dell’associazione a monsignor Nogaro e la consegna di una pergamena nela quale l’Agape ha voluto esprimergli il suo “grazie†per ciò che egli è stato e ha rappresentato in tutti questi anni per la nostra diocesi.
