CASERTA – L’attuale edificio della Cattedrale di San Michele Arcangelo, intitolata allo stesso santo del Duomo di Casertavecchia, è a tre navate ed impreziosita da diverse tele del Seicento. E’ costruita su una precedente Chiesa cinquecentesca dedicata all’Annunziata che apparteneva al Convento del Carmine. Una prima ristrutturazione dell’edificio risale al Settecento, ma è all’inizio dell’Ottocento, dopo la Restaurazione, che si data l’intervento più significativo.
Nel 1815 il progetto della Nuova Cattedrale viene affidato a Giovanni Patturelli (Caneggio, Canton Ticino, 1770 – Caserta, 1849), che già nel 1818 inizia i lavori. Nel 1823 si chiedono variazioni al progetto e viene così coinvolto l’architetto Pietro Bianchi. Il cantiere si chiude nel 1832 senza il permesso di trasferire da Casertavecchia al piano la nuova sede vescovile.
Nel 1833 si decide di affidare le variazioni di progetto all’architetto Carlo Diversi, che segue i lavori fino al 1837, quando viene incaricato Pietro Valente, che propone la collaborazione del cognato Gabriele Amato, poi sostituito con l’ingegnere Giuseppe Bausan.
A partire dal 1837 l’architetto Pietro Valente riceve dal re Ferdinando II l’incarico di occuparsi di vari interventi a Caserta come la Chiesa di Sant’Antonio e il completamento della Nuova Cattedrale.
Il re è infatti impegnato in un programma di rinnovamento della Città di Caserta, che parte dalla Reggia per estendersi al territorio circostante. In questi anni vengono commissionati, tra gli altri: l’Archivio Regio sulla Facciata della Reggia di Caserta, la Flora, la Sala del Trono, il secondo tratto della ferrovia (dopo la Napoli – Portici, la Napoli – Caserta è il tratto più famoso) e numerosi altri significativi interventi che intendono celebrare il potere della casata borbonica.
La nuova sede vescovile viene inaugurata il 2 febbraio 1842 ma i lavori proseguono fino al 1848.
Contemporaneamente Valente viene incaricato anche dei lavori al Seminario e all’Episcopio, che caratterizzano via Redentore.
L’Eco di Caserta – Caserta, aspettando il 25 aprile viaggio nel quartiere del Redentore
Quanto alla decorazione della Cattedrale, affidata al pittore giuglianese Luigi Taglialatela, sono del 1928 i Santi della navata centrale (San Tommaso, Sant’Alfonso, San Gregorio Magno e David) e i Santi e Profeti del Presbiterio, mentre al 1930-1931 si datano i due quadri ad olio collocati sul fondo delle navate laterali: Gesù che guarisce il cieco e Il Danaro di Cesare.
Nel 1943, per riparare ai danni delle bombe lanciate nell’agosto 1943, Taglialatela viene chiamato nuovamente ad intervenire sulla decorazione e a sostituire il soffitto a cassettoni della crociera. Qui dipinge allora La Gloria di San Michele Arcangelo che scaccia i demoni con la spada sguainata.
Presentazione della Monografia sul Pittore Decoratore Giuglianese Luigi Taglialatela
Nato a Giugliano nel 1877, Luigi Taglialatela frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ricevendo diversi premi e menzioni. Per 20 anni svolgerà l’attività di scenografo con l’impresa Laganà al Teatro San Carlo di Napoli , distinguendosi per gli interventi sia su tela che ad affresco.
La sua propensione per i soggetti sacri lo rende gradito sia ai sacerdoti che alla committenza pubblica e privata, soprattutto borghese, che gli chiede di decorare i saloni dei propri palazzi.
Numerose anche le chiese in cui lavora: dalla Chiesa di San Nicola e dell’Annunziata a Giugliano a Torre del Greco; da Liveri di Nola, Padula, Cimitile, all’Abbazia di Cava dei Tirreni; da Cariati in Calabria, ad Otranto; Brindisi; Bari; Benevento; Viterbo; dalla Chiesa di San Giovanni della Croce ad Ischia (1934) a Trentola; San Bartolomeo in Galdo; Montecalvo; Castellammare di Stabia; Pomigliano d’Arco; Torre Annunziata; Marcianise; Maddaloni; Caserta.
A Caserta, oltre che nella Nuova Cattedrale, dipinge nella Cappella del SS. Sacramento, a via Redentore (1901); nella Cappella del Sacro Cuore del Seminario Vescovile (1907-1908) e nella Basilica dei Salesiani (1923-1925), dove – su incarico di Petrantonio de Franciscis – realizza una tela con San Tommaso d’Aquino (1924) oggi conservata nei locali della Curia Vescovile.
Qui opera anche nel dopoguerra, rifacendo due dipinti sul soffitto della navata centrale con Don Bosco che incontra Domenico Savio in Paradiso e Le Nozze di Cana per l’Altare Maggiore.
Nella Chiesa di San Nicola in Santa Barbara (Caserta), sul soffitto della Congrega del SS. Rosario, dipinge l’Incontro di Maria con Sant’Elisabetta (1925), due angeli e lo Spirito Santo.
A Tuoro (Caserta) decora la Congrega del Sacro Cuore di Gesù (1928) con Il Cuore di Gesù tra gli angeli del Paradiso.
A Marcianise opera sia nella Collegiata che in case private: nella Casa del Canonico Tartaglione, in Casa Farro, nel Salottino del Teatro Mugnone.
A Maddaloni nella Chiesa Parrocchiale di San Martino dipinge il soffitto della Navata centrale con La gloria di San Martino in un coro di angeli e nella Chiesa di Sant’Alfonso progetta l’apparato decorativo e pittorico.
Muore a Giugliano il 7 aprile 1953.
Bibliografia
Cattedrale di San Michele Arcangelo (Caserta) – Wikipedia
N. FILALETE, Alcune parole che illustrano quello che operò l’architetto signor Giovanni Patturelli nella costruzione della Chiesa di Caserta co’ disegni corrispondenti, Napoli 1838 e Archivio di Stato di Caserta, Intendenza Borbonica, Ponti e Strade, f. 259;
F. MANGONE, Pietro Valente, Napoli, 1996, p. 90
SARNELLA G., La Cattedrale di Caserta, in Quaderni n. 4, 1997, Associazione Civitas casertana, pp. 125 – 153;
COSTANZO S., Marcianise: urbanistica, architettura ed arte nei secoli, Napoli 1999, p. 236;
NANNOLA, N., La Basilica Salesiana, p. 18
