Caserta, infrastrutture indispensabili per lo sviluppo secondo la Filca Cisl

Già in occasione della campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione provinciale la CISL e la FILCA misero in campo un’iniziativa di confronto tra sindacato, associazioni degli imprenditori edili e candidati alla Presidenza intorno alle questioni delle infrastrutture.

 

CASERTA – La CISL di Caserta e la FILCA, Federazione dei lavoratori Edili, pongono ancora una volta al centro dell’attenzione delle istituzioni e delle forze politiche le esigenze del territorio casertano di dotarsi di quelle infrastrutture necessarie e indispensabili in una logica di sviluppo e di incremento dell’occupazione.

 

Oggi, a distanza di oltre un mese dal voto degli elettori, assistiamo al ripetersi dei riti della politica che non sembra capace di guardare oltre sé stessa, mentre il territorio è in preda da una crisi grave che si approfondisce sempre di più.

I dati sono noti e davanti agli occhi di tutti

Il Policlinico è ormai fermo da mesi con grave sofferenza da un lato delle maestranze per le quali un’accorta iniziativa sindacale, della  FILCA e della CISL innanzitutto, ha conquistato gli ammortizzatori sociali, ma anche del territorio che si vede privato di un’infrastruttura capace di corrispondere al diritto alla salute dei cittadini, di creare occasioni di sviluppo nel campo della farmaceutica e sviluppo territoriale.

Attualmente la situazione vede la SUN intenzionata a valutare e consultare le ipotesi ad essa pervenute fino alla 5* in graduatoria, in nome di una trasparenza che rischia di tradursi in una lungaggine burocratica al termine della quale si scopre che nessuna ipotesi è gradita, con l’inevitabile conseguenza che dopo aver atteso dieci anni per la posa della “prima pietra”, non solo non arriva la seconda ma si sgretola anche la costruzione già realizzata.

Per quanto attiene all’ Interporto, occorre ancora una volta denunciare che quest’ opera sta ormai smarrendo la sua missione principale di essere una struttura intermodale, collegata col sistema viario e portuale, capace di operare con successo nel settore  logistica e della prima lavorazione delle merci. Una gestione personale, uno scaricabarile di responsabilità, uno scarso ruolo delle istituzioni -Regione, Provincia, Comuni interessati- ha ridotto  questa infrastruttura a semplice area commerciale.

Infine, il completamento della ex Ferrovia Alifana, indispensabile per creare collegamenti veloci all’interno non solo dell’area provinciale di Caserta ma anche versa l’area metropolitana di Napoli, con sollievo innanzitutto di lavoratori e studenti su cui grava anche la tassa del trasporto individuale. Si tratta di opere la cui realizzazione e completamento vanno non solo nella direzione di dare lavoro e slancio al settore edile, ma soprattutto di mettere il territorio casertano in condizioni di essere competitivo, attrattivo verso investitori nazionali e stranieri, di avere un ruolo importante all’interno della regione Campania e di sfuggire al destino di diventare parte integrante dell’area metropolitana di Napoli senza avere alcuna identità se non quella di territorio di scarico di tutte le eccedenze della metropoli.

Si tratta di opere la cui realizzazione e completamento vanno non solo nella direzione di dare lavoro e slancio al settore edile, ma soprattutto di mettere il territorio casertano in condizioni di essere competitivo, attrattivo verso investitori nazionali e stranieri, di avere un ruolo importante all’interno della regione Campania.