CASERTA – L’Iperion non è condonabile. o ha deciso l’adunanza plenaria del Consiglio di Stato riunitasi ieri a Roma per esprimersi in maniera definitiva sul centro commerciale di via Borsellino, nato come un piccolo centro sociale e poi diventato un centro commerciale con abusi su abusi. Forse, con questa sentenza, a Caserta si ricomncia a pensare normale.
Ora dovranno essere presi provvedimenti con chi ha permesso questo abuso negli uffici comunali e con le decine si abusi evidenti in città nella costruzione di palazzi e parchi.
Il pronunciamento dei giudici di Palazzo Spada dà ragione in sostanza alla posizione già espressa dal Tar della Campania che, a sua volta, aveva negato il condono. Pertanto, a decorrere da oggi, e con effetto immediato, tutti gli esercizi commerciali ancora operanti all’interno della struttura distribuita su più livelli per circa 61 mila metri di cubatura, devono cessare le loro attività in quanto riconosciuti abusivi.
Al Comune di Caserta tocca ora ordinare l’abbattimento dell’intero complesso edilizio. Se nell’arco di 90 giorni quest’ordine non viene eseguito, si contemplano due ipotesi: il Consiglio comunale ha facoltà di deliberare l’acquisizione del bene immobile al patrimonio del Comune per destinarlo a finalità sociali, decidendo così per la sua conservazione; oppure può decidere l’abbattimento a spese del proprietario della struttura stessa.
La gioia delle associazioni: abbattelo l’Iperion, vogliamo verde
Riceviamoe pubblichiamo.
La storia giudiziaria dell’Iperion inizia circa otto anni e coincide con la nascita del Comitato di Quartiere di Parco Cerasola e Centurano. Il centro commerciale camuffato in centro integrato di servizi e tempo libero doveva essere la più significativa opera realizzata dall’amministrazione Luigi Falco, ma dal primo ricorso avverso presentato da quindici commercianti della ex Appia e via Comunale per Tuoro il cosiddetto centro integrato si trasformo in una abusiva scatola di cemento contenente un pacchetto di voti elettorali dell’ex amministrazione, la quale ha avuto il grande merito di creare posti di lavoro incerti e fallaci.
L’Iperion fu inaugurato in pompa magna con la presenza del sindaco pro tempore ma con l’assenza di quasi tutta l’amministrazione comunale. Ma cosa ancora più grave della indecente inaugurazione della struttura fu il nuovo piano traffico di Parco Cerasola di cui ancora oggi ne paghiamo le conseguenze. Il sindaco Falco decise di isolare il quartiere dal centro cittadino e di sostituire l’arteria principale di collegamento con l’abusiva stradina denominata, a disonore del santo, via Sant’Augusto.
La strada da piano regolatore era stata adibita a parcheggio dell’Iperion. Due petizioni di duemila firme non bastarono per apportare dei correttivi ad un allucinante e demenziale piano traffico. I commercianti di via Marchesiello che già subivano la sleale concorrenza dell’abusivo centro commerciale proposero l’inversione del senso di marcia della strada, ma tale proposta non fu accolta.
Di fronte a questo e tanto altro iniziammo la nostra battaglia di legalità . Sette ricorsi al tribunale amministrativo di Napoli con altrettante sentenze che attestavano le nostre ragioni, convalidate a loro volta dal Consiglio di Stato.
Molteplici i tentativi di trovare escamotage all’applicazione della legge, falliti grazie alla nostra caparbietà nel far valere i diritti collettivi e non quelli di elite. Ci siamo scontrati con i poteri forti e abbiamo avuto ragione grazie a un legale la cui reputazione è indiscutibile. Luigi Adinolfi ha avuto il coraggio di dimostrare, senza esitare e senza mai palesare stanchezza, che la legge prevale anche se si è uno contro tutti.
Il nostro legale ha prevalso sui tanti legali dell’Iperion. Un accanimento alla violazione della legge è questo che si può attribuire al gruppo imprenditoriale dell’Iperion. Un arroganza di chi non vuole arrendersi ad essere considerato cittadino comune al pari di noi tutti.
L’Iperion non ha colore politico anzi a fasi alterne la politica si è coalizzata in difesa dell’abuso o nel tentativo di salvare l’abuso. Le responsabilità della realizzazione del centro commerciale abusivo su suolo pubblico seppur differentemente ripartire sono da attribuirsi sia alla giunta Falco che alla precedente giunta Bulzoni di contrapposta appartenenza politica.
I tentativi di salvataggio dell’iperion attraverso il nuovo piano commercio e una circolare del ministero delle infrastrutture sono del centrosinistra e del centrodestra. Tentativi falliti per la imperante illegalità che ha contraddistinto questa vicenda e che per pochi giorni ha visto un provvedimento di sequestro dell’immobile annullato successivamente e trasformato nel solo sequestro dei beni della società .
La condonabilità dell’Iperion era l’ultimo colpo di baionette che i “nobili†azionisti potevano far scoppiare. Un colpo che ha fatto cilecca come quelli precedenti. Con l’amministrazione Petteruti è arrivato il diniego a un condono al quale la società aveva aderito grazie all’avvallo della precedente amministrazione Falco.
Per la prima volta abbiamo visto l’Iperion difendersi contro un provvedimento del Comune e noi non costretti a difenderci contro l’Iperion e il Comune. Il centro commerciale che doveva concorrere contro i mega centri commerciali regionali si è a breve rivelato un flop e un danno per la città . L’eventuale abbattimento della struttura significherebbe un miglioramento delle condizioni di vivibilità del quartiere, l’acquisizione al patrimonio comunale è un risarcimento per tutta la città .
Giovanna Maietta
Presidente Comitato di Quartiere Parco Cerasola e Centurano
