Lo scorso 20 luglio 2019, nell’ambito dell’iniziativa “Il quinto uomo Chi è? volti casertani e maddalonesi a cura di Michele Schioppa” (Maddaloni, sabato alle 18 al Museo Archeologico “Il quinto uomo” presenta i volti di Chi è?) il Maestro Michele Letizia (Maestro Michail Benois Letizia,da inizio 2019 è ispettore dei tecnici del Teatro alla Scala di Milano dove già è stato per RSA ed è ancora RLS) ha presentato l’opera “il quinto uomo”, tela del 2014 ma dalla impeccabile attualità.

Il Maestro Michele Letizia ci ha concesso il testo di sintesi della presentazione che riportiamo di seguito unitamente ai contributi fotografici di Antonio Pagliaro e Giuseppe Diodati. Nel corso della cerimonia il giornalista Domenico Valeriani, vice direttore della testata Dea Notizie e vice presidente della Dea Sport Onlus ha premiato l’artista.

Ecco il contributo del Maestro Michele Letizia:

«Il quinto uomo, perché ?
Potrebbe sembrare ridicola, quasi goliardica la mia descrizione.
Come per la pittura che ho realizzato allo stesso modo avevo meditato tempo prima sull’argomento e sulla scelta del titolo: “IL QUINTO UOMO”.
Considerando i mille volti che la storia ha dato a Gesù, di questi, io ne ho visualizzato solo Quattro: l’Esseno, il Nazireo, lo Zelota, il Sicario.
Questi appellativi credo possano essere quelli più diretti tra quelli che denominarono i maggiori gruppi di aggregazione monastica, delle vere e proprie, se pur primitive, sette di quel tempo, periodo a cavallo del romanzato anno zero, in un territorio siro-palestinese governato dai Romani.
Queste sette professavano pensieri di libertà in simbiosi alle loro manifestazioni di contestazione socio-religiose consumando attitudini quotidiane marcatamente maschiliste.
Gesù, il ragazzo prodigio, l’adepto dodicenne dei misteri egizi, il Maestro saggio, l’ uomo figlio di Dio, condivideva il pane ed il vino con tutti e soprattutto con loro, gli Esseni, i Nazirei, gli Zeloti, i Sicari e tanti altri e fu proprio alla stessa maniera che il Cristianesimo sorse come un gruppo aggregato, una setta e divenne promotore di pensiero alternativo al culto Ebraico.
Enzo Bianchi in un suo lavoro letterario ( Gesù e le donne – Einaudi 2016 ) ci dice “che al mattino di ogni giorno l’ebreo osservante recita un ringraziamento per non essere nato né pagano, né donna, né schiavo.

La donna viene desiderata per le nozze. La donna sposata è vite feconda nella propria dimora, la donna è padrona di casa, previdente ed educatrice.
La donna è dunque una presenza nascosta, afona nella società, la sua vita è dedicata alla famiglia, e viene amata finché resta al suo posto: il posto stabilito dagli uomini”.
Nulla di diverso accade ancora oggi e nonostante la figura della donna abbia conquistato spazi diversi resta sempre legata al preconcetto di quella figura subalterna a quella dell’uomo quindi sacrificio compiuto al pregiudizio maschilista.
IL QUINTO UOMO è proprio lei, la donna, quel Discepolo speciale che Gesù tanto amava e al quale fu consegnata la chiave ( la terza o forse l’unica ) a sigillo del vero culto del Cristianesimo. Opinabili e al quanto discutibili queste mie riflessioni rielaborano in ogni caso quella che è sempre stata la figura del quinto uomo, la compagna di Gesù, la Maddalena.
La storia le ha dato altrettanto nomi e varie provenienze ma di chiaro c’è che Lei è stata il complemento di Gesù, del Cristo.
Museo Archeologico Calatia – Maddaloni, lì 20 luglio 2019
Michele Letizia».
