CASERTA – Sono ritornati in piazza i lavoratori Oss che ancora una volta, si vedono violati i propri diritti. Da sei mesi on percepiscono lo stipendio, pagati per tre ore a giorni alterni lavorano sei. Allo stremo delle loro forze, sono tornati a manifestare stavolta, supportati dai sindacati.
Questa mattina, solo alcuni dei 107 precari della cooperativa “Sole Nascente” di Icaro, operanti presso le strutture ospedaliere di Maddaloni, S. Felice a Cancello, Marcianise e del Rsa di Caserta hanno incrociato le braccia, avvicendandosi con altri colleghi, che coprivano i turni nelle strutture, portandosi davanti all’Asl in via Unità d’Italia, nei pressi del monumento ai caduti.
L’ennesima manifestazione dunque, visto che più volte, essi si sono ritrovati ad indire uno sciopero che alla fine, non ha portato ad alcuna soluzione dei problemi inerenti il rapporto lavorativo ma che lascia tutti scoraggiati.
Un numero ristretto di maestranze lavorative, molto meno di quelli che dovevano essere presenti, supportati dai rappresentanti sindacati Cgil, Cisl e Uil terzo settore, dalle 10 di questa mattina, e qualcuno anche prima, si sono incontrati per essere ricevuti dal commissario pro tempore Gambacorta, a cui, ancora una volta, hanno ribadito le loro richieste:
1. Le eccellenze lavorative non percepiscono lo stipendio da oltre sei mesi;
2. Lo stipendio che verrebbe loro versato ammonta a circa 500 euro mensile;
3. I lavoratori sono da sempre precari, non hanno certezze per il futuro pur avendo famiglia.
Sui teli appesi al monumento dei caduti si leggeva:
vogliamo certezze; Vogliamo il nostro stipendio.
Gli operatori socio sanitari, pur di trovare un lavoro, hanno firmato tempo fa un contratto di lavoro con la cooperativa “Sole Nascente” e Icaro che toglie loro ogni possibilità di difesa, costretti ad accettare un lavoro di tre ore contrattuali con relativo stipendio, tre giorni a settimana a fronte delle sei ore realmente impiegate e non retribuite. Se pensiamo che ognuno di essi ha una famiglia, dei figli. Il lavoro è stato prorogato fino a settembre, a scadenza di contratto, si saprà se resteranno gli stessi operatori o molti andranno a casa. E’ in atto una gara d’appalto, per nuove assunzioni e i lavoratori si chiedono se abbia senso assumere nuovi operatori invece di migliorare le condizioni degli attuali soci.
Il rappresentante della Cisl Fp Fp Luigi Giannini, intervenuto a supportare i lavoratori ci spiega:
“Già questa mattina il commissario ha comunicato una piccola buona notizia per i lavoratori: è stato inviato un mandato per lo stipendio dei mesi di Marzo e Aprile ancora in sospeso e questa mattina, insieme all’ufficio ragioneria provvedeva ad erogare il salario e probabilmente anche per il mese di Maggio. E’ un impegno parziale ma che da sospiro ai lavoratori, almeno per qualche mese. Speriamo che non sia il solito fumo negli occhi, com’è nel timore dei lavoratori e darci il contentino per la protesta. E se la cooperativa non dovesse pagare almeno queste tre mensilità, noi saremo vigili”.
“Siamo favorevoli alla definizione della nuova gara d’appalto per quanto riguarda i dipendenti – continua il sindacalista – e che venga rispettato per loro un nuovo contratto previsto dal nuovo contratto collettivo nazionale e non come sottopagati come avviene ultimamente e che esso avvenga a garanzia di tutte le unità che stanno lavorando . Inoltre, contemporaneamente alla nuova gara, chiederemo che nel momento in cui verranno meno nei loro doveri, come la mancanza dei pagamenti dovuti, la ditta dovrà abbandonare l’appalto poiché verranno meno i requisiti per continuare l’attività, che sia Icaro o altri che verranno.”
Ci racconta Mario Amendola, manifestante:
“Io prendo, ma da sei mesi non percepisco nemmeno quelli, 480 circa 500 euro, mia moglie guadagna 100 euro lavando le scale,in nero, una mano ce la da mia madre, altrimenti non potremmo andare avanti ed abbiamo due bambini. Se e quando si decideranno a darci il sudatissimo salario, ci sono già le bollette da pagare, la rata d’affitto e tutte le tasse che non aspettano. Ogni cinque sei mesi si decidono di darci una mensilità ma una famiglia come può vivere in questo modo, su quali basi si costruisce una vita. Senza uno stipendio siamo costretti a delinquere” conclude il lavoratore.
Da parte sua il commissario dell’Asl Antonio Gambacorta, sta provando sulla sua pelle lo stato di precarietà in quanto, si dovrà stabilire se sarà lui ancora a capo dell’azienda sanitario locale o verrà sostituito. Nell’incontro coi rappresentanti sindacati, il dott. Gambacorta si è reso disponibile a qualunque confronto promettendo che, al più presto saranno versati ai lavoratori lo stipendio di Marzo e, a seguire subito dopo di Aprile. Inoltre, si convocherà al più preso un tavolo in prefettura.
