
Pontelandolfo – Una serata intensa – carica di significato e memoria – ha riportato la cultura al centro della scena a Pontelandolfo in occasione dell’edizione 2025 del Premio Internazionale “Carlo Delle Piane”, manifestazione dedicata all’eccellenza artistica, culturale e civile nato da un’idea di Antonio Parciasepe e Anna Crispino Delle Piane, e organizzato dall’associazione “Sannio che Legge”. Nella suggestiva cornice della Sala Papa Giovanni Paolo II nota come Teatro San Rocco, il premio ha riunito personalità di alto profilo provenienti da ambiti diversi, accomunate da un percorso fondato su autenticità, impegno e visione.
Tra gli otto riconoscimenti assegnati, spicca quello conferito a Lisa Di Giovanni, giornalista pubblicista, editrice e promotrice culturale, premiata per il Giornalismo e l’Editoria, “per l’instancabile attività di diffusione della cultura e la capacità di costruire ponti tra comunicazione e sociale”.
Ad aprire ufficialmente la serata è stato Antonio Parciasepe, Presidente Nazionale di “Italy Film Commission” e direttore artistico del Premio, che nel suo intervento ha sottolineato il valore profondo della manifestazione e il legame tra cultura e territorio, dedicandola al ricordo intimo e pubblico del Maestro Delle Piane attraverso un’intervista toccante alla dott.ssa Anna Crispino, vedova dell’attore. E così ha esordito; «Cari gentili ospiti, autorità, cittadine e cittadini di Pontelandolfo, è per me un grande onore dare il benvenuto a tutti voi per questa nuova edizione del Premio Internazionale “Carlo Delle Piane”: celebrare Carlo Delle Piane significa celebrare l’essenza stessa del cinema italiano, quell’umiltà mista a un talento immenso, quella capacità di dire tutto con un solo sguardo e quella resistenza artistica che ha reso la sua carriera un esempio di integrità per tutti noi.»
Parciasepe ha poi evidenziato come il premio non celebri il successo fine a se stesso, ma il valore dei percorsi costruiti nel tempo: «Oggi, in questa splendida cornice della Sala Giovanni Paolo II, non premiamo solo il successo, ma il percorso.» Un’affermazione che chiarisce il significato della scelta delle eccellenze premiate, tra cui Lisa Di Giovanni, insignita per la coerenza, il rigore e la responsabilità del suo lavoro culturale. Il premio assegnato a Lisa Di Giovanni, infatti, ha riconosciuto una visione del giornalismo e dell’editoria come strumenti di crescita collettiva. Nella motivazione ufficiale è stato posto l’accento sulla sua attività, che va ben oltre il semplice esercizio professionale, configurandosi come una vera missione culturale, capace di valorizzare autori, idee e progetti attraverso competenza, impegno e attenzione al merito.
In un panorama comunicativo spesso dominato dalla velocità e dalla superficialità, il suo lavoro si distingue per la capacità di restituire centralità alla scrittura come atto di libertà, metodo e responsabilità, contribuendo in modo concreto alla costruzione di un dialogo tra cultura e società.
Nel suo intervento conclusivo, il direttore artistico ha, infine, ricordato il significato simbolico di Pontelandolfo come luogo d’incontro tra le arti e le coscienze: «In tutto otto eccellenze premiate: – il maestro Filippo D’Eliso per la capacità di coniugare rigore scientifico e sensibilità artistica; la fotografa Luciana Latte, per la sua esplorazione dell’anima attraverso l’obiettivo; il prof. Renato Rinaldi, “archeologo dell’identità”, custode della memoria storica di Pontelandolfo; Tetyana Shyshnyak e l’associazione “OrbiSophia” per aver trasformato il Canto Beneventano in uno strumento di integrazione e pace tra le culture; la fashion designer Natalia Rinaldi per aver portato il nome di Pontelandolfo nell’Alta Moda romana; Claudia Federica Petrella per la sua carriera attoriale di 25 anni tra cinema, teatro e televisione; la dott.ssa Lisa Di Giovanni per l’instancabile attività di promozione culturale; la giovanissima Francesca Maiella per la sua eccellenza nel flauto – che in ambiti diversi condividono lo stesso spirito del Maestro Delle Piane, la ricerca costante della verità e della bellezza. Pontelandolfo oggi diventa il centro di questo dialogo tra le arti, ricordandoci che la cultura è l’unico filo che può unire passato, presente e futuro».
Un messaggio rafforzato dal riferimento alla precedente edizione del premio, ospitata ad Assisi, città simbolo della pace, e dalla proiezione del Messaggio di Speranza realizzato dallo stesso Parciasepe, che aspira a unire i popoli nella concordia e nel segno della cultura.
